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mercoledì 4 novembre 2020

PILLOLE: Safe Word

 In passato (non molto lontano) si pensava erroneamente che chi seguiva la filosofia del RACK contrapposto al SSC volesse abolire la safe word, in realtà ora si sa ampiamente che in tutte le filosofie si scelga di seguire (SSC, RACK, PRICK, 4C) la safe word è sempre contemplata.

L'unico ambiente, che per altro non è BDSM, dove non è contemplata a priori è Gor.

Cos'è la Safe Word?

Tradotta letteralmente è la parola di salvezza, ovvero quel termine o anche quel gesto se impossibilitati a parlare che permette al bottom di interrompere la pratica e/o la sessione.

Come deve essere?

Generalmente si sceglie una parola fuori contesto (la mia era: prezzemolo) perchè un "no" o un "basta" può essere confuso con le normali imprecazioni di sessione.

In fase conoscitiva in genere si usa il semaforo: verde, arancio, rosso. Questo per permettere al Dom/Domme di riconoscere quali segnali corporei e comportamentali istintivi mette in atto il/la sub.

Ovviamente in questa fase la cooperazione tra Dom e sub è importantissima perchè mette le basi per il rapporto che si sta andando a creare, quindi anche il/la sub deve essere onest* nel comunicare nei giusti tempi i vari colori del semaforo.

Per quanto riguarda invece l'impossibilità a parlare in genere si pone in mano al/la sub qualcosa, anche una pallina, da lasciare cadere al posto della pronuncia della safe.

Quando dev'essere usata?

Sempre in caso di malore del/la sub e tutte le volte che è necessario stoppare la pratica per motivi di salute o di disagio.

Non dev'essere usata per stoppare la pratica per motivi diversi da quelli citati sopra.

Questo significa che durante la "normale" esecuzione della pratica, dev'essere il Dom a decidere se e quando fermarsi, e non deve aspettare che venga pronunciata la safe per diversi motivi:

  • sarebbe una dominazione dal basso
  • i/le sub tendono a non volerla pronunciare, sia per orgoglio, sia per mettersi alla prova.
  • se ne potebbe abusare l'uso così come il contrario


Dev'essere quindi il/la Dom/Domme ad avere sempre il controllo della situazione e anche a fermarsi a volte prima che il limite di sopportazione del/la sub venga raggiunto.

Questo perchè alcuni forti masochisti hanno un limite di sopportazione talmente alto, che continuare una pratica potrebbe comportare seri problemi di salute al/la sub.

Non è una sfida. Nessuno sfida nessuno (tranne in caso di brat e di Primal, ma sono discorsi a margine).

Semplicemente il/la sub deve potersi affidare a chi sa mantenere il controllo della situazione e di ciò che sta accadendo al corpo del/la sub.

Infatti in genere è anche sconsigliato avere rapporti penetrativi durante l'esecuzione di una pratica, perchè l'attenzione si sposta dalla situazione alla propria eccitazione.

Sesso si, ma magari al termine.

sabato 25 luglio 2020

PILLOLE: BDSM e Salute Mentale

Quando qualcuno me l'ha detto, ho sempre osteggiato questa ipotesi: che nel BDSM la stragrande maggioranza di chi lo vive, Master o slave che sia, ha problemi irrisolti con sé stesso e che vuole compensare con il BDSM. 
Mi sto ricredendo.
Attenzione, mi inserisco anche io nella categoria.

E allora osservo chi, insicuro di sé stesso, vuole apparire al mondo come il più desiderabile, invidiato dagli altri, o chi deve sanare un vuoto affettivo, o chi ancora, ha subito un torto, una violenza, un abuso fisico e/o emotivo, chi non è stato amato da uno od entrambi i genitori, o chi è un dipendente affettivo, chi ha desiderio di rivalsa, chi ha la "sindrome da crocerossina", chi è annoiato del rapporto di coppia esistente, chi.. chi.. chi..

Purtroppo proprio ora me ne rendo conto.
Considerato poi, che attraiamo quello che siamo, siamo anche destinati a incontrare "persone sbagliate".

E allora mi chiedo e vi chiedo di riflettere: non sarebbe più opportuno liberarci delle nostre catene interiori, delle nostre questioni irrisolte e vivere il BDSM in modo equilibrato?

Probabilmente richiede uno sforzo enorme mettersi in discussione.
Ma non vale la pena farlo, per poi vivere la nostra sessualità in modo pienamente soddisfacente, senza dover cercare qualcosa (di esterno a noi) che compensi i nostri problemi?

venerdì 17 luglio 2020

PILLOLE: l'Appartenenza

L'appartenenza è una cosa seria. E' pensata, ponderata, è valutata.
Non può nascere in un giorno e nemmeno in una settimana.
Non esiste un giorno giusto per appartenere, esiste il giorno in cui la schiava si sente pronta. 
E' quando senti l'altro, essere dentro di te.

Per arrivare a questo livello di intimità la conoscenza reciproca deve essere approfondita. 
Nel tempo, ho sentito le situazioni più disparate. Schiave che accettavano il collare dopo il primo incontro. "Master" che collaravano dopo una settimana. Rapporti che si esaurivano dopo due settimane dal collare.

Ho sempre paragonato il collare (che è solo un simbolo) alla fede nuziale in ambiente vanilla. Sareste disposti a sposare la persona che avete appena incontrato? Io penso di no.

La schiava si offre alla Persona che ritiene essere diventato il suo Master. Si offre, chiedendogli di appartenergli.
Il Master può accettare, o anche rifiutare, se ritiene che la schiava non sia ancora pronta.
Questo non comporta la fine del rapporto M/s, comporta solo continuare il cammino insieme a lui.
Un Master che rifiuti l'offerta di appartenenza non sta rifiutando la slave, sta valutando la "preparazione" della slave.

Questo per fare comprendere quanto sia importante la scelta della slave di appartenere.
Secondo la vecchia scuola, la scelta di appartenere era l'unica decisione della slave. Ora le cose sono un po' cambiate, ma ciò che non cambia è che la scelta sia della slave.



Aggiungo.
La scelta del collare va concordata.
Si deve decidere insieme quando portarlo, e in quali situazioni.
Se il Master preferisce che la slave lo porti sempre, e se lei invece non volesse mostrarlo davanti alla famiglia o al lavoro, va decisa un'alternativa. Che sia una collana, un bracciale, un qualcosa che comunque simboleggi l'appartenenza senza per forza essere riconosciuto dal mondo esterno a voi.
Diffidate quindi, da chi fa tutto di corsa. Da chi pensa che sia un pezzettino di pelle a fare il rapporto.
Il collare è, prima di tutto, nella testa.

mercoledì 15 luglio 2020

BDSM non GDR

Oggi stavo cercando un testo che ahimè non trovo più che trattava di "alto protocollo" e mi sono imbattuta in una pagina Facebook che si occupa di "educazione di schiave". Tra i vari post pubblicati ve ne era uno con un testo gira da anni sul web, come Bibbia per la "vera schiava devota". Ve lo propongo interamente:

(p.s. Esprimo il tutto, per praticità, riferendomi a rapporti Master/schiava, ma almeno per quanto riguarda il BDSM, è esteso a tutte le forme di genere)

"Le regole dell'Accademia delle Schiave"

Prima Regola: 
"Quando ci si rivolge al proprio Padrone lo si chiama solo ed esclusivamente PADRONE"
Seconda Regola: 
"Servire il Padrone come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerlo perché è così"
Terza Regola: 
"Anche se il Padrone può non avere ragione, esso per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono “Si Padrone”. 
Quarta Regola: 
"Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza."
Quinta Regola: 
"Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava".
Sesta Regola: 
"La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata".
Settima Regola: 
"Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna".
Ottava Regola: 
"Se non c’è il Padrone a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare".
Nona Regola: 
"Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato".
Decima Regola: 
"Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito".

Questa la mia reazione: 😂😂😂😂😂😂😂

Desidero entrare nel dettaglio.

Anzitutto, vi è da fare un distinzione tra coloro che giocano e chi, invece, considera il BDSM come parte integrante della propria vita. In secondo luogo, una distinzione tra rapporto D/s e M/s.

Negli ultimi anni, da quando il BDSM è stato sdoganato, grazie a libri e movie a tema e ad una moda dilagante il numero di persone che gioca "a fare il BDSM" è decisamente aumentato. Sono persone che ne possono fare a meno, la loro è espressione di trasgressione, o noia, o altro ancora ma non è uno stile di vita. E' gioco. In questo contesto allora si può fingere di essere chi non si è. I risultati spesso sono di goduria estemporanea, ma di insoddisfazione successiva. Tanto più che capita spessissimo che chi oggi gioca a "fare la slave" trovando troppo pesante il ruolo, domani possa provare a "giocare a fare la Mistress". Non è realmente switchare, è cambiare ruolo per poter continuare a godere della trasgressione.

Questo gioco si esplica più facilmente nei rapporti Dom-Domme/sub, dove fondamentalmente vi è un soggetto ordinante e uno esecutore. Entrambi godono del momento, fine a se stesso.

Nei rapporti Master-Mistress/slave invece, è più difficile che queste persone si trovino a loro agio perché quello che caratterizza questo rapporto è il percorso di crescita. Una persona parte da uno status e cambia, con l'intensificarsi del rapporto e del percorso insieme. Chi non è qualcosa, non può nemmeno crescere in quell'ambito. E' come chiedere al leone di diventare giraffa. Non può.

Ritornando alle regole dell'Accademia delle Schiave salta subito all'occhio che qualcosa non torna.
Si parla di schiave (e non di sub) e quindi si ha la presunzione che debba essere così, pur trattandosi di gioco.


Qualsiasi rapporto M/s è fatto prima da persone, non da ruoli. Sono due (o più) persone che si incontrano, si annusano, si scelgono e decidono di camminare insieme per il loro percorso. Solo successivamente una si offrirà per appartenere all'altra persona.
Qui invece si parla esclusivamente di ruoli, tralasciando la "Persona" come focus.

Inoltre poi si parla di "educazione delle schiave devote".
La devozione è un sentimento cristiano dove una persona venera Dio e si sottomette ad esso.
Nell'antica Roma si esplicava in determinate situazioni di pericolo, dove vittime o proprietà venivano donate agli Dei per evitare il pericolo stesso.

Ora mi dite cosa c'entra la devozione nel BDSM?
Nulla!
Il Master non è Dio!!

Anche solo partendo dallo scopo di queste regole, sarebbe più opportuno, a mio avviso, parlare di "educazione delle schiave rispettose". Anche se "devote", fa certamente più scena. 

Prima Regola: 
"Quando ci si rivolge al proprio Padrone lo si chiama solo ed esclusivamente PADRONE"

E chi lo dice? Quando ci si rivolge al proprio Padrone, o al Master, o al Dom (e relativi femminili) lo si chiama come due persone hanno stabilito di essere chiamato.
Personalmente preferisco chiamare Master, ma se il mio Master lo permettesse potrei chiamarlo anche Pippo. E' veramente un nome che fa di quella persona la Persona, o è la persona a fare il nome e quindi il ruolo?

Potrei anche chiamarlo con il suo nome reale, sarebbe meno Master? Affatto.

Seconda Regola: 
"Servire il Padrone come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerlo perché è così"

Se il Padrone, per essere compiaciuto, chiede alla propria schiava di buttarsi in un fosso, lei è obbligata a farlo?
Secondo questa regola si.
Secondo il BDSM no.
Perché la base dei precetti del BDSM è che le cose vengano fatte nel rispetto di tutte le parti, dei loro limiti, e del buon senso.
Qui invece non vengono menzionati minimamente il buon senso e il consenso.
Il Padrone ha un capriccio? La schiava deve compiacerlo, sempre.
Bene, schiave rispettose, sappiate che non è cosi!
Sappiate che se avete un malore e non ve la sentite di fare una certa cosa potete comunicarlo al vostro Master ed esimervi dal farlo.
Questo porterà probabilmente a conseguenze, ma voi avete la piena libertà di esprimere qualsiasi dubbio!
Il vostro Master vi protegge, se vi mette in difficoltà è per raggiungere uno scopo più alto, non certo per soddisfare un proprio capriccio o per aumentare il suo ego!
Ricordatevi di essere persone prima di ruoli. E non macchine esecutrici!
Ricordatevi che il Master potenzia la slave, non è atto ad annullarle la personalità!

Terza Regola: 
"Anche se il Padrone può non avere ragione, esso per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono “Si Padrone”.

Se il Padrone non ha ragione, non ha ragione.
Un Master non è meno Master se chiede scusa. O se ammette i propri errori.
Al contrario. E' una persona umile e coscienziosa che rispetta chi ha di fronte: la sua slave.
Inutile aggiungere altro.

Quarta Regola: 
"Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza."

Questa regola ha una base di verità. Ogni persona può essere gelosa, anche quel minimo di indisposizione che dimostra che teniamo ad un'altra persona. La gelosia ossessionante invece è esclusivamente manifestazione di insicurezza (diretta o indiretta).
La possessività al contrario è un sentimento che non dovrebbe coesistere in un rapporto equilibrato. Le persone non sono cose. Non si posseggono.
E questo vale per tutti i rapporti interpersonali.
Una slave invece, qualora accetti la presenza di più slave nel rapporto o qualora accetti un Master poli, deve essere pienamente consapevole che il suo ruolo le impone di trattenersi da esprimere la sua gelosia, impone di auto-controllarsi.
E' quindi una questione spinosa, perché come Persona spesso si vorrebbe essere l'unica, ma come slave si deve accettare benevolmente la presenza di altre.
L'unica speranza (che spesso è disattesa) è che il Master si renda conto di non aver bisogno di più slave per sentirsi completamente appagato.

Quinta Regola: 
"Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava".

Anche questa è una fandonia. Sempre rimanendo nel concetto che un rapporto M/s è costituito da persone, le stesse detengono un primo pronome personale e posseggono cose.
La regola, così come è posta, è molto vicina al pensiero Goreano, dove la schiava deve cedere tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare al proprio Padrone: ecco quindi che questa regola in questo ambito viene validata. 

Sesta Regola: 
"La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata".

La perfezione non esiste. Non esiste un Master (guida) perfetto e quindi non può nemmeno esistere una slave perfetto (guidat).
Poi che ognuno ambisca a dare il meglio di se in un rapporto è comprensibile. Ma il meglio non sarà mai la perfezione.

Settima Regola: 
"Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna".

Il comportamento di una slave è strettamente correlato al comportamento del proprio Master.
Un tempo mi si diceva che la slave non è altro che lo specchio del proprio Master: il che significa che una slave ben educata farà fare bella figura al suo Master. Ma per diventare ed essere una slave ben educata è necessario un Master capace di educarla. L'obiettivo si raggiunge lavorando a doppio senso. Se si pensa che sia solo onere e dovere della schiava quello di rendere il collare leggero o pesante si sbaglia totalmente.
A tal proposito mi viene in mente una scena a cui ho assistito diversi anni fa.
Ero al supermercato e davanti a me alla cassa c'erano una mamma e un bambino che faceva i capricci.
La mamma lo tirò per un braccio e lo aggredì verbalmente dicendogli "che maleducato che sei!!".
Forse la mamma non si rese conto che con quella frase lei stava sgridando se stessa, perché la responsabile (con la collaborazione dell'altro genitore) della buona educazione del figlio era proprio lei!
Per lo stesso motivo, la buona educazione della slave è responsabilità del suo Master, che deve provvedere a spiegare, insegnare ed eventualmente correggere se necessario.

Ottava Regola: 
"Se non c’è il Padrone a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare".

Ehm... è proprio il caso di commentare??
Non è già palese l'assurdità di questa regola??
Serve una colf? Una badante?? Bene, la si assume!
Una schiava non è né l'uno né l'altro, a meno che non sia stabilito in sessione. Al termine della stessa torna ad essere persona di pari diritti e doveri.

Nona Regola: 
"Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato".

Anche questa regola è molto vicina al mondo Gor.
In ambito BDSM non ha fondatezza. Il legame M/s non si fonda su questi principi.

Decima Regola: 
"Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito".

Anche in questo caso si avvicina al modo di pensiero Goreano. Nel BDSM questa regola non ha senso di esistere perché nel momento in cui un Master dovesse impartire un insegnamento, questo deve essere eseguito come è stato insegnato. Se un giorno il Master dovesse decidere di cambiare le carte in tavola (senza metterne al corrente la slave) solo per un capriccio, allora ingannerebbe la slave mettendola nella normale condizione di sbagliare. Secondo questa regola verrebbe quindi punita.
Questo è un atto manipolatorio che porta la slave a non essere più sicura di nulla e ad avere timore nell'agire per evitare di deludere il Master o di ricevere la punizione.
Comunemente, questo concetto è ben chiarito dalla metafora del "camminare sulle uova".
E' attuabile con persone psicologicamente fragili, che probabilmente non dovrebbero nemmeno praticare BDSM, solo per indurle di proposito allo sbaglio.

Analizzando le singole regole spesso mi sono riferita al mondo Gor.
Ma cos'è Gor?

E' l'ambientazione immaginaria fantasy (contro-terra) di una serie di romanzi (34) di John Norman (scrittore sessista ed omofobo).
La serie descrive ripetutamente uomini che rapiscono e brutalizzano fisicamente e sessualmente le donne, che sono a loro completamente sottomesse in uno stato di totale schiavitù.
In base a questi testi è nata la filosofia goreana che, basandosi su rapporti D/s, ne esplica l'applicazione nella vita reale.

In pratica è come se io, amante di Stephen King e della saga di Castle Rock, da un giorno all'altro diventassi una serial killer, e mi sentissi legittimata a farlo grazie ai racconti della saga.
Assurdo no?

Questo è il motivo per il quale personalmente non ritengo che Gor sia un modo per vivere un rapporto di dominazione/sottomissione. Non riesco a considerarlo come stile di vita, né tantomeno ne concepisco un rapporto a lungo termine (viste le conseguenze - psicologiche, sessuali e fisiche - a cui incorre la donna portata allo stato di schiavitù).
Può essere considerato un gioco di ruolo? Assolutamente si, basta che abbia un inizio ed un termine entro un breve periodo.

Chi invece non la pensa come me in genere tende a voler sottolineare la filosofia stessa, e il relativo stile di vita che ne consegue, esponendo le principali differenze tra Gor e BDSM.
A tal proposito ho trovato un'utile tabella nel sito BDSM House Sanguine, che ne sintetizza le diversità. Sebbene la stessa sia abbastanza precisa, ritrovo comunque diverse inesattezze ed alcuni approfondimenti necessari, che indicherò nel dettaglio.  



Possesso/Proprietà:

Goreani - La kajira non possiede nulla.

Bdsm - La schiava generalmente possiede e condivide tutto ciò che viene negoziato.

Tempo libero:

Goreani - La kajira non ne ha se non ha incarichi. Deve essere completamente a disposizione.

Bdsm - Pre-negoziato, e in gran misura strutturato e diretto dal Master.

Safe Words:

Goreani - Nessuna. Limiti basati sulla fiducia, che sono decisi dal Master.

Bdsm - Fondamentale in addestramento e nelle pratiche, ma spesso non usata dal momento che il Master conosce la slave attraverso l’esperienza. 

In BDSM è indispensabile sapere che può essere pronunciata dalla slave in qualsiasi momento, in caso di malore, o in tutte quelle situazioni che non possano garantire il corretto svolgimento della pratica in essere. 

Determinazione di Genere:

Goreani - Forte. Uomini=Master, Donne=kajira

Bdsm - Rilassato. Switches, omosessualità, scambi di genere accettati e spesso incoraggiati.

Rapporto con la Natura:

Goreani - Fondamentale, si deve vivere in cooperazione con la Natura e non danneggiare la terra o le risorse naturali.

Bdsm - Può essere preso in considerazione, non fondamentale e può essere oggetto di negoziazione.

Durata del rapporto:

Goreani - Infinito per la kajira perfetta. Spesso termina per perdita di interesse da parte del Master.

Bdsm - Pre-negoziato. Può variare a seconda dell'intenzione dei termini di servizio.

La kajira perfetta non può esistere così come è inesistente la perfezione nelle persone. Quindi l'affermazione in se per se è ingannevole. 
Nel BDSM i rapporti M/s non hanno una durata prestabilita né negoziata. In genere terminano quando il rapporto stesso si esaurisce per le più svariate motivazioni. Può essere negoziato e prestabilito in caso di sessioni tra play partners, ma queste non identificano un rapporto tra M/s. 

Contratto:

Goreani - Non negoziato reciprocamente. Piuttosto è una dichiarazione di aspettative del Master sulla kajira.

Bdsm - Fondamentale, pre-negoziato e con intervalli regolari di verifica.

Attualmente, il contratto BDSM non ha alcun valore legale. E' statico in quanto le parti del rapporto M/s sono in continua evoluzione. L'accordo è per lo più verbale, con lo scambio reciproco degli intenti tra due (o più) persone consenzienti che pongono limiti alle pratiche. Può essere redatto a scopo ludico, ma non è obbligatorio. 

Consenso:

Goreani - Non preso in considerazione. Ci si aspetta che la vera schiava/kajira non voglia altro che soddisfare il Master.

Bdsm - Fondamentale. All'inizio casuale, seguito da SSC (Safe Sane Consensual), che può svilupparsi in RACK (Risk Aware Consensual Kink), Edge o B.E.S.T.

Se nel mondo Gor non viene preso in considerazione, allora tutto ciò che ne deriva è abuso. L'abuso è un reato. Questo implica che non vi potrebbe essere, a livello legale e morale, una attuazione nella vita reale. Questo aspetto più di tutti gli altri denota manipolazione da parte del Master Gor, nei confronti della kajira. 
La riduzione in schiavitù è illegale.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani cita quanto segue:

"Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma."

Il divieto di schiavitù è tra i più antichi del diritto internazionale consuetudinario. Risale al 1815 una Dichiarazione riguardante l’abolizione della tratta degli schiavi e venne susseguita da tutta una serie di Trattati Internazionali a garanzia della persona in quanto tale e che ne aboliscono lo stato di schiavitù. 

Nel mondo BDSM, la slave di un Master inizia consensualmente un percorso con lui, esprime quindi la sua volontà a seguirlo. Ma se lui volesse obbligare la slave ad una pratica a lei non consona o facente parte dei limiti assoluti, la slave potrebbe in qualsiasi momento negargli il consenso per quella determinata pratica, e il Master deve astenersi dal metterla in atto. 
Nel mondo Gor, una slave si dona volontariamente al proprio Padrone, ma non ha la stessa possibilità della sua rispettiva BDSMer. 
Se nel primo caso non è presente alcun abuso, nel secondo è palesemente abuso e reato
Assomiglia, per certi versi, a quella che in psicologia viene definita Sindrome di Stoccolma, ovvero compiere atti contrari alla propria persona perché si è in una condizione di abuso da parte del proprio carnefice e per istinto di sopravvivenza si accetta tutto. 
Non voglio inoltrarmi nei risvolti psicologici di questo delicato argomento, per maggiori approfondimenti fare riferimento alle fonti. 

Per quanto riguarda le fondamenta del consenso nel BDSM, nello tabella si fa riferimento a SSC, RACK, Edge o B.E.S.T. 
Personalmente, non conosco gli ultimi due (sarà mia cura, vista la mia curiosità, informarmi in merito), ma attualmente si sono aggiunti altri due framework degni di nota: il PRICK e il 4C. In tutti il concetto di consenso ne è il fondamento. 

Collare:

Goreani - Comune. Un modo per indicare la proprietà di una schiava.

Bdsm - Comune. Un modo per indicare la proprietà di una schiava. Alcune potrebbero avere un collare "quotidiano" o permanente.

Appartenenza:

Goreani - Assoluta. Corpo, mente, cuore e anima per tutto il tempo che il Master desidera.

Bdsm - Assoluta ma condizionale. Corpo, mente, cuore e anima per tutto il tempo che si desidera da entrambe le parti.

Richiesta di liberazione:

Goreani - Il Master è il solo che ha voce in capitolo. La schiava può supplicare, ma è una decisione assoluta da parte del Master.

Bdsm - Spesso pre-negoziata. Le condizioni scritte nel contratto vengono seguite.

Non è solo il contratto in ambito BDSM che ne determina gli aspetti. Contratto che, come già affermato, spesso non viene stilato a causa della sua inutilità. 
La richiesta di liberazione può essere imposta, da parte della slave, in qualsiasi momento decada (per i motivi più disparati) la fiducia nei confronti del Master. 

Sesso:

Goreani - Il Master impone le aspettative . Spesso è solo una parte dell'essere schiava.

Bdsm - Opzionale. Pre-negoziato.

Scenari/pratiche:

Goreani - Non prese in considerazione. Il gioco di ruolo non è possibile. Sei o non sei Master/schiava

Bdsm - Il punto focale. La sessione/le scene diventano uno stile di vita attivo 24 ore su 24, funzionale e reciprocamente gratificante.

Questo punto a mio avviso non è chiaro. 
Perché se si afferma che in Gor si è sempre in ruolo, allo stesso modo si afferma che in BDSM si vive un 24/7, di conseguenza anche qui si sarebbe sempre in ruolo. 

Nella realtà dei fatti vivere un 24/7 sul lungo periodo è decisamente pesante, per entrambi i ruoli ma soprattutto per il Master che deve controllare l'esatto svolgimento della giornata della slave. 
Un 24/7 può essere applicato per brevi periodi, oppure come spesso accade, possono coesistere momenti di sessione e quindi di rapporto verticale con momenti di rapporto paritario al di fuori della sessione. Tranne alcune eccezioni, quest'ultima è la formula più utilizzata, anche a causa delle esigenze quotidiane di tutte le parti (famiglia, lavoro, rapporti interpersonali, ecc). 

Colpi/punizioni:

Goreani - I colpi sono solo per punizione. Quando i Master sono scontenti della kajira. Si punta però sulla educazione morale della kajira.

Bdsm - L'impatto è riservato esclusivamente alla sessione. Le punizioni sono raramente focalizzate sull'impatto, sono più radicate nel dispiacere grave non fisico, ma sono pre-negoziate nel contratto.

Bondage:

Goreani - Solo per applicazioni pratiche. Per imprigionare o punire la kajira.

Bdsm - Principalmente come strumenti nella sessione che sono reciprocamente gratificanti. Può essere anche per applicazioni pratiche o punizioni.

Responsabilità principali:

Goreani - Prendersi cura di nient'altro che dei bisogni e della felicità del Master, incondizionatamente.

Bdsm - Attraverso la cura dei bisogni del Master e seguendo i suoi insegnamenti, la schiava tende a prendersi cura della sua propria salute a lungo termine.

Letta così il punto di vista Gor potrebbe anche apparire come qualcosa di estremamente romantico. Quello che nasconde però, e che a mio avviso non è da sottovalutare, è il termine "incondizionatamente". 
Questo implica schiacciare se stessi per il bene del Padrone. Annullarsi per lui. Agire anche a discapito di se stessi per appagarlo. De-personalizzarsi. Diventare unico "oggetto" del piacere del Padrone. Oggetto, non soggetto. 
Tutto questo è un atteggiamento manipolatorio atto a inibire la personalità della kajira. E' anch'esso un sopruso. 

Aspettative personali:

Goreani - Non tenute in considerazione. La kajira deve solo desiderare di compiacere il Master in ogni momento senza domande o altre considerazioni.

Bdsm - Fondamentali. Il Master usa spesso lo scambio di potere come strumento per aiutare la schiava a realizzare i suoi obiettivi di vita.

Come per le "Responsabilità principali" anche qui la kajira non ha nessuna voce in capitolo, di conseguenza è attuato un sopruso al suo essere inteso come persona. 

Sicurezza:

Goreani - Qualunque cosa sia ragionevole per il Master. Può variare a seconda di quanto il Master desidera mantenere la kajira.

Bdsm - Fondamentale. Se pre-negoziata può estendersi a qualsiasi cosa il Master ritenga di applicarla.

Nel mondo Gor il Master ha anche il diritto di vita o di morte della kajira. 
Questo aspetto, da molti non preso in considerazione, la dice lunga su come la "ragionevolezza" del Master significhi tutto e nulla. Per esempio, le pratiche di Snuff, nel mondo Gor sarebbero legittimate. Nel mondo reale sono reati penali. 
Ma senza voler parlare necessariamente di morte, se per il Master goreano è accettabile o ragionevole buttarsi giù da un tetto, la kajira è tenuta a farlo. Non ha diritto di opporsi e di contrariarsi. 
E se il Master goreano è uno psicolabile sadico sociopatico?
Nel BDSM invece non deve essere solo pre-negoziata, si deve accettare l'esistenza di una forma di rischio (nulla è sicuro al 100%), ma in base a questa consapevolezza ci si deve attenere al buon senso e usare tutti i mezzi possibili per garantire la corretta esecuzione delle pratiche. 
Un Master BDSM non chiederebbe mai di lanciarsi da un tetto. 
Un Master BDSM non sottoporrebbe mai la slave ad una pratica alla quale lei non ha dato esplicitamente consenso.

Compiacere i “Liberi”:

Goreani - I “Liberi” è un concetto prettamente goreano. Ci si aspetta che la kajira soddisfi tutte le "persone libere" senza domande. Previsto dal Master.

Bdsm - Le "Persone libere" o l'equivalente devono essere autorizzati dal Master e sono spesso oggetto di pre-negoziato.

Anche questo punto non mi è del tutto chiaro. Cosa significa "compiacere" in questo contesto?
Se significa essere educati o rivolgersi agli altri con riverenza allora posso comprendere faccia parte dell'educazione della slave. 
Ma se invece significasse essere usata da altri?
Dietro compenso sarebbe l'equivalente della prostituzione, considerato poi che la kajira non possiede nulla i proventi andrebbero al Master goreano, che si macchierebbe, in questo modo, di sfruttamento della prostituzione. 
Senza compenso sarebbe invece equivalente al prestito di un oggetto e come tale si porterebbe alla luce, nuovamente, la de-personalizzazione della kajira. 
In ambito BDSM il prestito temporaneo ad un altro Master è previsto e prende il nome di cessione della slave. Non è decisione unilaterale del Master ma è invece concordata con la slave, il Master inoltre è tenuto a porre limiti e restrizioni nei confronti del Master ricevente e a controllare che tutto stia andando secondo disposizioni. Non è pratica molto diffusa, sia per una reale difficoltà della slave ad affidarsi ad un Master diverso dal proprio, sia a causa di perplessità del Master nei confronti di eventuali riceventi. Poi vi è anche un'altra questione, delicata, che riguarda un po' la gelosia del Master cedente. In genere, un Master che abbia trovato la sua slave se la tiene ben stretta.

Legami familiari:

Goreani - Non necessario. La schiava è proprietà e non le viene data considerazione personale se non concesso.

Bdsm - Fondamentale. I legami familiari e familiari allargati sono tenuti spesso in considerazione per il benessere emotivo della schiava.

Com'è possibile privare una persona dei suoi affetti? 
Com'è possibile che una persona lasci che un'altra la usi come essere inferiore o peggio come un oggetto, privandola addirittura dei suoi affetti? 
In Gor sembra naturale. 
Per me è manipolazione di un animo fragile. 

Origini:

Goreani - Una serie di romanzi di fantascienza scritti da John Norman. Piuttosto seguito da comunità online, più raramente praticato nella vita reale.

Bdsm - Per lo più intuitivo, ma spesso scaturito da opere di finzione e saggistica come quelle di John Norman, Robert Heinlein ecc.

Asserito che Gor si ispira ai romanzi di fantascienza di Norman, non si può dire lo stesso del BDSM attuale. L'SM si è ispirato alle esperienze del Marchese de Sade e agli scritti di Leopold von Sacher-Masoch, da cui sono derivati i termini sadismo e masochismo.
Ma il BDSM attuale nasce da un esigenza sociale di distinguere la propria sfera erotica da un SM patologico. Le basi della demarcazione tra SM patologico e BDSM erano fondate sul concetto di consenso (assente nel sadomasochismo). 
Quindi nessuna opera di finzione nelle origini del BDSM, tanto più che lo stesso ambiente è sempre in continua evoluzione, fondandosi su esigenze reali della società che lo vive. 
Al contrario, Gor è statico, perché si fonda su scritti e filosofia ben definiti che non hanno la possibilità di essere né ampliati, né tantomeno possono assecondare le esigenze di chi li vive. Ecco un altro motivo per cui l'applicazione nella vita reale di Gor risulta identificabile ad un GDR. 

Applicazione nella vita reale 24/7:

Goreani - Non sicuro ne raccomandato dal Fondatore.

Bdsm - Può essere fatto se pre-negoziato e se vengono effettuati i corretti controlli e bilanci.

Verissimo. Ma di fatto chi applica la filosofia goreana come stile di vita la applica 24/7, come già preannunciato dall'affermazione di essere sempre in ruolo. 
Quindi a differenza del fondatore stesso, questa regola in Gor nella vita reale è stata completamente stravolta. 

Concludendo. 

Sono slave ma sono prima di tutto persona. Non ammetto che la mia persona venga oggettivizzata. 
Non ammetto la de-personalizzazione e l'annullamento della personalità.
Non ammetto che i racconti e i deliri di uno scrittore misogino vengano messi in atto nella vita reale.

Un Master guarda l'animo della sua slave e ne carpisce le potenzialità. La prende per mano e la fa crescere, migliorandola nel suo essere. Proteggendola dalle ingiustizie ed aiutandola a proteggersi. 
Un Master accompagna la sua slave dentro il suo mondo, dal quale entrambi, (entrambi) trarranno piacere e giovamento. Insieme percorreranno un cammino, insieme raggiungeranno degli obiettivi ed ognuno dei due si troverà soddisfatto di ciò che ha vissuto. Avranno aggiunto, alla loro esistenza. Non tolto. 

Una slave guarda l'animo del suo Master e ne carpisce i tratti, ne avverte la sintonia. Si lascia prendere per mano, rendendolo orgoglioso e arricchendolo di quel qualcosa che lui non dimenticherà mai. L'esperienza. Si farà proteggere, vedendo in lui il suo porto sicuro. Si lascerà guidare per la sua via, fidandosi della sua mano, della sua presa, sfidando con lui le intemperie, dalle quali risulteranno entrambi (entrambi) vincitori. Insieme percorreranno un cammino, insieme raggiungeranno degli obiettivi ed ognuno dei due si troverà soddisfatto di ciò che ha vissuto. Avranno aggiunto, alla loro esistenza. Non tolto. 

Questo genere di legame così profondo non è un gioco di ruolo. E' qualcosa che scorre nelle vene. E' un bisogno dell'anima. 

Fonti: 
Gor VS BDSM - House Sanguine
Articolo 4 - Divieto di schiavitù - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Sindrome di Stoccolma
Attaccamento al proprio carnefice.

Un autore che amo, Hans Zimmer, insieme ad un altro autore che ho scoperto attraverso lui, Rupert Gregson-Williams, esprimono quello che provo oggi. Segna la fine di un epoca, e l'inizio di un'altra. 
Questo brano, colonna sonora del film "The Crown" accompagna le scene del decesso di Giorgio VI, Re del Regno Unito. Alla giovane età di 25 anni, Elisabetta divenne Regina del Regno Unito di Gran Bretagna, dell'Irlanda del Nord, e dei paesi appartenenti al Commonwealth. La sua giovinezza e spensieratezza sparirono in un attimo, per lasciare spazio alle responsabilità che doveva assumersi nei confronti del Regno, della Corona e di Dio. Ad ognuno, le proprie responsabilità. 


martedì 26 maggio 2020

PILLOLE: Masochismo nel BDSM

I rapporti BDSM e più in particolare i rapporti Master-Mistress/slave si fondano sul Masochismo (e nel suo corrispettivo Sadismo).

Clinicamente, il masochismo è stato per lungo tempo considerato una devianza, una patologia da "correggere" a livello psichiatrico. Nel tempo le cose sono cambiate e sono state definite in quello che viene indicato come DSM-5. Per approfondimenti leggere in calce. 

In questa sede desidero solamente spiegare in cosa consiste il Masochismo nel BDSM.
Esso è composto da due categorie:
• Masochismo fisico
• Masochismo emotivo

Masochismo fisico
Facile a dirsi: l@ slave riceve piacere/gode attraverso il dolore fisico (non autolesionistico). Per farla breve se ci si chiude il dito in un cassetto non si prova piacere, anzi al contrario magari il tutto viene colorito da qualche imprecazione. Nel caso invece in cui un Top sadico impartisca il dolore all@ slave, allora non solo questo crea eccitazione, ma spesso è anche il veicolo per raggiungere l'orgasmo.

Masochismo emotivo
E' caratterizzato dalle umiliazioni. Nel mondo vanilla molte espressioni verbali (cagna, troia, ecc.) così come alcune pratiche vengono considerate umilianti. Nel BDSM, l@ slave non ha la stessa percezione. Comprende che nel mondo vanilla siano pratiche/espressioni umilianti ma non le vive (nel suo rapporto M/s) come tali. Ecco quindi che essere chiamata "cagna" dal proprio Top, o ricevere sputi, o pissing, o essere esibita in pubblico in quelle che si potrebbero considerare situazioni imbarazzanti vengono vissute con piacere ed orgoglio, causando anch'esse eccitazione.

Per approfondimenti su DSM-5:
Parafilia: Definizione e Differenze con il disturbo parafilico
Lista delle parafilie
American Psychiatric Association: DSM-5
Facebook DSM-5 Pagina Italiana
DSM-5 In rete


domenica 1 marzo 2020

Piacere, sono un Narcisista Patologico maligno

E' un testo tratto da web, quindi non ha nessun mio contributo se non, forse, un minimo di formattazione.

Ci sono cascata di nuovo. Ma la consapevolezza aiuta. E ci si rialza. Grazie a tutte le amiche che mi stanno supportando (e sopportando) in questo periodo. Un bacio a tutte voi! 😘

Attenzione a tutte, perchè i narcisisti patologici si mischiano facilmente in mezzo ai Master, la cessione del potere, il controllo, la dominanza. E' quello che ricercano e noi slave gliele offriamo su un piatto d'argento. Un narcisista patologico non è un Master, è solo un abile attore.

ECCO COSA TI ASPETTA.

1. Ti farò sentire la persona più fortunata di questo mondo. Ti farò toccare il cielo con un dito, ti farò volare così in alto che ti sembrerà di essere finita dentro una favola. Grazie a me proverai emozioni mai provate, ti farò battere il cuore così forte come non ti è mai successo prima di me, ti farò sognare e sperare con le lacrime agli occhi, ti farò provare un'euforia di tale intensità che ti sembrerà di essere pazza. Quello che ancora non sai è che arriverai a maledire il giorno in cui mi hai conosciuto, che ti farò cadere così in basso e così rovinosamente che non vorrai più vivere. Quello sarà il prezzo da pagare per il tempo e le cure che mi avrai dedicato.

2. Tutto quello che mi dirai, prima o poi verrà usato contro di te. Raccoglierò attentamente tutti i tuoi dati sensibili, studierò le tue debolezze, i tuoi valori morali, la tua capacità di sacrificio e, ogni volta che mi farà comodo, userò tutto quello che so su di te per farti sentire in colpa, manipolarti, minacciarti e distruggerti.

3. Ti farò fare cose mai fatte prima nella tua vita. Se non sai cosa significa gelosia e sei sempre stata per la fiducia totale e rispetto della privacy, ti trasformerò in una pazza paranoica che frugherà nelle mie tasche, passerà giornate intere in lacrime in attesa di un messaggio o una chiamata, controllando ossessivamente i miei accessi su Facebook, Messenger, WhatsApp etc. Ti farò sentire una persona insicura, brutta, inferiore, inadeguata, pazza, non degna di me, ti farò patire le pene d'inferno e vivere nel dubbio di avere delle rivali ad ogni angolo, ti farò perdere tempo, soldi, sonno, serenità e, infine, stima di te stessa.

4. Ti farò impazzire con il mio eloquio polemico e inconcludente, con i miei equilibrismi verbali, con i miei silenzi calcolati, con la mia freddezza e umiliazioni, che si alterneranno ai sempre più rari momenti di pace. Mentirò sempre e comunque, racconterò versioni ribaltate sulle mie ex, di cui parlerò male all'inizio (psicopatiche, stalker, isteriche, ossessive, soffocanti, ingiuste, fallite etc.) per farti sentire unica e speciale e poi ne parlerò bene alla fine (pazienti, tolleranti, ricche, buone, capaci, generose etc) per farti sentire una nullità.

5. Ti farò tremare, piangere e vivere nell'ansia costante, ti farò credere ogni giorno di aver sbagliato qualcosa, ti porterò a fingere, a tacere, a stare attenta a ogni tuo gesto e ogni tua parola rivolti a me; ti farò arrivare a chiedermi scusa anche perché respiri, mentre mi terrò il diritto di prenderti in giro, mentirti, tradirti, umiliarti ed insultarti e mai ti chiederò scusa per tutto ciò. Minimizzerò ogni mio errore (anzi, io di errori non ne faccio) e ne esagererò ogni tuo, negherò anche davanti all'evidenza i fatti avvenuti e le parole dette; quando ne avrò bisogno distorcerò la realtà con tale virtuosismo, che tu non sarai più sicura dei tuoi stessi sensi e dei tuoi ricordi.

6. Ti farò sentire sbagliata in qualunque caso: che tu mi ami o rispetti troppo o poco, che tu sia aperta, estroversa, impulsiva o chiusa, introversa e riflessiva. Ti farò vivere sulle spine e, con il tempo, ti farò cadere in depressione e malessere fisico.

7. Mentre sarò occupato a disintegrare la tua personalità, arruolerò parallelamente le nuove leve di vittime con cui ripeterò tutte le fasi perverse del mio rapporto con te e con cui tramerò contro di te quando sarai prossima a essere scaricata.

8. Ti farò sentire colpevole della rottura e di ogni cosa andata male nel nostro rapporto. Ti farò sentire responsabile delle mie bugie e dei miei tradimenti, ti farò provare l'orrore del sentirti morta dentro (in pratica la condizione in cui io vivo perennemente). Ti porterò via ogni cosa che non posso avere io (valori morali, positività, stabilità, affetti familiari e amicizie sincere) e che non sono in grado di provare (amore, gioia di vivere, rispetto, fiducia nel prossimo etc). Distruggerò tutto ciò che possiedi di bello, e in cambio ti darò solo cose brutte: sofferenza, negatività, cinismo, dolore, risentimento, amarezza, apatia, rabbia, dubbi, sensi di colpa e voglia di morire.

9. Quando ti avrò prosciugata e non avrai più nulla da offrire, ti butterò fuori dalla mia vita come un oggetto vecchio, rotto e inutile e ti sostituirò con un'altra vittima, più interessante in quel momento perché ancora piena di vita, di gioia e di speranza.

10. Ti infliggerò dolore, sarà questa la punizione più dura per esserti permessa di aver conosciuto il vero me.

11. Se ti vedrò tornare a sorridere alla vita ed essere di nuovo felice, lo prenderò come un affronto personale perché significherà che non mi pensi più, quindi tornerò sui miei passi e cercherò di annientarti di nuovo.

12. Quello che dovresti sapere è che qualunque cosa io dica o faccia, è valida solo ed esclusivamente in quel preciso momento. Non ho tutte le tue seghe mentali (valori morali, sentimenti, profonde convinzioni e idee radicate su qualcosa), dentro di me ho tutto e il contrario di tutto, e non mi faccio problemi a contraddirmi, a cambiare versione su qualunque cosa in caso di necessità. Dunque tu parti svantaggiata.

13. Dopo l'esperienza con me imparerai che le parole non valgono niente, che i sentimenti possono essere recitati, che per fare del male a qualcuno non è necessario avere un motivo. Proverai sulla tua pelle il male gratuito e perverso.

14. Se riuscirai a sopravvivere alla devastazione della tua vita e del tuo essere che avrò prodotto, un giorno mi ringrazierai per averti resa più forte e per averti insegnato ESATTAMENTE CIÒ CHE NON VUOI ESSERE: UN MORTO VIVENTE.

IO SONO UN MORTO VIVENTE.







mercoledì 26 febbraio 2020

DifferenzE tra sub e slave

Sebbene io abbia già fatto un post sulle principali differenze tra i vari ruoli qui sembra che il popolo BDSM attuale non conosca affatto i principi base, facendo un minestrone di termini e concetti, solo perchè forse li hanno letti da qualcuno e li ripetono a pappagallo, senza ragionarci autonomamente.

Una teoria che recentemente ho risentito dopo tanto tempo (e sinceramente speravo di non sentire più) è che "il/la sub è tale perchè senza Padrone, mentre quando lo trova diventa slave". E per validare la sciocchezza appena detta è stato aggiunto:
  "Un laureato in legge non è un avvocato"

Ma per davvero?? Vogliamo paragonare uno stato del carattere con l'istruzione acquisita?

L'essere slave, è una qualità caratteriale. Un bisogno dell'anima. Non si impara, lo si è. Così come si nasce con gli occhi azzurri e quelli rimarranno per tutto il corso dell'esistenza.

Una persona che decide di iscriversi alla facoltà di legge, si laurea e attraverso lo studio acquisito e gli esami sostenuti e superati diventa avvocato, acquisisce un livello di istruzione. Non è un bisogno dell'anima, è cultura. Qualcosa che si apprende.




Detta questa premessa e posto che:
- la schiavitù è stata abolita;
- tutti i soggetti coinvolti nei rapporti BDSM hanno limiti che devono essere rispettati;
ecco le principali differenze.


SUB SLAVE
Chi è il suo corrispettivo? Dom/Domme Master/Mistress
Cosa vuole soddisfare? Il suo piacere Il piacere del/la Master/Mistress
Il soddisfacimento del piacere è prevalentemente: Fisico Mentale, poi fisico
Cosa gli interessa? Le pratiche Il legame
Qual è lo scopo del rapporto? Giocare con quello che pensa
che gli/le piaccia
Esplorare se stessi, crescere, seguire il/la Master/Mistress
Ha limiti? SI SI
Molti? SI NO
Pone restrizioni alle pratiche accettate? SI NO
Cede il potere? SI SI
In modo totale (nel rispetto dei limiti)? SI SI
E' masochista? SI, ma con restrizioni SI
Ha un carattere strutturalmente forte? non necessariamente SI
E' di indole remissiva? SI (eccezione per le brat) NO
E' un player? SI NO
Si mette in discussione per superare i propri tabù? NO SI
Segue un percorso con il corrispettivo? NO SI
E' uno stato che si impara? SI NO
Può smettere di essere tale? SI NO








martedì 9 ottobre 2018

R-I-S-P-E-T-T-O

Sono una fottutissima sognatrice. 
Ho sempre pensato che, nel mondo, esistesse la Persona Perfetta per me.. la classica mezza mela. 
Forse l'ho sempre sperato, ma poi arriva il giorno in cui è necessario fare i conti con la realtà delle cose e ci si rende conto che la perfezione difficilmente esiste. 
A quel punto la cosa più sensata da fare è conoscere una persona, osservare quante e QUALI caratteristiche di lui sono corrispondenti alle nostre esigenze e valutarlo.
Come? 
Con una bilancia: da un lato quello che ci offre, dall'altro quello che manca. Una volta tolto il perno, la scelta è fatta. Si sceglie dove la bilancia pesa di più.

Tra tutte le caratteristiche che vado cercando, una delle più "pesanti" è il rispetto. Non si tratta solo di BDSM, si tratta di rispetto per la persona che abbiamo di fronte. Un detto dice: "non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi stessi". 

from Tumblr
Ebbene, quando qualcuno vi interrompe, e voi perdete la pazienza, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno vi ignora, e a voi dà fastidio, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando esprimete un concetto e l'altro vi contraddice senza nemmeno ascoltarvi, e vi infuriate, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno frequenta altre persone (anche in modo intimo), e a voi fa uscire dai gangheri, assicuratevi di non fare lo stesso. 
Potrei continuare all'infinito. Le casistiche/situazioni sono innumerevoli. 

Rispetto non significa avere un opinione, una credenza, ed imporla come NORMALE. E tutto ciò che contrasta la vostra opinione ANORMALE. Quella si chiama chiusura mentale. Si chiama, imposizione di sè. 



Nell'arco di 4 mesi mi è capitato con 3 persone. 
Quello che hanno in comune queste tre persone sono l'età (su per giù), la loro provenienza territoriale (su per giù) e il fatto che si considerano tutti Master.

Ebbene, a mio avviso un Master deve anche essere in grado, dimostrandolo, di ascoltare ed assecondare i desideri della propria slave. 
E' vero che prima di tutto chi si mette in gioco per intraprendere un cammino dietro la guida del proprio Master è la slave, ma è vero anche che se vengono esauditi solo ed esclusivamente le preferenze del Master allora non si considera la slave come una persona, degna di rispetto, ma come il proprio giocattolino, un oggetto insomma. 

E allora chiudiamo la slave in una stanza... guai farla usare da altri (per assecondare una sua fantasia), guai farla vedere in pubblico (come lei vorrebbe) ... guai farle fare quella cosa che a lei piace tanto e che io Master considero ANORMALE.... è rispetto questo? 
Io credo di no. 

In un rapporto interpersonale, chi si mette in gioco, per crescere insieme, a mio avviso, sono tutte le parti. Tutte. Non c'è un elemento che cammina da solo e gli altri fermi ad aspettare. Sono tutti gli elementi che si incontrano nelle loro reciproche metà strada. A metà strada ci si incontra e si cammina insieme. Se cammina solo uno, qualcosa non va. 

Ecco quindi, sedicenti Master, è vero che ad ogni Master corrisponde un tipo di slave (e viceversa) ma se questa/o non dovesse essere perfetta per voi... iniziate a metterla sulla bilancia e chiarirvi se per voi ne vale la pena. 
Se ne vale, iniziate a portarla a voi, ad assecondarvi e seguirvi, ma ricordatevi anche di rispettarla, perchè la vostra slave è l'unica che vi metterà SEMPRE in una posizione prioritaria, sia nei confronti della vostra Persona, sia nei confronti del vostro piacere. 

Ah e dimenticavo: di preferenze NORMALI, ANORMALI, o ESTREME esiste nulla. 
Esistono delle preferenze tutte rispettabili e soggettive. 
Non finirò mai di dirlo, quello che è estremo per me, può non esserlo per qualcun altro o viceversa. 

Di anormale, secondo me, c'è che alcuni "Master" credano ancora che basti impartire un ordine, avere una marionetta tra le mani, o fare solo quello che gli pare, per essere Master. 
Per questo ci sono le prostitute, o le escort. Le slave sono altro. 


venerdì 5 ottobre 2018

il BDSM come è per me vs il BDSM come moda, business

Una po' di settimane fa scrissi un semplice post su facebook, dove spiegavo i motivi per il quali avrei rimosso dalle mie amicizie "facebookiane" coloro che avevo notato non vivono il BDSM come lo vivo io.

Da quel post è nato un "botta e risposta" tra due persone, una a me cara e l'altra un conoscente.

Quel post mi ha fatto riflettere su un concetto più ampio, in qualche modo legato alle mie scelte.

Io sono ignorante in questioni tecniche, ma sono curiosa e mi piace capire. In più ho una visione talmente alta del BDSM che ho un opinione dispregiativa su tutto quello che ora come ora è business.

Mi sono approcciata a questo mondo quando il BDSM non era (o almeno non era cosi tanto) moda e auto-referenzialità. Quando era un ambiente più "sano" e i valori avevano la meglio sul resto.

Gli eventi quasi non esistevano, esistevano party privati, a cui partecipare su invito, con dress code richiesto si, ma con sobrietà. Erano luoghi esclusivi, i partecipanti limitati, quasi sempre non troppo divulgati e chi vi partecipava lo faceva senza alcun interesse se non quello di trascorrere qualche ora in compagnia facendo quello che piaceva fare. La pubblicazione di foto era proibita.

Ora si partecipa agli eventi per altri scopi: primo fra tutti, credo, mettersi in mostra. Per chi ne è utente: mostrarsi nella propria originalità dove l'apparenza vale più della sostanza. Ostentando teatralità, e così per apparire sono necessarie corna, occhi bianchi, trucco dark, mantelli e cappucci, kimono o maleducazione da parte di "Dom" che attraverso essa pensano di essere più dominanti.. tristess.
Dall'altra parte, ovvero da parte di chi organizza, guadagnarci. Essì perche c'è un giro di soldi dietro che nemmeno mi posso immaginare.
E allora per fare in modo che questo evento attiri di più di quell'altro bisogna offrire un servizio maggiore. Quale se non quello di invitare esperti? (Pagandoli??).

Di qui si crea tutta una sorta di catena di montaggio, dove alla fine della fiera il BDSM è l'unico "attore" che ci rimette, perde in credibilità.

Ipotizziamo che io sia una brava fornaia, che abbia inventato un pane speciale, o un connubio di ingredienti che lo rendono tale.
Ipotizziamo anche che io voglia condividere con altre persone questa mia specialità.
Ho due strade:
  1. o faccio corsi legalmente riconosciuti, in un luogo adibito ad hoc con tutte le misure di sicurezza legalmente richieste, ne pubblico i volantini e mi faccio pagare per la conoscenza che vado ad insegnare, rilasciando regolare ricevuta sulla quale pago (ahimè) le tasse ed indicando la partita IVA obbligatoria sul sito;
  2. oppure invito a casa mia le persone interessate ad imparare, non chiedo compensi, e per la mia passione in quello che faccio insegno anche ad altri, volendo condividere qualcosa che ritengo valido.  
Di certo non mi posso auto-proclamare il "guru" del pane. Di certo sarà una commissione a valutare se il mio pane è veramente valido o meno. Questa si chiama professionalità e serietà.

Posso considerarmi esperto? Forse si, ma con un po' di auto-ironia e, meglio ancora, se sono gli altri a riconoscermi come tale. 

Devo anche riconoscere che, per fare il pane, è necessario il grano di "tal" qualità e che per approvvigionarmi di esso altri professionisti, riconosciuti come tali prima di me, ne hanno sviluppato l'autenticità. E una commissione, forse l'ha reso grano DOCG.
Devo riconoscere che, senza quel grano, il mio pane sarebbe nulla. E' vero, io faccio pane. Ma il pane senza il grano non potrebbe esistere.

Ecco, spesso, nel BDSM oggi come oggi tutto questo manca.
Manca l'umiltà.
Manca la semplicità.
Manca l'onestà intellettuale.
E' solo business.

Magari chi "gioca" (aborro questo termine) lo fa anche perchè gli piace farlo, ma prima di tutto è marketing.
Uno si "vende" bene, si crea un'immagine, racconta un po' di esperienze vere, altre un po' gonfiate, si crea un sito affascinante nel quale espone solo quello che gli pare, oppure si schiera nel proteggere il tal "assassino" solo perchè questo partecipava al suo corso (e nel bene o nel male anche quella è pubblicità), vende corde (eh si perche non si usa più trattarle, si comprano già trattate, cosi si fa business), ha il suo sito di toys, tiene corsi in nero (eh.. l'Italia dei "furbi"), partecipa e/o organizza eventi, è presente nei social che utilizza principalmente per diffondere e divulgare il proprio ego. Se poi la diffusione porta introiti economici, meglio ancora.

Molti hanno esperienza nei vari campi, maturata nel tempo e attraverso corsi a loro volta. Ma molti si auto-referenziano, e usano questa esperienza per dettar legge da un lato (come se la loro parola fosse bibbia) magari guadagnandoci, e anche tanto.
Con gli eventi, con i corsi, con i proventi della vendita di libri (magari nemmeno scritti dagli autori).

Non stupitevi allora, se mi tengo lontana da tutto questo.

Il BDSM per me è emozione. E' una forma altissima di Amore.

E' trovare una persona affine a me, con la quale condividere emozioni. Le mie saranno quelle di seguirlo nel nostro percorso insieme, le sue quelle di essere seguito e di vedere una crescita, una completezza vicendevole.

Nel lontano 2006 scrissi cosa era il BDSM per me e la mia idea da alcuni era considerata utopistica, romantica. Ci sorridevo, perchè non potrei viverlo altrimenti. Qui il testo.

Ora preferisco ampliare la visione di quel testo. Forse sarà più chiaro quello in cui credo.

  • Colui che desidero al mio fianco non è un Master. E' prima di tutto La Persona. 
Credo fermamente che se una persona è un cazzone, allora anche il "Master" (se tale si può definire) che è in lui lo è.
E non mi interessa.
Quando mi chiedono cosa cerchi? E' la domanda ad essere sbagliata.
Non cerco "cosa", cerco CHI.
Cerco un anima pura, una persona rispettosa, leale, responsabile con la quale io sia affine che mi faccia partire il cervello.
Una volta ricevuta questa mia risposta la stragrande maggioranza mi chiede: "si, ma cosa ti piace"??
A me? Nulla.
Il mio essere schiava mi porta a godere nel rendere orgoglioso il mio Master. Se il mio Master è la mia guida, lui sarà in grado di farmi piacere cose che io non pensavo che mi piacessero, o che forse per le quali ero scettica.
Ma per fare ciò, l'empatia, il legame non è tra Master e slave, è prima di tutto tra due persone che si sono incontrate. E si sono (ri)conosciute.
  • Cosa si fa con una persona?
Credo che l'obiettivo comune, condivisibile e reciproco, sia essere felice.
Come? Individualmente prima, ed insieme poi.

Si condivide: ci si supporta, si parla, tanto.. di cazzate, di cose serie, di pensieri, ipotesi e progetti. Si ride insieme, talvolta si piange. Si guarda insieme lo stesso orizzonte, e ogni volta, lo si spinge un po' più in là..
Si condividono sentimenti, sensibilità, emozioni.
Ci si completa. Si fa di tutto perchè la persona che sta al nostro fianco stia bene.

A ben vedere queste dovrebbero essere le basi di un sano rapporto vanilla.

E allora si ritorna al mio scritto del 2006 dove dico:
"Ho sempre pensato alla mia relazione "per eccellenza" esclusivista e totalizzante. La immagino come una collana ad anelli intersecati l'uno con l'altro (simile ad un collare a strangolo per cani), ognuno dei quali è un aspetto di quello si deve costruire e condividere con una persona. Il BDSM è l'ultimo anello, quello indispensabile per far si che la collana si chiuda e diventi cosi, qualcosa con un senso."
  • Cosa significa esclusivista e totalizzante?
Significa che io sono in grado di amare UNA Persona, e a quella Persona donare tutto. 
Esistono pratiche che contrastano con il mio essere. Farò fatica, ma le farò. 
Quello è donare tutto. Non è annullarsi, è mettersi in gioco. 

Totalizzante perchè quella Persona da un lato sarà l'unico detentore del potere su di me, dall'altro reciprocamente, perchè le mie attenzioni saranno rivolte solo a lui e alla sua felicità. 
  • Da cosa sono rappresentati quegli anelli?
Ciascun anello è indispensabile in una relazione affettivo/sentimentale partendo come base del rapporto vanilla per poi sfociare come base del rapporto BDSM. 
In ordine sparso: rispetto, fiducia, amore, affetto, protezione, cura, condivisione, complicità, passione, supporto, dialogo, affinità, empatia, alchimia, comprensione, sensibilità, responsabilità, lealtà, onestà, sincerità, ascolto.

Nel BDSM a mio avviso ogni "anello" è potenziato, ragion per cui il rapporto stesso diventa potenziato. Ed è anche per questo motivo che lo reputo una forma altissima di Amore.


  • "Qualcosa con un senso".. cosa significa?
Significa che per chi come me nasce con alcune caratteristiche, nel mio caso pain slave, non si riesce a dare un senso alla propria vita (senza accontentarsi) se non si rispetta se stessi.
Rispettare se stessi è cercare il meglio, ciò che ci rende più felici, e quindi quella Persona che possa soddisfare ognuna delle proprie esigenze.
E' una ricerca ardua, soprattutto per chi, come me, è estremamente esigente.
Accontentarsi però non ha mai fatto parte del mio essere, e sono speranzosa, quindi credo fermamente che da qualche parte nel mondo quella Persona possa esistere.
E' mio compito essere pronta ad accoglierla, a viverla, e forse, un domani, affidarmi a lui.
E' mio compito comprenderla e rispettarla.
E' mio compito "innamorarmi" di lei, e dimostrarglielo.

  • Cosa c'entra l'essere innamorati con il BDSM?
Proprio stasera mi è stato chiesto: "sei innamorata ora?"
No, non lo sono.
Per esserlo la Persona deve convincermi a tutto tondo.

Se fossi innamorata sarei anche pronta ad appartenere. Sono ben lontana da quell'aspettativa.
Nella mia ottica la Persona deve aver "scopato" il mio cervello al punto tale da poter essere sicura di donarmi con tutta me stessa, anima, mente e corpo.

Comprendo che non per tutti debba essere così. Comprendo che esistono sub che si offrono con molti meno sentimenti nei confronti del loro Dom.

Ma io sono una slave (per la differenza tra slave e sub, secondo la mia opinione, vedere qui). Ci sono nata, ho dovuto riconoscere e accettare questa mia caratteristica.
Il mio piacere è rappresentato in primo luogo dal piacere della Persona.
Il mio piacere è rappresentato dalla crescita insieme a lui, dal renderlo felice, orgoglioso di me.

Concludendo, io non sono per tutti, e la maggior parte non è per me. 

Fatemi un favore, non fatemi perder tempo o energie se non siete disposti a vivere qualcosa di così alto emotivamente, sentimentalmente, rispettosamente e lealmente parlando. 

La cosa strana è che la vita ogni tanto ti fa anche dei regali. Stavo cercando un brano per terminare il post e ho scoperto un pianista recentemente diventato famoso grazie ad un talent britannico.
La sua arte mi ha fatto riflettere su una cosa...

...A quanto, a volte, le parole siano inutili. Le emozioni solleticano altre "corde".