Raccontavo recentemente ad un'amica Mistress quanto il 2012 ha cambiato il mio punto di vista sulle cose importanti.
Dove abito, abbiamo avuto per più di 20 giorni scosse di terremoto, anche forti.
Per tutto quel periodo finchè ho potuto ho dormito sul divano, vestita, con un marsupio con cui all'interno portafoglio, chiavi di casa, fazzoletti, cellulare e sigarette.
Poi è arrivato il momento in cui la mia casa era inaccessibile fino a controllo tecnici, e la mia nuova casa era diventata la mia auto. Con acqua, pane confezionato, una coperta e cracker.
Riflettendo su questo oggi, mi rendo conto di quante cose realmente non necessarie abbiamo.
Spesso ci concentriamo su quello che ci manca, e focalizziamo il pensiero su una sorta di lamento perchè non abbiamo questo o quello.
Perchè non stiamo con la persona che vorremmo. O perchè non ci possiamo permettere quel determinato bene materiale. O quel viaggio.
Io sto con me. Investo su me stessa. Miglioro ogni giorno.
E questo nemmeno un "terremoto" me lo può portare via.
Allora dò uno sguardo alla crepa verticale che ho sul muro del bagno, che mi crea un po' di ansia e mi riporta a quei giorni.
Quei giorni in cui non se ne poteva più di "ballare", in cui i nervi erano a fior di pelle, in cui la cosa straordinaria che si era creata era la solidarietà tra persone.
Non c'erano più differenze sociali, o razziali. Tutti ci si dava una mano. Ci si supportava anche se estranei.
E' un peccato che quel genere di solidarietà si sia perso, al ritorno alla vita "normale".
Oggi riguardo a quei giorni e mi rendo conto di quanto sono fortunata.
Di quanta abbondanza ho e di cui posso liberarmi, in tutte le accezioni possibili. Ma anche, di quanta abbondanza ho, e sulla quale posso puntare.
Ho me. Ho la mia testa che funziona ancora sufficientemente bene, ho la mia caparbietà e la mia naturale predisposizione per le sfide. La mia mente è un terreno fertile.
Io ho te. Sono dentro te. Tanto quanto tu sei dentro me. La prima volta ci siamo solo visti. La prossima volta ci incontreremo. Dedicata a chi comprende tutto.
Namasté.
Quando qualcuno me l'ha detto, ho sempre osteggiato questa ipotesi: che nel BDSM la stragrande maggioranza di chi lo vive, Master o slave che sia, ha problemi irrisolti con sé stesso e che vuole compensare con il BDSM.
Mi sto ricredendo.
Attenzione, mi inserisco anche io nella categoria.
E allora osservo chi, insicuro di sé stesso, vuole apparire al mondo come il più desiderabile, invidiato dagli altri, o chi deve sanare un vuoto affettivo, o chi ancora, ha subito un torto, una violenza, un abuso fisico e/o emotivo, chi non è stato amato da uno od entrambi i genitori, o chi è un dipendente affettivo, chi ha desiderio di rivalsa, chi ha la "sindrome da crocerossina", chi è annoiato del rapporto di coppia esistente, chi.. chi.. chi..
Purtroppo proprio ora me ne rendo conto.
Considerato poi, che attraiamo quello che siamo, siamo anche destinati a incontrare "persone sbagliate".
E allora mi chiedo e vi chiedo di riflettere: non sarebbe più opportuno liberarci delle nostre catene interiori, delle nostre questioni irrisolte e vivere il BDSM in modo equilibrato?
Probabilmente richiede uno sforzo enorme mettersi in discussione.
Ma non vale la pena farlo, per poi vivere la nostra sessualità in modo pienamente soddisfacente, senza dover cercare qualcosa (di esterno a noi) che compensi i nostri problemi?
L'appartenenza è una cosa seria. E' pensata, ponderata, è valutata.
Non può nascere in un giorno e nemmeno in una settimana. Non esiste un giorno giusto per appartenere, esiste il giorno in cui la schiava si sente pronta. E' quando senti l'altro, essere dentro di te.
Per arrivare a questo livello di intimità la conoscenza reciproca deve essere approfondita.
Nel tempo, ho sentito le situazioni più disparate. Schiave che accettavano il collare dopo il primo incontro. "Master" che collaravano dopo una settimana. Rapporti che si esaurivano dopo due settimane dal collare.
Ho sempre paragonato il collare (che è solo un simbolo) alla fede nuziale in ambiente vanilla. Sareste disposti a sposare la persona che avete appena incontrato? Io penso di no.
La schiava si offre alla Persona che ritiene essere diventato il suo Master. Si offre, chiedendogli di appartenergli.
Il Master può accettare, o anche rifiutare, se ritiene che la schiava non sia ancora pronta.
Questo non comporta la fine del rapporto M/s, comporta solo continuare il cammino insieme a lui.
Un Master che rifiuti l'offerta di appartenenza non sta rifiutando la slave, sta valutando la "preparazione" della slave.
Questo per fare comprendere quanto sia importante la scelta della slave di appartenere.
Secondo la vecchia scuola, la scelta di appartenere era l'unica decisione della slave. Ora le cose sono un po' cambiate, ma ciò che non cambia è che la scelta sia della slave.
Aggiungo.
La scelta del collare va concordata.
Si deve decidere insieme quando portarlo, e in quali situazioni.
Se il Master preferisce che la slave lo porti sempre, e se lei invece non volesse mostrarlo davanti alla famiglia o al lavoro, va decisa un'alternativa. Che sia una collana, un bracciale, un qualcosa che comunque simboleggi l'appartenenza senza per forza essere riconosciuto dal mondo esterno a voi.
Diffidate quindi, da chi fa tutto di corsa. Da chi pensa che sia un pezzettino di pelle a fare il rapporto. Il collare è, prima di tutto, nella testa.
Man mano che avanzo con gli anni mi attacco sempre di più alla mia pellaccia, quindi mi preme informare che chiunque desideri avere a che fare con me, con penetrazioni sessuali e/o contatti sessuali, deve presentare preventivamente le analisi negative delle MST spedite in copia originale all'indirizzo mail che sarà fornito.
Ovviamente anche io fornirò gli stessi referti.
Premesse:
• non mi importa doniate il sangue, il midollo o qualsiasi altra cosa. Mi importano analisi quanto più recenti possibili (di meno di un mese dal contatto).
• se avete una vita sessuale promiscua, fatta di rapporti poliamorosi e/o plurimi, statemi lontano a priori.
Screening di: - Epatite A (facoltativa) - Epatite B (obbligatoria) - Epatite C (obbligatoria) - Sifilide (obbligatoria) - HIV (obbligatoria) - HPV (obbligatoria per le donne)
Nel caso in cui le persone dovessero rifiutare di presentare il referto delle analisi, allora io potrò rifiutare di avere qualsiasi contatto con loro.
Richiedo inoltre che suddette analisi vengano ripetute e presentate a tutti i soggetti coinvolti nella relazione con periodicità annuale.
E' un testo tratto da web, quindi non ha nessun mio contributo se non, forse, un minimo di formattazione.
Ci sono cascata di nuovo. Ma la consapevolezza aiuta. E ci si rialza. Grazie a tutte le amiche che mi stanno supportando (e sopportando) in questo periodo. Un bacio a tutte voi! 😘
Attenzione a tutte, perchè i narcisisti patologici si mischiano facilmente in mezzo ai Master, la cessione del potere, il controllo, la dominanza. E' quello che ricercano e noi slave gliele offriamo su un piatto d'argento. Un narcisista patologico non è un Master, è solo un abile attore.
ECCO COSA TI ASPETTA.
1. Ti farò sentire la persona più fortunata di questo mondo. Ti farò toccare il cielo con un dito, ti farò volare così in alto che ti sembrerà di essere finita dentro una favola. Grazie a me proverai emozioni mai provate, ti farò battere il cuore così forte come non ti è mai successo prima di me, ti farò sognare e sperare con le lacrime agli occhi, ti farò provare un'euforia di tale intensità che ti sembrerà di essere pazza. Quello che ancora non sai è che arriverai a maledire il giorno in cui mi hai conosciuto, che ti farò cadere così in basso e così rovinosamente che non vorrai più vivere. Quello sarà il prezzo da pagare per il tempo e le cure che mi avrai dedicato.
2. Tutto quello che mi dirai, prima o poi verrà usato contro di te. Raccoglierò attentamente tutti i tuoi dati sensibili, studierò le tue debolezze, i tuoi valori morali, la tua capacità di sacrificio e, ogni volta che mi farà comodo, userò tutto quello che so su di te per farti sentire in colpa, manipolarti, minacciarti e distruggerti.
3. Ti farò fare cose mai fatte prima nella tua vita. Se non sai cosa significa gelosia e sei sempre stata per la fiducia totale e rispetto della privacy, ti trasformerò in una pazza paranoica che frugherà nelle mie tasche, passerà giornate intere in lacrime in attesa di un messaggio o una chiamata, controllando ossessivamente i miei accessi su Facebook, Messenger, WhatsApp etc. Ti farò sentire una persona insicura, brutta, inferiore, inadeguata, pazza, non degna di me, ti farò patire le pene d'inferno e vivere nel dubbio di avere delle rivali ad ogni angolo, ti farò perdere tempo, soldi, sonno, serenità e, infine, stima di te stessa.
4. Ti farò impazzire con il mio eloquio polemico e inconcludente, con i miei equilibrismi verbali, con i miei silenzi calcolati, con la mia freddezza e umiliazioni, che si alterneranno ai sempre più rari momenti di pace. Mentirò sempre e comunque, racconterò versioni ribaltate sulle mie ex, di cui parlerò male all'inizio (psicopatiche, stalker, isteriche, ossessive, soffocanti, ingiuste, fallite etc.) per farti sentire unica e speciale e poi ne parlerò bene alla fine (pazienti, tolleranti, ricche, buone, capaci, generose etc) per farti sentire una nullità.
5. Ti farò tremare, piangere e vivere nell'ansia costante, ti farò credere ogni giorno di aver sbagliato qualcosa, ti porterò a fingere, a tacere, a stare attenta a ogni tuo gesto e ogni tua parola rivolti a me; ti farò arrivare a chiedermi scusa anche perché respiri, mentre mi terrò il diritto di prenderti in giro, mentirti, tradirti, umiliarti ed insultarti e mai ti chiederò scusa per tutto ciò. Minimizzerò ogni mio errore (anzi, io di errori non ne faccio) e ne esagererò ogni tuo, negherò anche davanti all'evidenza i fatti avvenuti e le parole dette; quando ne avrò bisogno distorcerò la realtà con tale virtuosismo, che tu non sarai più sicura dei tuoi stessi sensi e dei tuoi ricordi.
6. Ti farò sentire sbagliata in qualunque caso: che tu mi ami o rispetti troppo o poco, che tu sia aperta, estroversa, impulsiva o chiusa, introversa e riflessiva. Ti farò vivere sulle spine e, con il tempo, ti farò cadere in depressione e malessere fisico.
7. Mentre sarò occupato a disintegrare la tua personalità, arruolerò parallelamente le nuove leve di vittime con cui ripeterò tutte le fasi perverse del mio rapporto con te e con cui tramerò contro di te quando sarai prossima a essere scaricata.
8. Ti farò sentire colpevole della rottura e di ogni cosa andata male nel nostro rapporto. Ti farò sentire responsabile delle mie bugie e dei miei tradimenti, ti farò provare l'orrore del sentirti morta dentro (in pratica la condizione in cui io vivo perennemente). Ti porterò via ogni cosa che non posso avere io (valori morali, positività, stabilità, affetti familiari e amicizie sincere) e che non sono in grado di provare (amore, gioia di vivere, rispetto, fiducia nel prossimo etc). Distruggerò tutto ciò che possiedi di bello, e in cambio ti darò solo cose brutte: sofferenza, negatività, cinismo, dolore, risentimento, amarezza, apatia, rabbia, dubbi, sensi di colpa e voglia di morire.
9. Quando ti avrò prosciugata e non avrai più nulla da offrire, ti butterò fuori dalla mia vita come un oggetto vecchio, rotto e inutile e ti sostituirò con un'altra vittima, più interessante in quel momento perché ancora piena di vita, di gioia e di speranza.
10. Ti infliggerò dolore, sarà questa la punizione più dura per esserti permessa di aver conosciuto il vero me.
11. Se ti vedrò tornare a sorridere alla vita ed essere di nuovo felice, lo prenderò come un affronto personale perché significherà che non mi pensi più, quindi tornerò sui miei passi e cercherò di annientarti di nuovo.
12. Quello che dovresti sapere è che qualunque cosa io dica o faccia, è valida solo ed esclusivamente in quel preciso momento. Non ho tutte le tue seghe mentali (valori morali, sentimenti, profonde convinzioni e idee radicate su qualcosa), dentro di me ho tutto e il contrario di tutto, e non mi faccio problemi a contraddirmi, a cambiare versione su qualunque cosa in caso di necessità. Dunque tu parti svantaggiata.
13. Dopo l'esperienza con me imparerai che le parole non valgono niente, che i sentimenti possono essere recitati, che per fare del male a qualcuno non è necessario avere un motivo. Proverai sulla tua pelle il male gratuito e perverso.
14. Se riuscirai a sopravvivere alla devastazione della tua vita e del tuo essere che avrò prodotto, un giorno mi ringrazierai per averti resa più forte e per averti insegnato ESATTAMENTE CIÒ CHE NON VUOI ESSERE: UN MORTO VIVENTE.
Dopo parecchio tempo di silenzio, ho deciso di inaugurare una sorta di Rubrica. Uno spazio per sviscerare argomenti importanti, ma che non necessitano di una analisi completa: Pillole, per l'appunto.
Inizio oggi con un argomento che mi sta "colpendo" in questi giorni, a seguito di una persona che sto imparando a conoscere e dalla quale presto mi allontanerò.
Buona lettura!
Partendo dal presupposto che ogni slave è fondamentalmente troia (altrimenti l'appellativo "cagna" non avrebbe senso) c'è una sostanziale differenza tra l'esserlo e farlo.
Essere troia o cagna significa essere una persona disinibita, alla quale piace vivere il proprio essere per e con una persona che lei ritiene il destinatario della sua troiaggine. Essere troia/cagna per un Master significa non aver timore di lasciarsi andare, anche nelle porcaggini più estreme, di seguirlo e di condividere insieme a lui fantasie e pratiche, sorridendo di esse e delle soddisfazioni con lui ottenute.
Non c'è malizia, non ci sono step studiati a tavolino da seguire, è semplicemente parte del proprio essere. Essere troia si esprime quindi solo e soltanto nei confronti di quella determinata persona.
Fare la troia, al contrario, è un mezzo per ottenere qualcosa dall@ person@ alla quale l'attenzione è rivolta, solo come strumento di scambio.
E' una sorta di transazione, si fa la troia per ottenere un risultato. Non c'è nulla di emotivo, nessuna connessione specifica, se non un obiettivo da raggiungere.
Allora si fa la troia per ricevere soldi, sesso, attenzioni e compensare le proprie voglie.
Non è qualcosa di condiviso, è mero raggiungimento dei propri bisogni egocentrici. Fare la troia è un atteggiamento che si impara, si affina e di solito è rivolto a più persone, perchè le voglie e i desideri egocentrici sono di varia natura (come detto prima soldi, sesso, attenzioni, ecc ecc).
Tutto il procedimento malizioso nel quale fare la troia si esplica è studiato con step precisi, a partire dal provocare senza mai fare (o facendo pochi) passi verso le "vittime" alimentando così il loro desiderio e facendoli cadere nella trappola del "corteggiamento". In parole povere significa fare la difficile (sempre continuando a maliziare) o fingere di non riuscire a fare una cosa (che potrebbe far benissimo) per ingannare la vittima, in modo che nel momento in cui la vittima riceve una briciola la interpreti come un tesoro e si comporti di conseguenza. E' pura manipolazione.
Essere troia è una caratteristica delle/degli slave. Fare la troia no.
Bella domanda!! Beh che io sappia questo è l'unico documento che qualcuno troverà online riguardo Luigi e i suoi insegnamenti.
Occorre però che io faccia una breve premessa:
un po' di tempo fa ho conosciuto una tizia (che da ora in poi chiamerò Tizia) molto presente su Facebook, con un gruppo segreto e una pagina piuttosto seguita, presente con 3 profili diversi che le servono probabilmente per mostrarsi in Facebook attraverso contatti "reali" e contatti relativi al BDSM.
Inizialmente Tizia mi sembrava con un po' di sale in zucca (anche se di tanto in tanto alternava con comportamenti inusuali) e quindi ho deciso di fare domanda per entrare nel suo gruppo segreto. A poco a poco ci siamo conosciute più approfonditamente e mi ha raccontato di essere stata "allieva" di Luigi, il suo mentore, 21 anni prima, quando lei era appena 18enne, insieme al suo ragazzo di allora.
Ebbene, da quanto afferma Tizia, Luigi era un uomo di 58 anni italo-americano titolare di un'azienda per la quale viaggiava molto ed aveva appreso dalle varie culture i diversi tipi di sottomissione, facendosi un'idea personale di come sarebbe dovuto essere il rapporto BDSM e decise quindi, ben 21 anni fa, di iniziare ad insegnarlo proclamandosi (o facendosi proclamare) "mentore".
Sempre a detta di Tizia gli adepti contavano circa 60.000 in tutto il mondo anche se attualmente se ne contano solo una decina a Roma, perchè gli altri 59.990 si sono persi seguendo altre scuole di pensiero.
La scuola non venne mai "battezzata" con un nome, quindi tra loro decisero di chiamarla "La scuola di Luigi".
Pochi giorni dopo invitai il mio Master nel gruppo e in un post, a seguito di un rispettoso scambio di opinioni dove Mastro chiedeva maggiori informazioni riguardo Luigi, Tizia si è chiusa a riccio e ci ha espulsi dal gruppo.
Fatta questa premessa, è il momento di scoprire le regole che Tizia si è sentita di esprimere:
1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? Il Dom.
2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.
3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.
4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.
5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.
6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.
7) Altre, di cui non ci è dato sapere.
Questo è quanto. Ah dimenticavo la cosa più importante:E' TUTTO UNA GRAN CRETINATA!!
Qualcuno forse si chiederà il motivo per cui ho deciso di scrivere un post come questo, dando forse (l'unica) visibilità a questa enorme cagata.
Perchè Tizia sta tentando di indottrinare persone meno esperte, difendendo a spada tratta la sua versione, o per lo meno, quella che ha imparato da Luigi, attraverso il suo gruppo di Facebook.
Per altruismo, perchè anche io sono stata novizia e per fortuna essendo cauta, ho sempre diffidato da chi voleva imporre il suo modo di vedere le cose.
A titolo informativo ho chiesto a diverse persone (romani e non, giovani e meno giovani, più o meno inserite nell'ambiente) su diversi siti, se abbiano mai sentito parlare di Luigi e della sua scuola. La risposta è stata NO su tutti i siti e da tutte le persone coinvolte.
Ipotizzando che questa scuola sia realmente esistita e che non siano le fantasie di Tizia per darsi tono e/o per destare curiosità, ci sono diversi aspetti che sono totalmente errati e su cui è necessario fare chiarezza.
Prima cagata: non esistono scuole di BDSM o corsi o lauree o master in cui una persona possa insegnare il "giusto" BDSM.
Perchè?
Perchè il BDSM è uno stile di vita, che è insito in chi lo vive ed è SEMPRE soggettivo. Quello che può piacere a me, può non piacere a te e viceversa.
Le uniche regole esistenti sono quelle dettate dal buon senso, e dal rispetto della legge vigente.
Nessuno può arrogarsi il diritto di detenere le regole del BDSM, nè di stabilire cosa debba essere fatto e cosa no (sempre nel limite del rispetto del/i partner e della legge). Nessuno.
Conseguentemente, non possono esistere mentori, insegnanti o guru di una pluralità di persone.
L'unica eccezione consiste nei corsi per alcune pratiche, dalla verberazione al bondage per consentire di mettere in atto suddette pratiche in sicurezza e senza ledere al bottom. Ma non sono corsi di BDSM, sono corsi di pratiche.
Ma vediamo un po' di analizzare le regole di Luigi..
1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto?
Secondo Tizia, citandola: "Esclusivamente il Dom. La slave decide a chi appartenere, pone i limiti, blocca il gioco se necessario e se dice no e' no, non esiste Dom che tenga, ma sono solo 3 anni che ripeto la stessa cosa, e mi meraviglio ancora a leggere certe risposte. Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa e puntualmente c'è ancora gente che mi risponde la Sleeve o entrambi il rapporto bilaterale Quello è sicuro perché per quanto ci sia un rapporto verticale il rapporto è bilaterale ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno."
Ed ancora:
"il rapporto ruota intorno alla necessità della Sleeve non del master è inutile che continuate a dire leggiamo libri su libri entrambi il rapporto è bilaterale No non è così."
Per prima la cosa, la domanda, così formulata è errata.
Tutti coloro che si avvicinano al BDSM sanno (o dovrebbero sapere) che:
A Dom/Domme corrisponde sub
A Master/Mistress corrisponde slave
A DomDaddy corrispondono Little Girl e Baby Girl
A sadico corrisponde masochista.
Chiedere chi tra Dom e slave è lo schiavo del rapporto è fare un miscuglio di una cosa non mischiabile.
A domanda errata la risposta non può essere che errata. Eppure Luigi era un mentore!! 😂
A seconda, invece, della domanda corretta si avranno risposte differenti.
Se fosse stata:
- Tra Dom e sub, la risposta corretta sarebbe stata nessuno dei due.
- Tra Master e slave, la risposta corretta sarebbe stata entrambi.
Esplico.
Dom e sub sono persone che possono esprimere la loro natura indipendentemente dall'ambito BDSM, possono essere dominanti o subordinati caratterialmente, con gli amici, con i colleghi e con i parenti. Se si incontrano in un rapporto BDSM entrambi hanno limiti oltre i quali non andranno, entrambi possono vivere il BDSM con o senza appartenenza, possono "limitarsi a giocare" con la consapevolezza che ognuno dei due non si metterà in discussione. L'unico interesse condiviso è quello di "giocare".
Il discorso riguardante i limiti poi ne è il fulcro. Il sub generalmente non è masochista, proprio perchè pone limiti sia sul dove si possa arrivare in una determinata pratica, sia sulla pratiche in sè. Non è disposto a superare se stesso, a mettersi in discussione, quindi l'essere masochista è nettamente in contrasto con questa figura.
Fondamentalmente potrebbero essere schiavi del loro personale interesse, quindi nel rapporto tra due, la risposta corretta è nessuno.
Master e slave al contrario non possono fare a meno dell'esistenza del loro corrispettivo. Entrambi generalmente hanno un carattere forte, non si potrebbe essere slave senza un carattere ben strutturato.
Sia il Master sia la slave rifiutano pratiche a loro non gradevoli, ma non pongono limiti nell'esecuzione delle altre, proprio perchè è caratteristica della slave quella di mettersi alla prova e tentare di superare i propri ostacoli. Per questo motivo la slave è generalmente anche masochista. Ognuno dei due gode nel dare piacere all'altro (o non gode, nel caso di punizioni), entrambi perderebbero senso se non condividessero un rapporto con la controparte. Responsabilità e controllo sono principalmente nelle mani (e soprattutto nella testa) del Master, ma è grazie proprio a questo enorme potere ceduto dalla slave che il Master prova godimento, sia a livello mentale che fisico.
La slave si offre per appartenere al proprio Master, ma sarà quest'ultimo a decidere se accettare o meno l'offerta.
Per altro, è nella natura della slave quella di assecondare, o meglio cambiare opinione su determinate pratiche a lei ostiche, quindi se per esempio alla slave non piace una determinata pratica, il compito del Master è quello di riuscire a farle varcare quell'ostacolo (sempre che la pratica sia di gradimento al Master), e pian piano a farle desiderare e superare e successivamente apprezzare quello che non pensava di fare.
Quindi per rispondere alla domanda iniziale, chi è il vero schiavo del rapporto è entrambi, proprio grazie alla loro reciprocità.
Per quanto riguarda DD e LG/BG il discorso è molto simile a quello di Dom e sub, in questo ambito poi sono molto presenti le brat (ribelli) con l'unico scopo di ricercare la punizione che in questo caso è puro godimento sia per il Dom che per la LG/BG.
Per quanto riguarda sadici e masochisti puri il discorso si avvicina un po' di più a quello tra Master e slave. Il sadico senza il masochista non avrebbe ragion di esistere, quindi anche qui la risposta alla domanda sarebbe entrambi.
A questo punto mi stupisco di Luigi, che in tutta la sua "grandezza" abbia fatto un bel minestrone. O è anche possibile che la schiava prediletta, Tizia, non abbia ben compreso i suoi insegnamenti. 😊
2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.
A quanto pare Luigi era un gran furbacchione!!
Poteva essere carismatico, si, lo posso comprendere.
"Arruolare" teen ager con nessuna o minima conoscenza della materia, con la curiosità sessuale imperante soprattutto in un periodo in cui non c'era la diffusione mediatica di ora, ed indurre questi "ometti" a cedergli le rispettive "morose" per consentirgli di interagire.... beh.. astuto eh!! 😂
3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.
Da che mi risulti, come ho fatto anche notare a Tizia, il rito del the ha origini giapponesi.
In realtà, dovendomi documentare, ho scoperto che l'origine primaria fu cinese, poi adottata nel corso del XVI secolo ufficialmente anche in Giappone, in quella che viene chiamata Cha No Yu tradotta come Cerimonia del The.
Quello che distingue la Cha No Yu originale dal rito del the di Luigi (secondo quello che mi è stato spiegato da Tizia) è che la prima si svolge tra due o più persone, la seconda invece è riservata alla coppia D/s.
Dubito fortemente che tutto lo svolgimento, a partire da 5 giorni prima, per arrivare alle tre fasi del rito (pasto leggero, the denso e the leggero) venisse attuata anche dagli adepti di Luigi, ma Tizia non è entrata nello specifico.
Per altro, sarebbe opportuno presentarsi ad una sessione a stomaco vuoto (per ovvi motivi), quindi anche il pasto leggero previsto dalla cerimonia sarebbe fuori luogo.
Per quanto concerne invece il rito dell'accoglienza (escludendo quello cristiano cattolico) in ambito BDSM ho trovato solo tre accezioni diverse nel sito di Gabbia: la prima riguarda i clisteri, la seconda l'ospitalità e la terza la predisposizione della sub ad un rapporto orale.
Quindi mi immagino una scenetta nella quale la sub accoglie il proprio Dom nella sua casa, a culo esposto e bocca spalancata. Ecco! 😂😂😂
Ipotizzando che Luigi si riferisse per lo più all'ospitalità, beh dov'è la novità?
Credo che ognuno di noi, quando ospita qualcuno a casa propria (amici, parenti, colleghi, Dom), riordini casa e si renda presentabile.
Ma ripeto, non è stato spiegato questo rito quindi ipotizzare diventa inutile.
4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.
Questa usanza in genere fa parte dei protocolli. E i protocolli in genere sono o impartiti unilateralmente dal Top, oppure concordati assieme alla bottom.
Non c'è ovviamente una regola precisa. E', come già detto, soggettivo.
Nel mio caso, ad esempio, in accordo con il mio precedente Master dovevo rivolgermi a tutti (Top o vanilla), in privato e in pubblico con il "Lei", fatta esclusione per gli altri bottom ai quali potevo rivolgermi con il "tu".
Con Mastro invece sin da subito mi è stato chiesto il "tu". Nel pormi con gli altri ho deciso autonomamente: in privato con il "Lei" (solo a Top), in pubblico con il "tu".
Alcuni ci tengono di più, altri meno, altri ancora per nulla.
In ogni caso Luigi non aveva inventato nulla nemmeno in questo senso, solo aveva obbligato i suoi adepti ad accettare ed agire come lui preferiva facessero.
5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.
Daemon Danes
Anche in questo caso, lasciar segni o portare segni è assolutamente soggettivo. Un buon fustigatore/spanker non si misura da questo. Ci sono persone a cui piace essere segnate e segnare e viceversa.
Personalmente per me il segno rappresenta il "suo" marchio. Guardare "la firma" del mio Master anche nei giorni a seguire è motivo di gioia, di orgoglio nel portarla. Se non riuscissi a sedermi per alcuni giorni, o a provare dolore nel farlo, sarebbe come riportarmi immediatamente e in modo molto potente al tempo trascorso con Lui, e sicuramente mi ecciterei al sol pensiero.
Poi ci sono bottom che non possono essere segnati, e questo è un altro discorso. Bottom con un'altra vita, un compagno, o un marito all'oscuro di tutto non possono portare segni, quindi il fatto di non lasciarli è come tentativo di non farsi scoprire.
Equivale a dire: aggirare il problema. Essere sinceri con il proprio partner no eh?? Troppa fifa??
Mi viene da pensare che Luigi frequentasse per lo più donne impegnate, sposate o accompagnate, in modo da "legittimare", con questa regola, il suo rapporto D/s.
6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.
Cazzata pazzesca!! Non può esistere una votazione sulla bravura, per il semplice fatto che è l'affinità tra persone che la determina.
Per esempio: una persona che non può o non vuole essere legata per un rigger sarebbe da scartare in quanto incompatibile con lui. Non significa però che non sia una brava bottom, semplicemente sono incompatibili.
Chi cazzo era Luigi per determinare la bravura assoluta di un bottom?? Il genio del BDSM?? Un guru??
Se così fosse stato allora perchè nessuno nella comunità romana (esclusa Tizia) e nazionale lo conosce?
Se così fosse stato allora perchè non diffondere ad un pubblico più vasto i suoi insegnamenti, attraverso documenti scritti e/o sul web??
Se lo fosse stato allora perche i presunti 59.990 lo avrebbero abbandonato??
A me tutta sta storia fa pensare ad alcune ipotesi.
Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia abbia avuto un Dom con il quale si sia trovata tanto bene e che aveva quelle regole. Ipotizziamo che il rapporto sia terminato e che lei ora voglia un Dom che faccia lo stesso del precedente, e che si sia inventata la scuola di Luigi per trovare più facilmente il Dom a lei consono.
Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia non riesca a trovare il Dom adatto a lei e che usi questa storiella per darsi tono, per attirare l'attenzione, per mostrarsi esperta (ho fatto un corso 21 anni fa).
Ipotizziamo che Luigi e la sua scuola siano esistiti davvero. E qui il discorso si complica. Così formulata: la segretezza, i presunti (e irreali) 60.000, l'unico detentore della parola "giusta" nella figura di Luigi e gli alunni convinti fanno pensare a qualcosa di molto simile ad una setta.
Le sette, molto più diffuse negli Stati Uniti rispetto all'Italia (ma in forte espansione), hanno una struttura riconoscibilissima e uguale per tutte.
La struttura piramidale, un capo, un guru, un mentore carismatico, una catena di comando subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica.
L'adepto, l'alunno, il seguace, è una persona che non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà del capo.
E' per questo che è più semplice avvicinare persone giovani, o giovanissime, di un ceto medio, con poche conoscenze in materia, senza una struttura caratteriale formata e incapaci del pensiero logico e critico, persone che in genere hanno una carenza affettiva importante (spesso paterna), persone deboli o insoddisfatte o ancora persone in cerca di nuove emozioni.
Il mentore, come già accennato, è una persona carismatica, egocentrica, eccelle nel lavoro (o riferisce di eccellere), è autoproclamante e persuasivo, dicendosi conoscitore della materia. Afferma di aver assimilato conoscenze nel corso della sua vita e aver scoperto la via ottimale per vivere quella determinata realtà (religiosa, culturale, sociale), per condurre poi i seguaci verso "nuovi orizzonti" di consapevolezza. Infine accentra su di sè la totale devozione, in termini di attenzione, amore, fedeltà.
In questa ottica il capo, il leader può dare libero sfogo alla sua personalità dominante, manipolativa e attuare quello che è un vero e proprio abuso psicologico: il plagio.
Per plagiare ovviamente si seguono degli schemi precisi, primo fra tutti far sentire importante, speciale, amata, la persona da plagiare. L'accoglienza, le attenzioni verso la persona sono fortissime, spesso atte a farla allontanare dalle frequentazioni esterne al gruppo settario. L'integrazione al gruppo e la conformità ad esso e alle sue regole farà in modo che in tempi abbastanza brevi il plagiato cambi il proprio atteggiamento nei confronti di chi è all'esterno del gruppo (frequentazioni di vecchi amici e parenti) e diventerà progressivamente sempre meno padrone delle proprie scelte e volontà.
Una volta completata la metamorfosi, l'individuo è pronto a credere ciecamente agli insegnamenti impartiti dal leader, fino a compiere, talvolta, anche gesti estremi.
Generalmente, al leader viene riconosciuta la piena autorità dai suoi seguaci ed egli può delegare alcuni compiti alle persone di sua fiducia, rendendole ancor più dipendenti e onorate di tale riconoscimento. All'interno del gruppo non vi sono segreti, ogni seguace deve rivelare tutto, mentre nei confronti degli estranei viene mantenuta la segretezza.
Questo comporta nel seguace un duplice senso: l'appartenenza a qualcosa di esclusivo, e il contrasto con il mondo esterno, in contrapposizione con gli ideali e le regole "innovative" del gruppo settario.
Detta in parole povere: il "giusto" all'interno del gruppo e lo "sbagliato" all'esterno.
Secondo Steven Alan Hassan (consulente statunitense della salute mentale) "Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo - comportamento, pensieri, emozioni - e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualunque cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante." (Fonte: Steve Hassan, “Mentalmente liberi – come uscire da una setta”).
Definito tutto ciò e rileggendo le parole di Tizia, non trovate qualche (o troppe) similitudini?
"Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa ... ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno"
E se la pensi diversamente? O se fai troppe domande?? Fuori dal gruppo!! Non vogliamo gente pensante qui!! 😂😂😂
Ho sempre pensato che, nel mondo, esistesse la Persona Perfetta per me.. la classica mezza mela.
Forse l'ho sempre sperato, ma poi arriva il giorno in cui è necessario fare i conti con la realtà delle cose e ci si rende conto che la perfezione difficilmente esiste.
A quel punto la cosa più sensata da fare è conoscere una persona, osservare quante e QUALI caratteristiche di lui sono corrispondenti alle nostre esigenze e valutarlo.
Come?
Con una bilancia: da un lato quello che ci offre, dall'altro quello che manca. Una volta tolto il perno, la scelta è fatta. Si sceglie dove la bilancia pesa di più.
Tra tutte le caratteristiche che vado cercando, una delle più "pesanti" è il rispetto. Non si tratta solo di BDSM, si tratta di rispetto per la persona che abbiamo di fronte. Un detto dice: "non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi stessi".
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Ebbene, quando qualcuno vi interrompe, e voi perdete la pazienza, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno vi ignora, e a voi dà fastidio, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando esprimete un concetto e l'altro vi contraddice senza nemmeno ascoltarvi, e vi infuriate, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno frequenta altre persone (anche in modo intimo), e a voi fa uscire dai gangheri, assicuratevi di non fare lo stesso.
Potrei continuare all'infinito. Le casistiche/situazioni sono innumerevoli.
Rispetto non significa avere un opinione, una credenza, ed imporla come NORMALE. E tutto ciò che contrasta la vostra opinione ANORMALE. Quella si chiama chiusura mentale. Si chiama, imposizione di sè.
Nell'arco di 4 mesi mi è capitato con 3 persone.
Quello che hanno in comune queste tre persone sono l'età (su per giù), la loro provenienza territoriale (su per giù) e il fatto che si considerano tutti Master.
Ebbene, a mio avviso un Master deve anche essere in grado, dimostrandolo, di ascoltare ed assecondare i desideri della propria slave.
E' vero che prima di tutto chi si mette in gioco per intraprendere un cammino dietro la guida del proprio Master è la slave, ma è vero anche che se vengono esauditi solo ed esclusivamente le preferenze del Master allora non si considera la slave come una persona, degna di rispetto, ma come il proprio giocattolino, un oggetto insomma.
E allora chiudiamo la slave in una stanza... guai farla usare da altri (per assecondare una sua fantasia), guai farla vedere in pubblico (come lei vorrebbe) ... guai farle fare quella cosa che a lei piace tanto e che io Master considero ANORMALE.... è rispetto questo?
Io credo di no.
In un rapporto interpersonale, chi si mette in gioco, per crescere insieme, a mio avviso, sono tutte le parti. Tutte. Non c'è un elemento che cammina da solo e gli altri fermi ad aspettare. Sono tutti gli elementi che si incontrano nelle loro reciproche metà strada. A metà strada ci si incontra e si cammina insieme. Se cammina solo uno, qualcosa non va.
Ecco quindi, sedicenti Master, è vero che ad ogni Master corrisponde un tipo di slave (e viceversa) ma se questa/o non dovesse essere perfetta per voi... iniziate a metterla sulla bilancia e chiarirvi se per voi ne vale la pena.
Se ne vale, iniziate a portarla a voi, ad assecondarvi e seguirvi, ma ricordatevi anche di rispettarla, perchè la vostra slave è l'unica che vi metterà SEMPRE in una posizione prioritaria, sia nei confronti della vostra Persona, sia nei confronti del vostro piacere.
Ah e dimenticavo: di preferenze NORMALI, ANORMALI, o ESTREME esiste nulla.
Esistono delle preferenze tutte rispettabili e soggettive.
Non finirò mai di dirlo, quello che è estremo per me, può non esserlo per qualcun altro o viceversa.
Di anormale, secondo me, c'è che alcuni "Master" credano ancora che basti impartire un ordine, avere una marionetta tra le mani, o fare solo quello che gli pare, per essere Master.
Per questo ci sono le prostitute, o le escort. Le slave sono altro.
Mi trovo in difficoltà a pubblicare qualcosa di me, magari anche ironico, senza porre un pensiero alla tragedia che ha coinvolto Genova in questi giorni.
Sono diventata, con gli anni e forse la vecchiaia (chiamiamola maturità) particolarmente empatica con il dolore altrui. Fa star male anche me, forse anche troppo.
E non vuole essere una "paraculata" che sia ben chiaro.
Sono estranea e voglio rimanere tale a tutte le polemiche in corso sulle responsabilità e le rispettive "colpe". Dovrebbe essere la Magistratura ad occuparsene.
Ma sono invece vicina, con il cuore, alle 39 vittime accertate, ai loro famigliari, ai dispersi e ai 664 sfollati fuori casa.
Non è una tragedia solamente genovese, è una tragedia che riguarda l'intero popolo italiano.
A loro vanno le mie parole, il mio pensiero, e qualche fatto, seppur piccolo.
Siamo nell'era degli acronimi, delle definizioni, delle sigle e di troppo troppissimo!!
Stiamo perdendo il piacere di conversare per farci conoscere. Nei nostri vari profili di social, di Fetlife o altri siti a tema basta dire.. sono una LG .. o sono un Daddy.. o sono le piùmilledisparatesigle, per identificarsi. E così si diffondono i vari Glossari, per tentare di chiarirsi un po' le idee.
Una persona andrebbe conosciuta per il carattere, la personalità, qualsiasi ruolo ricopra. E' gia così difficile trovare persone interessanti, se poi riduciamo il confronto al minimo.. cosa rimane?
Come ho spesso affermato in altri siti, io ridurrei il tutto a poche parole, per lasciare spazio alla conoscenza reciproca.
Di queste poche parole fornisco la mia personalissima opinione formatasi guardandomi dentro e alle spalle. Il mio pensiero ovviamente è rivolto ad entrambi i sessi (per comodità uso tutto al maschile).
Dominante (D)
subordinato (s)
Master
slave
Switch
Dominante
Colui che nasce di indole e personalità dominante espressa non necessariamente in ambito BDSM. Può imparare ad esserlo o sviluppare questa capacità, magari anche attraverso il lavoro ma non necessariamente ci nasce.
In ambiente BDSM, può non essere sadico e prediligere forme di dominazione soft.
Può ambire al legame di appartenenza ma non è prettamente necessario.
subordinato
Colui che generalmente ha un'indole remissiva, generalmente non masochista (o lievemente), con limiti ben stabiliti difficilmente valicabili.
Può ambire al legame di appartenenza ma non è prettamente necessario.
Master
Colui dotato di carattere dominante, ma anche maestro, guida. Nasce tale, fa parte del suo essere.
Generalmente è anche sadico.
Ricerca un legame di appartenenza.
Sottocategoria: Master zoppo.
Master che non ha ancora trovato il proprio slave, per essere vicendevolmente completi.
slave
Colui che generalmente ha un'indole forte, può non essere remissiva (anzi ritengo non debba esserlo). Generalmente è anche masochista e atto a superare i propri limiti dietro la guida del proprio Master.
Nasce tale, fa parte del suo essere.
Ricerca un legame di appartenenza.
Sottocategoria: slave zoppo.
Slave che non ha ancora trovato il proprio Master, per essere vicendevolmente completi.
Switch
Colui che a seconda dei momenti o delle persone è in grado di cambiare ruolo. Personalmente diffido un po' sull'esistenza di uno switch "50 e 50" perchè a mio avviso uno dei due ruoli prende il sopravvento sull'altro. C'è anche chi, secondo me, diventa tale perchè non trova la Persona che vorrebbe e quindi pur di vivere emozioni si improvvisa qualcos'altro che non è.
Ecco, io non aggiungerei altro.. se non il consiglio di identificarsi in un ruolo e poi raccontare al nostro interlocutore tutte le variabili e gli arcobaleni che ci caratterizzano.
Tutti noi siamo il frutto delle nostre esperienze pregresse. Positive o negative che siano state sono sempre esperienze.
Poco prima di aprire questo blog mi ero appena scoperta e accettata slave. Con grosse difficoltà. Avevo una convinzione errata che si contrapponeva con quello che sentivo, con quello che facevo. Per certi versi anche nelle mie relazioni vanilla mi ero sempre comportata un po' da slave, semplicemente perchè era "la mia normalità". Ma ero convinta di non poter essere tale perchè ho un carattere forte, stracciaballe, indipendente e autonomo, di indole poco remissiva.
Grazie a Master Djablo e Alexia ho capito che una slave è così. Deve avere la forza, il carattere e la personalità per affrontare certe sfide con se stessa.
Eh si, perchè donarsi non è una passeggiata. Vuoi vincere facile? Ok, essere slave non è cosa adatta a te.
E' semplice e poco costruttivo donare quello che ci piace. Nonchè noioso temo.
Discorso diverso è donare quello che non ci piace. O che non ci ispira.
La "grandezza" del Master sta proprio in questo. Portare la/le propria/e slave a fare, e successivamente apprezzare quello che non avrebbe/ro mai pensato di poter fare. E desiderarlo e goderne.
Una cosa (anzi più di una, ma le tratterò in altri articoli) l'ho capita proprio in questi ultimi giorni.
E' un difetto che ho avuto per diversi anni della mia esistenza e che pensavo di essere riuscita a cambiare. E' una "forma mentis" difficile da debellare. E' necessario lavorare molto su se stessi.
Ultimamente è stato fondamentale l'apporto di M. nel farmi notare (inconsapevolmente) che forse in un caso ci sono "ricascata".
Ho sempre fatto le cose in funzione degli altri. Buona parte delle mie sfide sono state per ricevere quel "brava" che non è mai arrivato.
Ho imparato a dipingere su vetro, a disegnare, a intrecciare e annodare fili di cotone per farne braccialetti, sempre più complessi di volta in volta, ho imparato a suonare qualche strumento musicale, ho superato esami universitari.
Mai una volta che arrivasse quel "brava": più spesso era "bello" oppure, nel caso degli esami, "hai fatto il tuo dovere".
La cosa più struggente è che seppur tutte queste cose imparate poi mi piacesse farle, una volta riuscita nel mio intento senza ricevere quell'approvazione, perdevano il mio interesse.
Impara l'arte e mettila da parte, mi dicevo... bella cagata.
Eccome se l'ho messa da parte.... non erano più sfide con me stessa, ero arrivata e non avevo nemmeno ottenuto il complimento.
Al che ho iniziato a fare quello che sapevo non sarebbe stato approvato. Probabilmente per ribellione.
Ho imparato ad usare il computer quando mi si diceva "è una perdita di tempo", ho imparato a far candele quando mi si diceva "cosa le fai a fare visto che al supermercato costano nulla e fanno lo stesso effetto delle tue?".
No le mie sono artigianali, sono fatte con passione e con prodotti selezionati, di qualità migliore e più durature, sono personalizzabili, e grazie alla mia conoscenza del computer riuscii a fare un catalogo, e in breve tempo ad avere il mio piccolo business.
Non le faccio più dal 2003. Nonostante una parte del mio garage sia ancora dedicata a tutte le attrezzature. Ma è una passione mia, rimasta tale.
Sono riuscita, nel tempo, a debellare in me questa "ricerca di approvazione", credendo maggiormente in me stessa, nelle mie idee e nella mia forza interiore, nelle mie scelte e decisioni, valutando l'eventuale opinione altrui, se interessante e nel caso, anche mettendomi in discussione. Perchè si impara sempre attraverso un sano confronto.
Con un eccezione, la seguente.
Arriva il BDSM nella mia vita e, senza fare tutta la cronistoria, la mia prima appartenenza. Purtroppo in questo caso mi sono ritrovata nuovamente a fare le cose in funzione di quel "brava cagna" che di tanto in tanto mi arrivava riempiendomi il cuore di emozione. Ho fatto diverse cose che non pensavo avrei mai fatto.
Ci si rafforza, si cambia, ci si mette in gioco per una persona.
Ricordo ancora che, a seguito di uno sbaglio, un giorno, lui sparì per una settimana. Al suo ritorno, camminavo sulle uova, timorosa di dire, parlare, fare. Fu a seguito di quell'avvenimento, che, per timore di perderlo, iniziai ad annullarmi (o iniziò lui ad indurmi a farlo??). Lui probabilmente aveva ottenuto il "suo giochino" ma io.. stavo crescendo?
E' un rapporto malato se è cosi. E' unilaterale. In questo modo ci si annulla e basta. Si scoprono forse, delle preferenze in alcune pratiche che prima non si avevano, ma non vi è una reale crescita. Si diventa una marionetta.
No! Non deve essere così. (Grazie anche a M. che, probabilmente ignaro di tutto ciò, mi ha aiutata a raggiungere una consapevolezza che aveva iniziato a prendere forma un anno fa e che è molto più chiara oggi).
Ci si rafforza, si cambia, ci si mette in gioco con una Persona.
E' crescita insieme. E' trovarsi oggi in un modo ed essere diversi insieme entrambi domani. E' un cammino. E' valorizzare vicendevolmente la natura l'uno dell'altra.
E' qui che il dono ha senso. Perchè è qui che il dono è realmente reciproco.
E siamo arrivati al punto di partenza. Ogni esperienza ci cambia, eccome se ci cambia.
Al termine di quell'appartenenza ho raccolto i pezzi di me.
Non combaciavano più come prima, ero diventata qualcosa di diverso.
Chi? Dovevo comprenderlo da sola.
Mi sono concentrata su quello che ho dato "per" lui, ma non su quello che ha dato lui a me.
Ebbene, credo proprio che lui mi abbia dato pochissimo. Ha preso. Mi ha privata. Quello si, manipolandomi, ed io scema che gliel'ho permesso.
Nonostante tutto, però, oggi sono più consapevole della mia natura. Ho solo errato nel scegliere la persona.
Quindi ringrazio anche lui, vah... perchè è a causa sua che oggi scelgo di evitare persone come lui.
Ed è grazie al mio cammino di introspezione che ho compreso meglio me stessa, convinta di essere pronta, ora. Pronta a danzare.
Un mese dopo essermi offerta feci il test che molti conoscono dal sito http://bdsmtest.org/ , per poi ripeterlo recentemente.
Non so la reale attendibilità di quel test, ma qualcosa vorrà pur dire..
E quello che sarà in futuro???
Vedremo.....
Intanto in questa torrida estate io mi sento cosi..... 🐽 🐷🐽
Questo post mi dà un po' da fare: si perchè è un concetto un tantino astratto e non sono sicura di riuscire appieno a tradurlo a parole. Tento di raffigurarlo attraverso figure, situazioni che mi sono venute in mente.
1) Immagina una Donna, che si alza la mattina presto per portare a passeggiare la sua cagna (quella pelosa, a 4 zampe che fa bau e che scuote la coda... poteva essere fraintendibile XD ) e che mentre lo fa, oltre a parlare all'animale ha un sorrisetto stampato in viso non ben spiegabile.
Torna a casa, si veste per il lavoro e ci si reca. La giornata lavorativa scorre mentre, di tanto in tanto, qualche pensiero le fa apparire sul volto lo stesso sorriso della mattina.
Finito il lavoro va a fare la spesa, e nel reparto ortofrutta, messaggia con l'amica mentre sorridendo, mette il ginger in un sacchetto.
Torna a casa, coccole alla cagna, e riceve un messaggio, al quale sorride vistosamente.
2) Immagina una bambina un po' introversa che ascolta tanto gli adulti ma che sta sempre zitta tanto da essere definita da uno zio "una bella pianta da appartamento", cresciuta di letture, musica e un po' di creatività. Romantica si, forse più affascinata dalle bellezze che la natura offre, o dalla spontaneità degli animali.
Cresce un po' controcorrente, le amiche ascoltano gli Spandau Ballet, i Duran Duran o Jovanotti e lei invece musica classica, Litfiba o il caro vecchio dark rock inglese: i Cure in primis, i Depeche Mode, i Sister of Mercy, i Bauhaus, Siouxie and the Banshees, i Cocteau Twins, i Japan, David Bowie che
non ha mai compreso appieno, ma anche tanto tanto i Cult, i Bronski Beat, Adam Ant, i Talk Talk e quello strano gruppo che faceva canzoni da 7/8 minuti esclusivamente melodiche .. i Pink Floyd.
La stessa bambina che a 11 anni viene registrata dalla sorella, più grande di lei, mentre canticchiava Shout dei Tears of Fears, ad "orecchio" ovvero non sapendo una parola di inglese e pronunciando quello che le pareva fossero le parole. :)
Quell'adolescente che a 15 anni si incazzò con il mondo perchè le sue "amiche fighette" adoravano Disintegration, quell'album (spettacolare) dei Cure che li rese famosi e "commerciali" e sentì così violato un suo tesoro "per pochi".
Quella ragazzina che, mentre i fratelli sono a scuola, scopre la password per giocare al Commodore 64 o si piazza davanti a un vecchio televisore a "programmare righe" sul Texas Instruments del fratello e nei momenti di noia ascolta la musica che trova in casa, incrociando così canti gregoriani, Bach, Chopin, i Duran Duran, Prince, Baglioni, Pino Daniele, Bob Marley rimanendone comunque in qualche modo influenzata o affascinata. E fa della curiosità e dell'appassionarsi agli "interessi" altrui uno spunto per conoscere, ampliare, evolvere se stessa.
La stessa ragazzina che, grazie ad una scommessa con un fratello, impara a suonare la batteria e successivamente, appassionandosi, inizia ad amare le sfide con se stessa, imparando a suonare pianoforte, flauto e flauto traverso, rubando ore all'aria aperta a giocare con le amiche che invece leggevano giornaletti e vestivano Naj-Oleari.
La stessa che, a 14 anni, per far colpo su un ragazzo, per gioco bacia in bocca la sua migliore amica, con naturalezza sorridendoci un po'.
La stessa che inizia a fumare prematuramente, sapendo che non sarebbe mai stato approvato dai genitori.
La stessa che, a 17 anni, esce con quel bel ragazzo di buona famiglia, che la viene a prendere con il macchinone, con la totale approvazione della madre che pensa la porti fuori a cena e al cinema, quando invece non sa che sotto quell'abito svolazzante non porta intimo e che invece della cena, la porta a casa sua, la lega al letto e "gioca" a colarle cera sul corpo, facendola sobbalzare di piacere ed emozioni, "prendendola" in modo brusco ma passionale. E che la lascia così, inerme, mentre da solo lui cena guardando la tv in cucina e solo dopo qualche ora la libera, la fa rivestire e la riporta a casa, digiuna ma felice.
La stessa ancora che a 19 anni, scopre che la "diversità" non è nel come si veste una persona, o nel come si "atteggia", o in una disabilità, ma nel modo di pensare e sviluppa così idee utopistiche sulla politica; sull'uguaglianza; si scopre appassionata di psicologia (studiando in primis le influenze del marketing sulle persone e sulle organizzazioni); rimane stupita quando per la prima volta associa la
parola "extracomunitario" non più a spacciatore ma a studente di medicina, e ancora in maniera più ampia si interessa di quella che verrà poi definita "intelligenza sessuale" (Info su Intelligenza Sessuale).
La stessa che nello stesso periodo non si droga, pur avendone ampie possibilità offerte, solo perchè è una sua scelta non farlo. E non le serve a nulla seguire ciò che fa la massa per sentirsi ugualmente parte di un gruppo o per sentirsi speciale.
La stessa che frequenta i centri sociali pur essendo di destra, perchè in fondo "siamo fatti tutti della stessa pasta" e spesso rincorriamo gli stessi sogni.
La stessa giovane donna che a 22 anni si innamora per la prima volta. Che si "dona" per la prima volta.
Che vive una sessualità che diventerà per sempre la sua "normalità", ma che osservandola con gli occhi di un domani lontano, si renderà conto che poi aveva già accenti fortemente BDSM. Che impara a gestire per la prima volta la gelosia, rafforzandosi. Che impara l'importanza della comunicazione e dell'affidarsi ad una persona. Che conosce per la prima volta la complicità, il sentirsi completi attraverso l'altra persona, la condivisione e l'Amore.
La stessa ancora che a 33 anni scegliedi rinunciare ad un amore grande e ad un Matrimonio già pianificato, per non dover rinunciare al BDSM. Sceglie di non accontentarsi e di vivere a pieno la sua natura.
3) Immagina una melodia formata da 5 note associate tra loro e ripetute all'infinito, che magicamente compongono un capolavoro. (Interstellar - S.T.A.Y. (One hour))
5 si, solo e semplicemente 5, come i sensi: tatto, olfatto, udito, gusto, vista.
5 sensi: non generano anch'essi un capolavoro?
4) Immagina una Donna nuda, nuda di tutto, di qualsiasi monile, di trucco, di abiti, che danza sotto una pioggia estiva scrosciante, sorridente e che magari canticchia nella sua mente una canzone o ne accenna qualche parola: "Hold me, hold me up so high and never let me down, hold me, hold me up so high to touch the sky just one more time"...
Immaginala senza vergogna, con il capo rivolto verso il cielo, a braccia aperte godendosi il rumore della pioggia, sentendo ogni singola goccia scorrere sul suo corpo, osservando la pace e l'armonia dentro se, annusando il profumo dell'ambiente intorno e quel caratteristico odore della pioggia.
Immaginala bagnata. Assaporando la pioggia e la sua eccitazione.
5) Immagina la bambina, la ragazzina, la giovane donna e la Donna unite tutte in una stessa anima, in ginocchio, davanti ad una Persona, mentre lo osserva sorridente e desiderosa aspetta.
E' trascorso oltre un anno dal mio ultimo post e molte cose, da allora, sono cambiate.
Anzitutto il 5 luglio 2017 mi sono tolta definitivamente il "suo" collare, con il timore di vederlo un secondo dopo averlo fatto.
No, non accadde, meglio cosi. Ma mi lasciò uno spiacevole strascico.
A settembre 2016 mi aveva vietato di toccarmi e conseguentemente di venire, tranne diverse disposizioni.
L'aprile successivo, dopo il post "Meglio chiudere il sipario" mi toccai per la prima volta, con la certezza di scoppiare in un orgasmo forte, potente. Non avvenne.
Riprovai nei giorni a seguire, ottenendo lo stesso risultato.
Riprovai ancora il 5 luglio, nulla.
Iniziò un senso di frustrazione.
Non capivo se era un blocco fisico (il divenire frigida) o mentale.
Continuai nel tempo, e pian piano, nel tempo riscoprii l'eccitazione sessuale, il che mi diede la certezza, quantomeno, di non avere un blocco fisico.
Insistevo, provavo, acquistai nuovi toys, compresa una bella Wand, ma nulla: arrivavo li vicino vicino, quasi all'apice e poi puff l'orgasmo si spegneva, o si sgonfiava come un palloncino, lasciandomi ancor più l'amaro in bocca.
Ebbene, oggi questa situazione è cambiata.
Grazie all'illuminazione di una Persona (che da ora chiamerò "M."), il 12 luglio 2018 (dopo soli 4 giorni di conoscenza) ebbi nuovamente il mio primo orgasmo. Dopo quasi 2 anni.
Per certi versi sembra quasi una rinascita.
Sembra non solo di iniziare un nuovo capitolo, ma addirittura scrivere un nuovo libro. Una copertina sbiadita, una piccola Premessa: "cammino" e il primo capitolo. Tutto da scrivere.
Nel corso di questo anno però, ebbi la necessità di raccogliere i pezzi di me.
Il puzzle che componeva me stessa era cambiato. Non avevo ben chiaro quanto fosse "la nuova me" e quanto invece fosse "influenza" del mio ex "Master".
Lo ringrazio comunque.
E' anche grazie a lui che oggi dò importanza a certi aspetti piuttosto che ad altri, e che evito certe situazioni, e che riconosco come "pericolosi" certi atteggiamenti messi in atto da alcuni Dom (o pseudo tali).
Positive o negative che siano, sono sempre esperienze.
Quello che cambierà per il blog è che smetterò di raccontarmi in terza persona.
Smetterò di parlare di SL, perchè ho scelto di non vivere più il BDSM in esso.
Forse, se ne avrò voglia, non parlerò solo di BDSM, perchè i progressi, i cammini, riguardano me, a tutto tondo.
Potrà capitare che io faccia riferimenti ai siti che frequento abitualmente (social inclusi).
Le mie foto rl subiranno a loro volta dei cambiamenti, non ancora completamente decisi.
Sebbene io continui ad essere grata a TUTTE le persone che mi hanno affiancata e sostenuta nel cammino di scoperta di me stessa, non seguirò più a parlare "con le loro parole" ma unicamente con i miei pensieri e le mie opinioni.
Ultimo, ma non per importanza: come già affermai in precedenza, questo blog nacque dal desiderio del mio ex "Master" di far conoscere i miei progressi (con lui).
Il blog continuerà ma senza alcun riferimento a lui.
E' il mio blog e renderò pubblico e condividerò quello che riterrò opportuno.