Mi capita fin troppo spesso di ricevere messaggi privati dove mi si fanno diverse domande sul figging, che è la pratica in cui si inserisce la radice di zenzero (o ginger) nel retto.
Pratica che provoca un piacere intenso, se si è masochisti, anche se a volte non viene apprezzato.
Consigli per l'uso:
Acquistare una radice sufficientemente grande da poterle fare assumere la forma di plug.
Spelare e inserire nel minor tempo possibile, perchè dalla spelatura l'effetto dura dai 20 ai 25 minuti, non di più.
Il ginger o si ama, o si odia. Per renderlo più piacevole, dotarsi di strumenti che potenzino il piacere (es: Magic Wand)
Prima di infliggerlo a quancun@, consiglio di provarlo in prima persona, perchè le sensazioni sono talmente personali e travolgenti che spesso sono difficili da spiegare.
La prima volta eviterei di infliggerlo in sessione, perchè se non dovesse piacere potrebbe influire sulla buona riuscita della sessione stessa. Consiglio quindi una prova preventiva al di fuori della sessione.
Ulteriori informazioni:
Non va lavato ne sterilizzato perchè altrimenti si affievolisce l'effetto.
Nella vagina comporta un lieve pizzicore, molto diverso dall'effetto provocato analmente.
E' un antinfiammatorio naturale, quindi non ci sono particolari precauzioni da prendere, salvo astenersi dall'utilizzo in caso di ragadi e/o emorroidi (come si dovrebbe evitare, in tal caso, qualsiasi pratica anale).
Se si realizza la forma di plug, non c'è pericolo che entri ne che si spezzi. Ma se dovesse capitare, si recupera come si recupererebbe qualsiasi altro oggetto (anche in modo naturale).
L'effetto si esaurisce dopo pochi minuti (max 25) quindi non serve nulla per alleviarlo. Si "spegne" da solo.
Ora vi espongo le mie impressioni a seguito della mia "prima volta" con il ginger! 😁
Il mio nuovo amico Ginger
Ne avevo sentito parlare diverse volte, come qualcosa di strabiliante, meglio del mio temutissimo peperoncino, meglio del omissis, meglio del dentifricio ed ancora del pepe nero..
Il più delle volte detto da uomini che lo avevano fatto provare alle loro slave, il che non mi dava tanta affidabilità, non avendolo provato su loro stessi.
Al che mi venne in mente quando mia mamma, tempo fa, mi regalò un sacchettino di zenzero essiccato e zuccherato, ed io per quanto golosa possa essere dopo averne assaggiato un pezzettino, lo sputai prontamente, visto quello strano sapore speziato misto a zucchero.
Ma ritorniamo a noi.
Andai dal fruttivendolo che mi diede 2 radici.
Tornata a casa ne provai un po' nel sugo di maccheroncini al torchio e fu delizioso. Sapore intenso e speziato, riconoscibilissimo.
Nel pomeriggio mi preparai per goderne diversamente!
Arrivai in camera e mi accovacciai per infilarmelo. Guardai l'ora.
La prima sensazione è un lieve bruciore al culo, nulla di trascendentale.
Pizzica un po' .. brucia lievemente, qualcosa di sopportabile comunque.
Mi giro a pancia in giù e mi accorgo di avere la figa già bagnata.
Mi piace l'idea..
Il bruciore sembra abbandonare l'ano e irradiarsi nel culo... ma non localmente, dove il ginger tocca, sembra amplificato all'interno dello sfintere.
Inizio a sfregare la figa sulle lenzuola, quasi a voler stuzzicare il clito.
Cazzo ora brucia si!! Sembra sentire sulla punta del ginger qualcosa che faccia eco dentro a tutto il culo e sale una voglia assassina di godere. Lo devo spingere con un dito perchè tende ad uscire e mi sento, allargando le cosce, di essere completamente fradicia e colante.
Cazzo che voglia, mi sento cagna, lo sono cazzo, colo senza ritegno.
Parte la figa, parte la testa.. prende come se vorresti fossero fatte in quell'istante le peggio cose.
Infilo la mano tra il mio ventre e il materasso e mi rovino il clitoride con le unghie, perchè troppo bagnata.
La saliva mi cola sul cuscino mista al sudore, fa un caldo assurdo.
Vengo e vengo e vengo ancora non so quante volte e mi sento trasportata dagli orgasmi, ormai il bruciore si sta repentinamente affievolendo ma non mi importa, continuo a stropicciare violentemente il clitoride.
Sfocio in un orgasmo talmente intenso che mi assale un potente mal di testa.
Respiro, affannosamente, ma ad ampie boccate.
Controllo l'orario.
21 minuti.
E riprendo "conoscenza".. con il mio nuovo compagno di giochi. 💖
I rapporti BDSM e più in particolare i rapporti Master-Mistress/slave si fondano sul Masochismo (e nel suo corrispettivo Sadismo).
Clinicamente, il masochismo è stato per lungo tempo considerato una devianza, una patologia da "correggere" a livello psichiatrico. Nel tempo le cose sono cambiate e sono state definite in quello che viene indicato come DSM-5. Per approfondimenti leggere in calce.
In questa sede desidero solamente spiegare in cosa consiste il Masochismo nel BDSM.
Esso è composto da due categorie: • Masochismo fisico • Masochismo emotivo
Masochismo fisico
Facile a dirsi: l@ slave riceve piacere/gode attraverso il dolore fisico (non autolesionistico). Per farla breve se ci si chiude il dito in un cassetto non si prova piacere, anzi al contrario magari il tutto viene colorito da qualche imprecazione. Nel caso invece in cui un Top sadico impartisca il dolore all@ slave, allora non solo questo crea eccitazione, ma spesso è anche il veicolo per raggiungere l'orgasmo.
Masochismo emotivo
E' caratterizzato dalle umiliazioni. Nel mondo vanilla molte espressioni verbali (cagna, troia, ecc.) così come alcune pratiche vengono considerate umilianti. Nel BDSM, l@ slave non ha la stessa percezione. Comprende che nel mondo vanilla siano pratiche/espressioni umilianti ma non le vive (nel suo rapporto M/s) come tali. Ecco quindi che essere chiamata "cagna" dal proprio Top, o ricevere sputi, o pissing, o essere esibita in pubblico in quelle che si potrebbero considerare situazioni imbarazzanti vengono vissute con piacere ed orgoglio, causando anch'esse eccitazione.
Una po' di settimane fa scrissi un semplice post su facebook, dove spiegavo i motivi per il quali avrei rimosso dalle mie amicizie "facebookiane" coloro che avevo notato non vivono il BDSM come lo vivo io.
Da quel post è nato un "botta e risposta" tra due persone, una a me cara e l'altra un conoscente.
Quel post mi ha fatto riflettere su un concetto più ampio, in qualche modo legato alle mie scelte.
Io sono ignorante in questioni tecniche, ma sono curiosa e mi piace capire. In più ho una visione talmente alta del BDSM che ho un opinione dispregiativa su tutto quello che ora come ora è business.
Mi sono approcciata a questo mondo quando il BDSM non era (o almeno non era cosi tanto) moda e auto-referenzialità. Quando era un ambiente più "sano" e i valori avevano la meglio sul resto.
Gli eventi quasi non esistevano, esistevano party privati, a cui partecipare su invito, con dress code richiesto si, ma con sobrietà. Erano luoghi esclusivi, i partecipanti limitati, quasi sempre non troppo divulgati e chi vi partecipava lo faceva senza alcun interesse se non quello di trascorrere qualche ora in compagnia facendo quello che piaceva fare. La pubblicazione di foto era proibita.
Ora si partecipa agli eventi per altri scopi: primo fra tutti, credo, mettersi in mostra. Per chi ne è utente: mostrarsi nella propria originalità dove l'apparenza vale più della sostanza. Ostentando teatralità, e così per apparire sono necessarie corna, occhi bianchi, trucco dark, mantelli e cappucci, kimono o maleducazione da parte di "Dom" che attraverso essa pensano di essere più dominanti.. tristess.
Dall'altra parte, ovvero da parte di chi organizza, guadagnarci. Essì perche c'è un giro di soldi dietro che nemmeno mi posso immaginare.
E allora per fare in modo che questo evento attiri di più di quell'altro bisogna offrire un servizio maggiore. Quale se non quello di invitare esperti? (Pagandoli??).
Di qui si crea tutta una sorta di catena di montaggio, dove alla fine della fiera il BDSM è l'unico "attore" che ci rimette, perde in credibilità.
Ipotizziamo che io sia una brava fornaia, che abbia inventato un pane speciale, o un connubio di ingredienti che lo rendono tale.
Ipotizziamo anche che io voglia condividere con altre persone questa mia specialità.
Ho due strade:
o faccio corsi legalmente riconosciuti, in un luogo adibito ad hoc con tutte le misure di sicurezza legalmente richieste, ne pubblico i volantini e mi faccio pagare per la conoscenza che vado ad insegnare, rilasciando regolare ricevuta sulla quale pago (ahimè) le tasse ed indicando la partita IVA obbligatoria sul sito;
oppure invito a casa mia le persone interessate ad imparare, non chiedo compensi, e per la mia passione in quello che faccio insegno anche ad altri, volendo condividere qualcosa che ritengo valido.
Di certo non mi posso auto-proclamare il "guru" del pane. Di certo sarà una commissione a valutare se il mio pane è veramente valido o meno. Questa si chiama professionalità e serietà.
Posso considerarmi esperto? Forse si, ma con un po' di auto-ironia e, meglio ancora, se sono gli altri a riconoscermi come tale.
Devo anche riconoscere che, per fare il pane, è necessario il grano di "tal" qualità e che per approvvigionarmi di esso altri professionisti, riconosciuti come tali prima di me, ne hanno sviluppato l'autenticità. E una commissione, forse l'ha reso grano DOCG.
Devo riconoscere che, senza quel grano, il mio pane sarebbe nulla. E' vero, io faccio pane. Ma il pane senza il grano non potrebbe esistere.
Ecco, spesso, nel BDSM oggi come oggi tutto questo manca.
Manca l'umiltà.
Manca la semplicità.
Manca l'onestà intellettuale.
E' solo business.
Magari chi "gioca" (aborro questo termine) lo fa anche perchè gli piace farlo, ma prima di tutto è marketing.
Uno si "vende" bene, si crea un'immagine, racconta un po' di esperienze vere, altre un po' gonfiate, si crea un sito affascinante nel quale espone solo quello che gli pare, oppure si schiera nel proteggere il tal "assassino" solo perchè questo partecipava al suo corso (e nel bene o nel male anche quella è pubblicità), vende corde (eh si perche non si usa più trattarle, si comprano già trattate, cosi si fa business), ha il suo sito di toys, tiene corsi in nero (eh.. l'Italia dei "furbi"), partecipa e/o organizza eventi, è presente nei social che utilizza principalmente per diffondere e divulgare il proprio ego. Se poi la diffusione porta introiti economici, meglio ancora.
Molti hanno esperienza nei vari campi, maturata nel tempo e attraverso corsi a loro volta. Ma molti si auto-referenziano, e usano questa esperienza per dettar legge da un lato (come se la loro parola fosse bibbia) magari guadagnandoci, e anche tanto.
Con gli eventi, con i corsi, con i proventi della vendita di libri (magari nemmeno scritti dagli autori).
Non stupitevi allora, se mi tengo lontana da tutto questo.
Il BDSM per me è emozione. E' una forma altissima di Amore.
E' trovare una persona affine a me, con la quale condividere emozioni. Le mie saranno quelle di seguirlo nel nostro percorso insieme, le sue quelle di essere seguito e di vedere una crescita, una completezza vicendevole.
Nel lontano 2006 scrissi cosa era il BDSM per me e la mia idea da alcuni era considerata utopistica, romantica. Ci sorridevo, perchè non potrei viverlo altrimenti. Qui il testo.
Ora preferisco ampliare la visione di quel testo. Forse sarà più chiaro quello in cui credo.
Colui che desidero al mio fianco non è un Master. E' prima di tutto La Persona.
Credo fermamente che se una persona è un cazzone, allora anche il "Master" (se tale si può definire) che è in lui lo è.
E non mi interessa.
Quando mi chiedono cosa cerchi? E' la domanda ad essere sbagliata.
Non cerco "cosa", cerco CHI.
Cerco un anima pura, una persona rispettosa, leale, responsabile con la quale io sia affine che mi faccia partire il cervello.
Una volta ricevuta questa mia risposta la stragrande maggioranza mi chiede: "si, ma cosa ti piace"??
A me? Nulla.
Il mio essere schiava mi porta a godere nel rendere orgoglioso il mio Master. Se il mio Master è la mia guida, lui sarà in grado di farmi piacere cose che io non pensavo che mi piacessero, o che forse per le quali ero scettica.
Ma per fare ciò, l'empatia, il legame non è tra Master e slave, è prima di tutto tra due persone che si sono incontrate. E si sono (ri)conosciute.
Cosa si fa con una persona?
Credo che l'obiettivo comune, condivisibile e reciproco, sia essere felice.
Come? Individualmente prima, ed insieme poi.
Si condivide: ci si supporta, si parla, tanto.. di cazzate, di cose serie, di pensieri, ipotesi e progetti. Si ride insieme, talvolta si piange. Si guarda insieme lo stesso orizzonte, e ogni volta, lo si spinge un po' più in là..
Si condividono sentimenti, sensibilità, emozioni.
Ci si completa. Si fa di tutto perchè la persona che sta al nostro fianco stia bene.
A ben vedere queste dovrebbero essere le basi di un sano rapporto vanilla.
E allora si ritorna al mio scritto del 2006 dove dico: "Ho sempre pensato alla mia relazione "per eccellenza" esclusivista e totalizzante. La immagino come una collana ad anelli intersecati l'uno con l'altro (simile ad un collare a strangolo per cani), ognuno dei quali è un aspetto di quello si deve costruire e condividere con una persona. Il BDSM è l'ultimo anello, quello indispensabile per far si che la collana si chiuda e diventi cosi, qualcosa con un senso."
Cosa significa esclusivista e totalizzante?
Significa che io sono in grado di amare UNA Persona, e a quella Persona donare tutto.
Esistono pratiche che contrastano con il mio essere. Farò fatica, ma le farò.
Quello è donare tutto. Non è annullarsi, è mettersi in gioco.
Totalizzante perchè quella Persona da un lato sarà l'unico detentore del potere su di me, dall'altro reciprocamente, perchè le mie attenzioni saranno rivolte solo a lui e alla sua felicità.
Da cosa sono rappresentati quegli anelli?
Ciascun anello è indispensabile in una relazione affettivo/sentimentale partendo come base del rapporto vanilla per poi sfociare come base del rapporto BDSM.
In ordine sparso: rispetto, fiducia, amore, affetto, protezione, cura, condivisione, complicità, passione, supporto, dialogo, affinità, empatia, alchimia, comprensione, sensibilità, responsabilità, lealtà, onestà, sincerità, ascolto. Nel BDSM a mio avviso ogni "anello" è potenziato, ragion per cui il rapporto stesso diventa potenziato. Ed è anche per questo motivo che lo reputo una forma altissima di Amore.
"Qualcosa con un senso".. cosa significa?
Significa che per chi come me nasce con alcune caratteristiche, nel mio caso pain slave, non si riesce a dare un senso alla propria vita (senza accontentarsi) se non si rispetta se stessi.
Rispettare se stessi è cercare il meglio, ciò che ci rende più felici, e quindi quella Persona che possa soddisfare ognuna delle proprie esigenze.
E' una ricerca ardua, soprattutto per chi, come me, è estremamente esigente.
Accontentarsi però non ha mai fatto parte del mio essere, e sono speranzosa, quindi credo fermamente che da qualche parte nel mondo quella Persona possa esistere.
E' mio compito essere pronta ad accoglierla, a viverla, e forse, un domani, affidarmi a lui.
E' mio compito comprenderla e rispettarla.
E' mio compito "innamorarmi" di lei, e dimostrarglielo.
Cosa c'entra l'essere innamorati con il BDSM?
Proprio stasera mi è stato chiesto: "sei innamorata ora?"
No, non lo sono.
Per esserlo la Persona deve convincermi a tutto tondo.
Se fossi innamorata sarei anche pronta ad appartenere. Sono ben lontana da quell'aspettativa.
Nella mia ottica la Persona deve aver "scopato" il mio cervello al punto tale da poter essere sicura di donarmi con tutta me stessa, anima, mente e corpo.
Comprendo che non per tutti debba essere così. Comprendo che esistono sub che si offrono con molti meno sentimenti nei confronti del loro Dom.
Ma io sono una slave (per la differenza tra slave e sub, secondo la mia opinione, vedere qui). Ci sono nata, ho dovuto riconoscere e accettare questa mia caratteristica.
Il mio piacere è rappresentato in primo luogo dal piacere della Persona.
Il mio piacere è rappresentato dalla crescita insieme a lui, dal renderlo felice, orgoglioso di me.
Concludendo, io non sono per tutti, e la maggior parte non è per me.
Fatemi un favore, non fatemi perder tempo o energie se non siete disposti a vivere qualcosa di così alto emotivamente, sentimentalmente, rispettosamente e lealmente parlando.
La cosa strana è che la vita ogni tanto ti fa anche dei regali. Stavo cercando un brano per terminare il post e ho scoperto un pianista recentemente diventato famoso grazie ad un talent britannico.
La sua arte mi ha fatto riflettere su una cosa...
...A quanto, a volte, le parole siano inutili. Le emozioni solleticano altre "corde".
E' trascorso oltre un anno dal mio ultimo post e molte cose, da allora, sono cambiate.
Anzitutto il 5 luglio 2017 mi sono tolta definitivamente il "suo" collare, con il timore di vederlo un secondo dopo averlo fatto.
No, non accadde, meglio cosi. Ma mi lasciò uno spiacevole strascico.
A settembre 2016 mi aveva vietato di toccarmi e conseguentemente di venire, tranne diverse disposizioni.
L'aprile successivo, dopo il post "Meglio chiudere il sipario" mi toccai per la prima volta, con la certezza di scoppiare in un orgasmo forte, potente. Non avvenne.
Riprovai nei giorni a seguire, ottenendo lo stesso risultato.
Riprovai ancora il 5 luglio, nulla.
Iniziò un senso di frustrazione.
Non capivo se era un blocco fisico (il divenire frigida) o mentale.
Continuai nel tempo, e pian piano, nel tempo riscoprii l'eccitazione sessuale, il che mi diede la certezza, quantomeno, di non avere un blocco fisico.
Insistevo, provavo, acquistai nuovi toys, compresa una bella Wand, ma nulla: arrivavo li vicino vicino, quasi all'apice e poi puff l'orgasmo si spegneva, o si sgonfiava come un palloncino, lasciandomi ancor più l'amaro in bocca.
Ebbene, oggi questa situazione è cambiata.
Grazie all'illuminazione di una Persona (che da ora chiamerò "M."), il 12 luglio 2018 (dopo soli 4 giorni di conoscenza) ebbi nuovamente il mio primo orgasmo. Dopo quasi 2 anni.
Per certi versi sembra quasi una rinascita.
Sembra non solo di iniziare un nuovo capitolo, ma addirittura scrivere un nuovo libro. Una copertina sbiadita, una piccola Premessa: "cammino" e il primo capitolo. Tutto da scrivere.
Nel corso di questo anno però, ebbi la necessità di raccogliere i pezzi di me.
Il puzzle che componeva me stessa era cambiato. Non avevo ben chiaro quanto fosse "la nuova me" e quanto invece fosse "influenza" del mio ex "Master".
Lo ringrazio comunque.
E' anche grazie a lui che oggi dò importanza a certi aspetti piuttosto che ad altri, e che evito certe situazioni, e che riconosco come "pericolosi" certi atteggiamenti messi in atto da alcuni Dom (o pseudo tali).
Positive o negative che siano, sono sempre esperienze.
Quello che cambierà per il blog è che smetterò di raccontarmi in terza persona.
Smetterò di parlare di SL, perchè ho scelto di non vivere più il BDSM in esso.
Forse, se ne avrò voglia, non parlerò solo di BDSM, perchè i progressi, i cammini, riguardano me, a tutto tondo.
Potrà capitare che io faccia riferimenti ai siti che frequento abitualmente (social inclusi).
Le mie foto rl subiranno a loro volta dei cambiamenti, non ancora completamente decisi.
Sebbene io continui ad essere grata a TUTTE le persone che mi hanno affiancata e sostenuta nel cammino di scoperta di me stessa, non seguirò più a parlare "con le loro parole" ma unicamente con i miei pensieri e le mie opinioni.
Ultimo, ma non per importanza: come già affermai in precedenza, questo blog nacque dal desiderio del mio ex "Master" di far conoscere i miei progressi (con lui).
Il blog continuerà ma senza alcun riferimento a lui.
E' il mio blog e renderò pubblico e condividerò quello che riterrò opportuno.