Yesterday - Inedito - (segue da Inside&Outside)


Molto più disorientante e dolorosa fu la scoperta, 10 anni fa, delle mie fantasie.
Mi sentivo sporca, malata, pervertita, sbagliata, probabilmente a causa dell'educazione cattolica ricevuta. 
A seguito di una perdita famigliare di una persona che era il mio unico punto di riferimento, iniziai ad avere fantasie, che probabilmente avevo sempre represso, in modo prorompente, quasi fossero diventate un chiodo fisso.
Allo stesso modo, allora come oggi, non potevo tornare indietro. 
Avevo scoperto il Vaso di Pandora.
Erano altri tempi, Internet era diffuso ma nemmeno così tanto. 
In realtà non sapevo neppure cosa cercare, ne ero completamente ignara, ma ringrazio la mia testardaggine e la mia curiosità che non mi hanno mai abbandonata.
In più c'era un fattore importante: stavo male. Non capivo più nulla solo fantasie, fantasie, fantasie e caos totale nella mente.
Fortunatamente mi imbattei in un sito a tema BDSM che mi illuminò.
Per la prima volta, scoprì che se ero sporca o sbagliata o pervertita, allora lo eravamo in tanti.
Per la prima volta presi consapevolezza che non c'era nulla di sbagliato in me, solo che avevo desideri sessuali particolari, al di fuori dello standard.
Dopo un po’ di frequentazione del sito in forma anonima, mi iscrissi scegliendo un nick particolare, ma certamente esplicito: "legamiletette". Potevo pure sembrare un fake, invece no, era solo una delle mie fantasie più frequenti.
Inutile specificare che una novizia, con un nick simile attirava molti dom, o presunti tali. 
Decisi che per il mio benessere era il caso ci andassi cauta. Molto cauta. Non avevo voglia di mettere a repentaglio la mia salute solo per appagare un mio desiderio di scoperta. Era necessario che tutto avvenisse con i giusti tempi e con le persone che mi ispiravano fiducia.
Iniziai a colloquiare con alcuni di essi, confrontandomi. 
Tra tutti, in quel periodo, solo una frase pronunciata da una slave, F. alla quale sono ancora grata, mi chiarì un po' le idee: "Le tue fantasie sono i tuoi desideri non ancora realizzati".

Non trovando la persona a cui affidarmi, e avendo la necessità di provare, di verificare se nelle mie fantasie c'era del vero iniziai da sola ad infliggermi dolore e ad eccitarmi come non mai prima di allora. Continuai per un periodo sufficientemente lungo per spingermi sempre un po' più avanti, ed ogni volta era sempre più soddisfacente. Ma ben presto mi stancai di agire da sola. In fondo non era quello il mio desiderio e la mia risposta l'avevo ottenuta: sono masochista.

Trascorsero due anni  fatti di chiacchere, confronti, confidenze, e quanto ci può essere tra un Dom ed una novizia (perchè tale ero) tramite il web. Esclusivamente il web. 
Era sposato, sua moglie era la sua slave. Desideravano allargare la loro dimensione in qualcosa di più ampio, volevano costituire una "family".
Arrivò il momento di incontrarli. Lui lo riconobbi all'istante, non appena mi salutò con un bacio che mi mise in imbarazzo. 
Era un incontro organizzato dal sito, quindi tanti volti, tanta curiosità. Una prima timidezza nel presentarsi a tutti.
Dopo pochi minuti, lei si alzò, mi accolse sorridente, e mi fece accomodare al tavolo degli amministratori del sito (quali loro erano assieme ad altri Dom) seduta in mezzo a loro, alla mia sinistra lei, alla mia destra lui. 
L'imbarazzo, la timidezza, scomparsero mano a mano durante lo svolgersi della cena, per poi estinguersi nel dopocena, tutti insieme nella terrazza del ristorante che ci aveva ospitato. Una bella serata milanese di fine Maggio 2007.

Il giorno seguente, invece di tornare in treno da Milano, la coppia si offrì di accompagnarmi per un tragitto (che per loro era di strada) in auto.
Accettai, e mi sentì a mio agio come se realmente dovesse essere il naturale evolversi della situazione.
Nel momento dei saluti, una mano non mia mi toccò torcendomi i capezzoli, come da tempo desideravo, lasciando quella sensazione indelebile per tutto il viaggio di ritorno, ed una bocca mi baciò con una tale dolcezza, da non potermi tirare indietro. Erano le mani e la bocca di lei.

Di lì a poco, la mia prima sessione, indiscutibilmente indimenticabile. 
Eravamo una family: la coppia erano i miei Padroni (lei con me switchava), ma sussisteva anche una sorta di gerarchia. La regola inderogabile era che qualsiasi tipo di interazione fosse esclusivamente con la presenza e il coinvolgimento della coppia in primis, ed eventualmente mio.
Mi sentivo ardere, affamata, assetata, curiosa e golosa, inebriata dai profumi della pelle, della corda in juta, ma spesso dovevo reprimere questi desideri a causa di impegni di forza maggiore di lei. 
Mi resi conto, in breve tempo, che volevo di più, che desideravo le attenzioni solo su di me.

Chiusi il mio rapporto con loro, esattamente con queste parole: “Desidero una persona che di me faccia quello che vuole, come e quando lui vuole che sia fatto, ma che abbia solo me”.
Non menzionai la parola Master o Padrone appositamente, perché che passi avevo fatto io? Ancora una volta, chi ero?
Nulla di più che masochista e quali livelli?? Non molto di più di quanto avessi già scoperto da sola.
Fu un periodo breve, troppo breve. Rimasi con l'acquolina in bocca, avevo annusato un po' di me stessa, e un po' di BDSM. Non mi ero ancora scoperta, avevo una tela da dipingere con qualche vago tratto, ma nulla di definito, chiaro, lampante.

Decisi quindi, in maniera molto naturale senza alcuno sforzo, di continuare la mia vita senza per forza dover frequentare ambienti, siti, o persone che praticassero BDSM. Mi cancellai da tutti i siti nei quali ero iscritta e iniziai a prendere una nuova strada, la strada del comunissimo vanilla.
Ero sicura del fatto che quel lato, il mio lato masochista, fosse importante ma non indispensabile.
Ero sicura di voler trovare la persona giusta, che con me condividesse valori, mentalità, passioni. Se vi era anche un aspetto BDSM tanto meglio.
Ebbi storie, frequentazioni, che ho ritenuto più o meno importanti. Finite per svariate ragioni, ma con un aspetto comune, non sono mai riuscita ad accontentarmi, e la mancanza parziale o totale del BDSM faceva si che io non mi sentissi completa, completamente me stessa.
L'ultima storia, risalente a circa 3 anni fa, fu di questo ciclo di esperienze quella più significativa. Con lui era condiviso tutto e per lui feci cose che non mi sarei immaginata di fare. Aveva indiscutibilmente un carattere dominante e piuttosto sadico, anche se non amava identificarsi in etichette quali Master o Padrone. 
Aveva la capacità di essere crudele per certi versi portandomi negli abissi più profondi fatti di dolore e passione e subito dopo essere attento, affettuso, curandosi di me, proteggendomi anche da ciò che mi aveva appena indotto a fare.
Le sue mani erano pena e carezza. Le giornate con lui non erano mai banali. E se solo la mia mente ritornava rilassata per un attimo, lui lo avvertiva e risvegliava immediatamente il suo essere sadico.
Avevo creduto in quella storia, ma finì anch'essa, non per mancanza di amore da parte di entrambi, non per litigi, non per mancanza di passione, nulla di quanto si possa incrinare in una storia tra due persone. Un maledetto fattore esterno, compromise la sua personalità, la sua capacità di controllo di me e di se stesso.  



Esperimenti autoindotti 2006/07













2 commenti:

  1. ciao.. sono Barbersadico.. e ho la sensazione che di sfuggita ci siamo visti.. ai tempi di Manettematte... ma è solo una senzazione

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    1. Buonasera,
      anzitutto chiedo scusa per aver risposto solo ora. Il blog è stato chiuso da me fino a fine maggio, per poi passare un periodo di dimenticatoio. In questi giorni ho ripreso ad implementarlo ed oggi letto il tuo commento.
      No, non sbagli affatto. Eri spesso presente nei miei "Diari" e forse ci siamo conosciuti di persona alla cena a Milano, vicino a San Vittore, in quel ristorante di cui ho una foto in mente...
      Ah ho intenzione di pubblicare i miei vecchi Diari, come ponte tra il passato e il presente, avrai modo di leggerti :)
      Buona domenica!

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