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mercoledì 4 novembre 2020

PILLOLE: Safe Word

 In passato (non molto lontano) si pensava erroneamente che chi seguiva la filosofia del RACK contrapposto al SSC volesse abolire la safe word, in realtà ora si sa ampiamente che in tutte le filosofie si scelga di seguire (SSC, RACK, PRICK, 4C) la safe word è sempre contemplata.

L'unico ambiente, che per altro non è BDSM, dove non è contemplata a priori è Gor.

Cos'è la Safe Word?

Tradotta letteralmente è la parola di salvezza, ovvero quel termine o anche quel gesto se impossibilitati a parlare che permette al bottom di interrompere la pratica e/o la sessione.

Come deve essere?

Generalmente si sceglie una parola fuori contesto (la mia era: prezzemolo) perchè un "no" o un "basta" può essere confuso con le normali imprecazioni di sessione.

In fase conoscitiva in genere si usa il semaforo: verde, arancio, rosso. Questo per permettere al Dom/Domme di riconoscere quali segnali corporei e comportamentali istintivi mette in atto il/la sub.

Ovviamente in questa fase la cooperazione tra Dom e sub è importantissima perchè mette le basi per il rapporto che si sta andando a creare, quindi anche il/la sub deve essere onest* nel comunicare nei giusti tempi i vari colori del semaforo.

Per quanto riguarda invece l'impossibilità a parlare in genere si pone in mano al/la sub qualcosa, anche una pallina, da lasciare cadere al posto della pronuncia della safe.

Quando dev'essere usata?

Sempre in caso di malore del/la sub e tutte le volte che è necessario stoppare la pratica per motivi di salute o di disagio.

Non dev'essere usata per stoppare la pratica per motivi diversi da quelli citati sopra.

Questo significa che durante la "normale" esecuzione della pratica, dev'essere il Dom a decidere se e quando fermarsi, e non deve aspettare che venga pronunciata la safe per diversi motivi:

  • sarebbe una dominazione dal basso
  • i/le sub tendono a non volerla pronunciare, sia per orgoglio, sia per mettersi alla prova.
  • se ne potebbe abusare l'uso così come il contrario


Dev'essere quindi il/la Dom/Domme ad avere sempre il controllo della situazione e anche a fermarsi a volte prima che il limite di sopportazione del/la sub venga raggiunto.

Questo perchè alcuni forti masochisti hanno un limite di sopportazione talmente alto, che continuare una pratica potrebbe comportare seri problemi di salute al/la sub.

Non è una sfida. Nessuno sfida nessuno (tranne in caso di brat e di Primal, ma sono discorsi a margine).

Semplicemente il/la sub deve potersi affidare a chi sa mantenere il controllo della situazione e di ciò che sta accadendo al corpo del/la sub.

Infatti in genere è anche sconsigliato avere rapporti penetrativi durante l'esecuzione di una pratica, perchè l'attenzione si sposta dalla situazione alla propria eccitazione.

Sesso si, ma magari al termine.

mercoledì 29 luglio 2020

Una nuova me

Raccontavo recentemente ad un'amica Mistress quanto il 2012 ha cambiato il mio punto di vista sulle cose importanti.

Dove abito, abbiamo avuto per più di 20 giorni scosse di terremoto, anche forti.
Per tutto quel periodo finchè ho potuto ho dormito sul divano, vestita, con un marsupio con cui all'interno portafoglio, chiavi di casa, fazzoletti, cellulare e sigarette.
Poi è arrivato il momento in cui la mia casa era inaccessibile fino a controllo tecnici, e la mia nuova casa era diventata la mia auto. Con acqua, pane confezionato, una coperta e cracker.

Riflettendo su questo oggi, mi rendo conto di quante cose realmente non necessarie abbiamo.
Spesso ci concentriamo su quello che ci manca, e focalizziamo il pensiero su una sorta di lamento perchè non abbiamo questo o quello.
Perchè non stiamo con la persona che vorremmo. O perchè non ci possiamo permettere quel determinato bene materiale. O quel viaggio.

Io sto con me. Investo su me stessa. Miglioro ogni giorno.
E questo nemmeno un "terremoto" me lo può portare via.



Allora dò uno sguardo alla crepa verticale che ho sul muro del bagno, che mi crea un po' di ansia e mi riporta a quei giorni.
Quei giorni in cui non se ne poteva più di "ballare", in cui i nervi erano a fior di pelle, in cui la cosa straordinaria che si era creata era la solidarietà tra persone.
Non c'erano più differenze sociali, o razziali. Tutti ci si dava una mano. Ci si supportava anche se estranei.
E' un peccato che quel genere di solidarietà si sia perso, al ritorno alla vita "normale".

Oggi riguardo a quei giorni e mi rendo conto di quanto sono fortunata. 
Di quanta abbondanza ho e di cui posso liberarmi, in tutte le accezioni possibili. Ma anche, di quanta abbondanza ho, e sulla quale posso puntare.

Ho me. Ho la mia testa che funziona ancora sufficientemente bene, ho la mia caparbietà e la mia naturale predisposizione per le sfide.
La mia mente è un terreno fertile. 

Io ho te. Sono dentro te. Tanto quanto tu sei dentro me. 
La prima volta ci siamo solo visti. 
La prossima volta ci incontreremo. 
Dedicata a chi comprende tutto. 
Namasté.

sabato 25 luglio 2020

PILLOLE: BDSM e Salute Mentale

Quando qualcuno me l'ha detto, ho sempre osteggiato questa ipotesi: che nel BDSM la stragrande maggioranza di chi lo vive, Master o slave che sia, ha problemi irrisolti con sé stesso e che vuole compensare con il BDSM. 
Mi sto ricredendo.
Attenzione, mi inserisco anche io nella categoria.

E allora osservo chi, insicuro di sé stesso, vuole apparire al mondo come il più desiderabile, invidiato dagli altri, o chi deve sanare un vuoto affettivo, o chi ancora, ha subito un torto, una violenza, un abuso fisico e/o emotivo, chi non è stato amato da uno od entrambi i genitori, o chi è un dipendente affettivo, chi ha desiderio di rivalsa, chi ha la "sindrome da crocerossina", chi è annoiato del rapporto di coppia esistente, chi.. chi.. chi..

Purtroppo proprio ora me ne rendo conto.
Considerato poi, che attraiamo quello che siamo, siamo anche destinati a incontrare "persone sbagliate".

E allora mi chiedo e vi chiedo di riflettere: non sarebbe più opportuno liberarci delle nostre catene interiori, delle nostre questioni irrisolte e vivere il BDSM in modo equilibrato?

Probabilmente richiede uno sforzo enorme mettersi in discussione.
Ma non vale la pena farlo, per poi vivere la nostra sessualità in modo pienamente soddisfacente, senza dover cercare qualcosa (di esterno a noi) che compensi i nostri problemi?

venerdì 17 luglio 2020

PILLOLE: l'Appartenenza

L'appartenenza è una cosa seria. E' pensata, ponderata, è valutata.
Non può nascere in un giorno e nemmeno in una settimana.
Non esiste un giorno giusto per appartenere, esiste il giorno in cui la schiava si sente pronta. 
E' quando senti l'altro, essere dentro di te.

Per arrivare a questo livello di intimità la conoscenza reciproca deve essere approfondita. 
Nel tempo, ho sentito le situazioni più disparate. Schiave che accettavano il collare dopo il primo incontro. "Master" che collaravano dopo una settimana. Rapporti che si esaurivano dopo due settimane dal collare.

Ho sempre paragonato il collare (che è solo un simbolo) alla fede nuziale in ambiente vanilla. Sareste disposti a sposare la persona che avete appena incontrato? Io penso di no.

La schiava si offre alla Persona che ritiene essere diventato il suo Master. Si offre, chiedendogli di appartenergli.
Il Master può accettare, o anche rifiutare, se ritiene che la schiava non sia ancora pronta.
Questo non comporta la fine del rapporto M/s, comporta solo continuare il cammino insieme a lui.
Un Master che rifiuti l'offerta di appartenenza non sta rifiutando la slave, sta valutando la "preparazione" della slave.

Questo per fare comprendere quanto sia importante la scelta della slave di appartenere.
Secondo la vecchia scuola, la scelta di appartenere era l'unica decisione della slave. Ora le cose sono un po' cambiate, ma ciò che non cambia è che la scelta sia della slave.



Aggiungo.
La scelta del collare va concordata.
Si deve decidere insieme quando portarlo, e in quali situazioni.
Se il Master preferisce che la slave lo porti sempre, e se lei invece non volesse mostrarlo davanti alla famiglia o al lavoro, va decisa un'alternativa. Che sia una collana, un bracciale, un qualcosa che comunque simboleggi l'appartenenza senza per forza essere riconosciuto dal mondo esterno a voi.
Diffidate quindi, da chi fa tutto di corsa. Da chi pensa che sia un pezzettino di pelle a fare il rapporto.
Il collare è, prima di tutto, nella testa.

mercoledì 15 luglio 2020

BDSM non GDR

Oggi stavo cercando un testo che ahimè non trovo più che trattava di "alto protocollo" e mi sono imbattuta in una pagina Facebook che si occupa di "educazione di schiave". Tra i vari post pubblicati ve ne era uno con un testo gira da anni sul web, come Bibbia per la "vera schiava devota". Ve lo propongo interamente:

(p.s. Esprimo il tutto, per praticità, riferendomi a rapporti Master/schiava, ma almeno per quanto riguarda il BDSM, è esteso a tutte le forme di genere)

"Le regole dell'Accademia delle Schiave"

Prima Regola: 
"Quando ci si rivolge al proprio Padrone lo si chiama solo ed esclusivamente PADRONE"
Seconda Regola: 
"Servire il Padrone come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerlo perché è così"
Terza Regola: 
"Anche se il Padrone può non avere ragione, esso per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono “Si Padrone”. 
Quarta Regola: 
"Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza."
Quinta Regola: 
"Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava".
Sesta Regola: 
"La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata".
Settima Regola: 
"Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna".
Ottava Regola: 
"Se non c’è il Padrone a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare".
Nona Regola: 
"Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato".
Decima Regola: 
"Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito".

Questa la mia reazione: 😂😂😂😂😂😂😂

Desidero entrare nel dettaglio.

Anzitutto, vi è da fare un distinzione tra coloro che giocano e chi, invece, considera il BDSM come parte integrante della propria vita. In secondo luogo, una distinzione tra rapporto D/s e M/s.

Negli ultimi anni, da quando il BDSM è stato sdoganato, grazie a libri e movie a tema e ad una moda dilagante il numero di persone che gioca "a fare il BDSM" è decisamente aumentato. Sono persone che ne possono fare a meno, la loro è espressione di trasgressione, o noia, o altro ancora ma non è uno stile di vita. E' gioco. In questo contesto allora si può fingere di essere chi non si è. I risultati spesso sono di goduria estemporanea, ma di insoddisfazione successiva. Tanto più che capita spessissimo che chi oggi gioca a "fare la slave" trovando troppo pesante il ruolo, domani possa provare a "giocare a fare la Mistress". Non è realmente switchare, è cambiare ruolo per poter continuare a godere della trasgressione.

Questo gioco si esplica più facilmente nei rapporti Dom-Domme/sub, dove fondamentalmente vi è un soggetto ordinante e uno esecutore. Entrambi godono del momento, fine a se stesso.

Nei rapporti Master-Mistress/slave invece, è più difficile che queste persone si trovino a loro agio perché quello che caratterizza questo rapporto è il percorso di crescita. Una persona parte da uno status e cambia, con l'intensificarsi del rapporto e del percorso insieme. Chi non è qualcosa, non può nemmeno crescere in quell'ambito. E' come chiedere al leone di diventare giraffa. Non può.

Ritornando alle regole dell'Accademia delle Schiave salta subito all'occhio che qualcosa non torna.
Si parla di schiave (e non di sub) e quindi si ha la presunzione che debba essere così, pur trattandosi di gioco.


Qualsiasi rapporto M/s è fatto prima da persone, non da ruoli. Sono due (o più) persone che si incontrano, si annusano, si scelgono e decidono di camminare insieme per il loro percorso. Solo successivamente una si offrirà per appartenere all'altra persona.
Qui invece si parla esclusivamente di ruoli, tralasciando la "Persona" come focus.

Inoltre poi si parla di "educazione delle schiave devote".
La devozione è un sentimento cristiano dove una persona venera Dio e si sottomette ad esso.
Nell'antica Roma si esplicava in determinate situazioni di pericolo, dove vittime o proprietà venivano donate agli Dei per evitare il pericolo stesso.

Ora mi dite cosa c'entra la devozione nel BDSM?
Nulla!
Il Master non è Dio!!

Anche solo partendo dallo scopo di queste regole, sarebbe più opportuno, a mio avviso, parlare di "educazione delle schiave rispettose". Anche se "devote", fa certamente più scena. 

Prima Regola: 
"Quando ci si rivolge al proprio Padrone lo si chiama solo ed esclusivamente PADRONE"

E chi lo dice? Quando ci si rivolge al proprio Padrone, o al Master, o al Dom (e relativi femminili) lo si chiama come due persone hanno stabilito di essere chiamato.
Personalmente preferisco chiamare Master, ma se il mio Master lo permettesse potrei chiamarlo anche Pippo. E' veramente un nome che fa di quella persona la Persona, o è la persona a fare il nome e quindi il ruolo?

Potrei anche chiamarlo con il suo nome reale, sarebbe meno Master? Affatto.

Seconda Regola: 
"Servire il Padrone come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerlo perché è così"

Se il Padrone, per essere compiaciuto, chiede alla propria schiava di buttarsi in un fosso, lei è obbligata a farlo?
Secondo questa regola si.
Secondo il BDSM no.
Perché la base dei precetti del BDSM è che le cose vengano fatte nel rispetto di tutte le parti, dei loro limiti, e del buon senso.
Qui invece non vengono menzionati minimamente il buon senso e il consenso.
Il Padrone ha un capriccio? La schiava deve compiacerlo, sempre.
Bene, schiave rispettose, sappiate che non è cosi!
Sappiate che se avete un malore e non ve la sentite di fare una certa cosa potete comunicarlo al vostro Master ed esimervi dal farlo.
Questo porterà probabilmente a conseguenze, ma voi avete la piena libertà di esprimere qualsiasi dubbio!
Il vostro Master vi protegge, se vi mette in difficoltà è per raggiungere uno scopo più alto, non certo per soddisfare un proprio capriccio o per aumentare il suo ego!
Ricordatevi di essere persone prima di ruoli. E non macchine esecutrici!
Ricordatevi che il Master potenzia la slave, non è atto ad annullarle la personalità!

Terza Regola: 
"Anche se il Padrone può non avere ragione, esso per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono “Si Padrone”.

Se il Padrone non ha ragione, non ha ragione.
Un Master non è meno Master se chiede scusa. O se ammette i propri errori.
Al contrario. E' una persona umile e coscienziosa che rispetta chi ha di fronte: la sua slave.
Inutile aggiungere altro.

Quarta Regola: 
"Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza."

Questa regola ha una base di verità. Ogni persona può essere gelosa, anche quel minimo di indisposizione che dimostra che teniamo ad un'altra persona. La gelosia ossessionante invece è esclusivamente manifestazione di insicurezza (diretta o indiretta).
La possessività al contrario è un sentimento che non dovrebbe coesistere in un rapporto equilibrato. Le persone non sono cose. Non si posseggono.
E questo vale per tutti i rapporti interpersonali.
Una slave invece, qualora accetti la presenza di più slave nel rapporto o qualora accetti un Master poli, deve essere pienamente consapevole che il suo ruolo le impone di trattenersi da esprimere la sua gelosia, impone di auto-controllarsi.
E' quindi una questione spinosa, perché come Persona spesso si vorrebbe essere l'unica, ma come slave si deve accettare benevolmente la presenza di altre.
L'unica speranza (che spesso è disattesa) è che il Master si renda conto di non aver bisogno di più slave per sentirsi completamente appagato.

Quinta Regola: 
"Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava".

Anche questa è una fandonia. Sempre rimanendo nel concetto che un rapporto M/s è costituito da persone, le stesse detengono un primo pronome personale e posseggono cose.
La regola, così come è posta, è molto vicina al pensiero Goreano, dove la schiava deve cedere tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare al proprio Padrone: ecco quindi che questa regola in questo ambito viene validata. 

Sesta Regola: 
"La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata".

La perfezione non esiste. Non esiste un Master (guida) perfetto e quindi non può nemmeno esistere una slave perfetto (guidat).
Poi che ognuno ambisca a dare il meglio di se in un rapporto è comprensibile. Ma il meglio non sarà mai la perfezione.

Settima Regola: 
"Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna".

Il comportamento di una slave è strettamente correlato al comportamento del proprio Master.
Un tempo mi si diceva che la slave non è altro che lo specchio del proprio Master: il che significa che una slave ben educata farà fare bella figura al suo Master. Ma per diventare ed essere una slave ben educata è necessario un Master capace di educarla. L'obiettivo si raggiunge lavorando a doppio senso. Se si pensa che sia solo onere e dovere della schiava quello di rendere il collare leggero o pesante si sbaglia totalmente.
A tal proposito mi viene in mente una scena a cui ho assistito diversi anni fa.
Ero al supermercato e davanti a me alla cassa c'erano una mamma e un bambino che faceva i capricci.
La mamma lo tirò per un braccio e lo aggredì verbalmente dicendogli "che maleducato che sei!!".
Forse la mamma non si rese conto che con quella frase lei stava sgridando se stessa, perché la responsabile (con la collaborazione dell'altro genitore) della buona educazione del figlio era proprio lei!
Per lo stesso motivo, la buona educazione della slave è responsabilità del suo Master, che deve provvedere a spiegare, insegnare ed eventualmente correggere se necessario.

Ottava Regola: 
"Se non c’è il Padrone a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare".

Ehm... è proprio il caso di commentare??
Non è già palese l'assurdità di questa regola??
Serve una colf? Una badante?? Bene, la si assume!
Una schiava non è né l'uno né l'altro, a meno che non sia stabilito in sessione. Al termine della stessa torna ad essere persona di pari diritti e doveri.

Nona Regola: 
"Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato".

Anche questa regola è molto vicina al mondo Gor.
In ambito BDSM non ha fondatezza. Il legame M/s non si fonda su questi principi.

Decima Regola: 
"Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito".

Anche in questo caso si avvicina al modo di pensiero Goreano. Nel BDSM questa regola non ha senso di esistere perché nel momento in cui un Master dovesse impartire un insegnamento, questo deve essere eseguito come è stato insegnato. Se un giorno il Master dovesse decidere di cambiare le carte in tavola (senza metterne al corrente la slave) solo per un capriccio, allora ingannerebbe la slave mettendola nella normale condizione di sbagliare. Secondo questa regola verrebbe quindi punita.
Questo è un atto manipolatorio che porta la slave a non essere più sicura di nulla e ad avere timore nell'agire per evitare di deludere il Master o di ricevere la punizione.
Comunemente, questo concetto è ben chiarito dalla metafora del "camminare sulle uova".
E' attuabile con persone psicologicamente fragili, che probabilmente non dovrebbero nemmeno praticare BDSM, solo per indurle di proposito allo sbaglio.

Analizzando le singole regole spesso mi sono riferita al mondo Gor.
Ma cos'è Gor?

E' l'ambientazione immaginaria fantasy (contro-terra) di una serie di romanzi (34) di John Norman (scrittore sessista ed omofobo).
La serie descrive ripetutamente uomini che rapiscono e brutalizzano fisicamente e sessualmente le donne, che sono a loro completamente sottomesse in uno stato di totale schiavitù.
In base a questi testi è nata la filosofia goreana che, basandosi su rapporti D/s, ne esplica l'applicazione nella vita reale.

In pratica è come se io, amante di Stephen King e della saga di Castle Rock, da un giorno all'altro diventassi una serial killer, e mi sentissi legittimata a farlo grazie ai racconti della saga.
Assurdo no?

Questo è il motivo per il quale personalmente non ritengo che Gor sia un modo per vivere un rapporto di dominazione/sottomissione. Non riesco a considerarlo come stile di vita, né tantomeno ne concepisco un rapporto a lungo termine (viste le conseguenze - psicologiche, sessuali e fisiche - a cui incorre la donna portata allo stato di schiavitù).
Può essere considerato un gioco di ruolo? Assolutamente si, basta che abbia un inizio ed un termine entro un breve periodo.

Chi invece non la pensa come me in genere tende a voler sottolineare la filosofia stessa, e il relativo stile di vita che ne consegue, esponendo le principali differenze tra Gor e BDSM.
A tal proposito ho trovato un'utile tabella nel sito BDSM House Sanguine, che ne sintetizza le diversità. Sebbene la stessa sia abbastanza precisa, ritrovo comunque diverse inesattezze ed alcuni approfondimenti necessari, che indicherò nel dettaglio.  



Possesso/Proprietà:

Goreani - La kajira non possiede nulla.

Bdsm - La schiava generalmente possiede e condivide tutto ciò che viene negoziato.

Tempo libero:

Goreani - La kajira non ne ha se non ha incarichi. Deve essere completamente a disposizione.

Bdsm - Pre-negoziato, e in gran misura strutturato e diretto dal Master.

Safe Words:

Goreani - Nessuna. Limiti basati sulla fiducia, che sono decisi dal Master.

Bdsm - Fondamentale in addestramento e nelle pratiche, ma spesso non usata dal momento che il Master conosce la slave attraverso l’esperienza. 

In BDSM è indispensabile sapere che può essere pronunciata dalla slave in qualsiasi momento, in caso di malore, o in tutte quelle situazioni che non possano garantire il corretto svolgimento della pratica in essere. 

Determinazione di Genere:

Goreani - Forte. Uomini=Master, Donne=kajira

Bdsm - Rilassato. Switches, omosessualità, scambi di genere accettati e spesso incoraggiati.

Rapporto con la Natura:

Goreani - Fondamentale, si deve vivere in cooperazione con la Natura e non danneggiare la terra o le risorse naturali.

Bdsm - Può essere preso in considerazione, non fondamentale e può essere oggetto di negoziazione.

Durata del rapporto:

Goreani - Infinito per la kajira perfetta. Spesso termina per perdita di interesse da parte del Master.

Bdsm - Pre-negoziato. Può variare a seconda dell'intenzione dei termini di servizio.

La kajira perfetta non può esistere così come è inesistente la perfezione nelle persone. Quindi l'affermazione in se per se è ingannevole. 
Nel BDSM i rapporti M/s non hanno una durata prestabilita né negoziata. In genere terminano quando il rapporto stesso si esaurisce per le più svariate motivazioni. Può essere negoziato e prestabilito in caso di sessioni tra play partners, ma queste non identificano un rapporto tra M/s. 

Contratto:

Goreani - Non negoziato reciprocamente. Piuttosto è una dichiarazione di aspettative del Master sulla kajira.

Bdsm - Fondamentale, pre-negoziato e con intervalli regolari di verifica.

Attualmente, il contratto BDSM non ha alcun valore legale. E' statico in quanto le parti del rapporto M/s sono in continua evoluzione. L'accordo è per lo più verbale, con lo scambio reciproco degli intenti tra due (o più) persone consenzienti che pongono limiti alle pratiche. Può essere redatto a scopo ludico, ma non è obbligatorio. 

Consenso:

Goreani - Non preso in considerazione. Ci si aspetta che la vera schiava/kajira non voglia altro che soddisfare il Master.

Bdsm - Fondamentale. All'inizio casuale, seguito da SSC (Safe Sane Consensual), che può svilupparsi in RACK (Risk Aware Consensual Kink), Edge o B.E.S.T.

Se nel mondo Gor non viene preso in considerazione, allora tutto ciò che ne deriva è abuso. L'abuso è un reato. Questo implica che non vi potrebbe essere, a livello legale e morale, una attuazione nella vita reale. Questo aspetto più di tutti gli altri denota manipolazione da parte del Master Gor, nei confronti della kajira. 
La riduzione in schiavitù è illegale.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani cita quanto segue:

"Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma."

Il divieto di schiavitù è tra i più antichi del diritto internazionale consuetudinario. Risale al 1815 una Dichiarazione riguardante l’abolizione della tratta degli schiavi e venne susseguita da tutta una serie di Trattati Internazionali a garanzia della persona in quanto tale e che ne aboliscono lo stato di schiavitù. 

Nel mondo BDSM, la slave di un Master inizia consensualmente un percorso con lui, esprime quindi la sua volontà a seguirlo. Ma se lui volesse obbligare la slave ad una pratica a lei non consona o facente parte dei limiti assoluti, la slave potrebbe in qualsiasi momento negargli il consenso per quella determinata pratica, e il Master deve astenersi dal metterla in atto. 
Nel mondo Gor, una slave si dona volontariamente al proprio Padrone, ma non ha la stessa possibilità della sua rispettiva BDSMer. 
Se nel primo caso non è presente alcun abuso, nel secondo è palesemente abuso e reato
Assomiglia, per certi versi, a quella che in psicologia viene definita Sindrome di Stoccolma, ovvero compiere atti contrari alla propria persona perché si è in una condizione di abuso da parte del proprio carnefice e per istinto di sopravvivenza si accetta tutto. 
Non voglio inoltrarmi nei risvolti psicologici di questo delicato argomento, per maggiori approfondimenti fare riferimento alle fonti. 

Per quanto riguarda le fondamenta del consenso nel BDSM, nello tabella si fa riferimento a SSC, RACK, Edge o B.E.S.T. 
Personalmente, non conosco gli ultimi due (sarà mia cura, vista la mia curiosità, informarmi in merito), ma attualmente si sono aggiunti altri due framework degni di nota: il PRICK e il 4C. In tutti il concetto di consenso ne è il fondamento. 

Collare:

Goreani - Comune. Un modo per indicare la proprietà di una schiava.

Bdsm - Comune. Un modo per indicare la proprietà di una schiava. Alcune potrebbero avere un collare "quotidiano" o permanente.

Appartenenza:

Goreani - Assoluta. Corpo, mente, cuore e anima per tutto il tempo che il Master desidera.

Bdsm - Assoluta ma condizionale. Corpo, mente, cuore e anima per tutto il tempo che si desidera da entrambe le parti.

Richiesta di liberazione:

Goreani - Il Master è il solo che ha voce in capitolo. La schiava può supplicare, ma è una decisione assoluta da parte del Master.

Bdsm - Spesso pre-negoziata. Le condizioni scritte nel contratto vengono seguite.

Non è solo il contratto in ambito BDSM che ne determina gli aspetti. Contratto che, come già affermato, spesso non viene stilato a causa della sua inutilità. 
La richiesta di liberazione può essere imposta, da parte della slave, in qualsiasi momento decada (per i motivi più disparati) la fiducia nei confronti del Master. 

Sesso:

Goreani - Il Master impone le aspettative . Spesso è solo una parte dell'essere schiava.

Bdsm - Opzionale. Pre-negoziato.

Scenari/pratiche:

Goreani - Non prese in considerazione. Il gioco di ruolo non è possibile. Sei o non sei Master/schiava

Bdsm - Il punto focale. La sessione/le scene diventano uno stile di vita attivo 24 ore su 24, funzionale e reciprocamente gratificante.

Questo punto a mio avviso non è chiaro. 
Perché se si afferma che in Gor si è sempre in ruolo, allo stesso modo si afferma che in BDSM si vive un 24/7, di conseguenza anche qui si sarebbe sempre in ruolo. 

Nella realtà dei fatti vivere un 24/7 sul lungo periodo è decisamente pesante, per entrambi i ruoli ma soprattutto per il Master che deve controllare l'esatto svolgimento della giornata della slave. 
Un 24/7 può essere applicato per brevi periodi, oppure come spesso accade, possono coesistere momenti di sessione e quindi di rapporto verticale con momenti di rapporto paritario al di fuori della sessione. Tranne alcune eccezioni, quest'ultima è la formula più utilizzata, anche a causa delle esigenze quotidiane di tutte le parti (famiglia, lavoro, rapporti interpersonali, ecc). 

Colpi/punizioni:

Goreani - I colpi sono solo per punizione. Quando i Master sono scontenti della kajira. Si punta però sulla educazione morale della kajira.

Bdsm - L'impatto è riservato esclusivamente alla sessione. Le punizioni sono raramente focalizzate sull'impatto, sono più radicate nel dispiacere grave non fisico, ma sono pre-negoziate nel contratto.

Bondage:

Goreani - Solo per applicazioni pratiche. Per imprigionare o punire la kajira.

Bdsm - Principalmente come strumenti nella sessione che sono reciprocamente gratificanti. Può essere anche per applicazioni pratiche o punizioni.

Responsabilità principali:

Goreani - Prendersi cura di nient'altro che dei bisogni e della felicità del Master, incondizionatamente.

Bdsm - Attraverso la cura dei bisogni del Master e seguendo i suoi insegnamenti, la schiava tende a prendersi cura della sua propria salute a lungo termine.

Letta così il punto di vista Gor potrebbe anche apparire come qualcosa di estremamente romantico. Quello che nasconde però, e che a mio avviso non è da sottovalutare, è il termine "incondizionatamente". 
Questo implica schiacciare se stessi per il bene del Padrone. Annullarsi per lui. Agire anche a discapito di se stessi per appagarlo. De-personalizzarsi. Diventare unico "oggetto" del piacere del Padrone. Oggetto, non soggetto. 
Tutto questo è un atteggiamento manipolatorio atto a inibire la personalità della kajira. E' anch'esso un sopruso. 

Aspettative personali:

Goreani - Non tenute in considerazione. La kajira deve solo desiderare di compiacere il Master in ogni momento senza domande o altre considerazioni.

Bdsm - Fondamentali. Il Master usa spesso lo scambio di potere come strumento per aiutare la schiava a realizzare i suoi obiettivi di vita.

Come per le "Responsabilità principali" anche qui la kajira non ha nessuna voce in capitolo, di conseguenza è attuato un sopruso al suo essere inteso come persona. 

Sicurezza:

Goreani - Qualunque cosa sia ragionevole per il Master. Può variare a seconda di quanto il Master desidera mantenere la kajira.

Bdsm - Fondamentale. Se pre-negoziata può estendersi a qualsiasi cosa il Master ritenga di applicarla.

Nel mondo Gor il Master ha anche il diritto di vita o di morte della kajira. 
Questo aspetto, da molti non preso in considerazione, la dice lunga su come la "ragionevolezza" del Master significhi tutto e nulla. Per esempio, le pratiche di Snuff, nel mondo Gor sarebbero legittimate. Nel mondo reale sono reati penali. 
Ma senza voler parlare necessariamente di morte, se per il Master goreano è accettabile o ragionevole buttarsi giù da un tetto, la kajira è tenuta a farlo. Non ha diritto di opporsi e di contrariarsi. 
E se il Master goreano è uno psicolabile sadico sociopatico?
Nel BDSM invece non deve essere solo pre-negoziata, si deve accettare l'esistenza di una forma di rischio (nulla è sicuro al 100%), ma in base a questa consapevolezza ci si deve attenere al buon senso e usare tutti i mezzi possibili per garantire la corretta esecuzione delle pratiche. 
Un Master BDSM non chiederebbe mai di lanciarsi da un tetto. 
Un Master BDSM non sottoporrebbe mai la slave ad una pratica alla quale lei non ha dato esplicitamente consenso.

Compiacere i “Liberi”:

Goreani - I “Liberi” è un concetto prettamente goreano. Ci si aspetta che la kajira soddisfi tutte le "persone libere" senza domande. Previsto dal Master.

Bdsm - Le "Persone libere" o l'equivalente devono essere autorizzati dal Master e sono spesso oggetto di pre-negoziato.

Anche questo punto non mi è del tutto chiaro. Cosa significa "compiacere" in questo contesto?
Se significa essere educati o rivolgersi agli altri con riverenza allora posso comprendere faccia parte dell'educazione della slave. 
Ma se invece significasse essere usata da altri?
Dietro compenso sarebbe l'equivalente della prostituzione, considerato poi che la kajira non possiede nulla i proventi andrebbero al Master goreano, che si macchierebbe, in questo modo, di sfruttamento della prostituzione. 
Senza compenso sarebbe invece equivalente al prestito di un oggetto e come tale si porterebbe alla luce, nuovamente, la de-personalizzazione della kajira. 
In ambito BDSM il prestito temporaneo ad un altro Master è previsto e prende il nome di cessione della slave. Non è decisione unilaterale del Master ma è invece concordata con la slave, il Master inoltre è tenuto a porre limiti e restrizioni nei confronti del Master ricevente e a controllare che tutto stia andando secondo disposizioni. Non è pratica molto diffusa, sia per una reale difficoltà della slave ad affidarsi ad un Master diverso dal proprio, sia a causa di perplessità del Master nei confronti di eventuali riceventi. Poi vi è anche un'altra questione, delicata, che riguarda un po' la gelosia del Master cedente. In genere, un Master che abbia trovato la sua slave se la tiene ben stretta.

Legami familiari:

Goreani - Non necessario. La schiava è proprietà e non le viene data considerazione personale se non concesso.

Bdsm - Fondamentale. I legami familiari e familiari allargati sono tenuti spesso in considerazione per il benessere emotivo della schiava.

Com'è possibile privare una persona dei suoi affetti? 
Com'è possibile che una persona lasci che un'altra la usi come essere inferiore o peggio come un oggetto, privandola addirittura dei suoi affetti? 
In Gor sembra naturale. 
Per me è manipolazione di un animo fragile. 

Origini:

Goreani - Una serie di romanzi di fantascienza scritti da John Norman. Piuttosto seguito da comunità online, più raramente praticato nella vita reale.

Bdsm - Per lo più intuitivo, ma spesso scaturito da opere di finzione e saggistica come quelle di John Norman, Robert Heinlein ecc.

Asserito che Gor si ispira ai romanzi di fantascienza di Norman, non si può dire lo stesso del BDSM attuale. L'SM si è ispirato alle esperienze del Marchese de Sade e agli scritti di Leopold von Sacher-Masoch, da cui sono derivati i termini sadismo e masochismo.
Ma il BDSM attuale nasce da un esigenza sociale di distinguere la propria sfera erotica da un SM patologico. Le basi della demarcazione tra SM patologico e BDSM erano fondate sul concetto di consenso (assente nel sadomasochismo). 
Quindi nessuna opera di finzione nelle origini del BDSM, tanto più che lo stesso ambiente è sempre in continua evoluzione, fondandosi su esigenze reali della società che lo vive. 
Al contrario, Gor è statico, perché si fonda su scritti e filosofia ben definiti che non hanno la possibilità di essere né ampliati, né tantomeno possono assecondare le esigenze di chi li vive. Ecco un altro motivo per cui l'applicazione nella vita reale di Gor risulta identificabile ad un GDR. 

Applicazione nella vita reale 24/7:

Goreani - Non sicuro ne raccomandato dal Fondatore.

Bdsm - Può essere fatto se pre-negoziato e se vengono effettuati i corretti controlli e bilanci.

Verissimo. Ma di fatto chi applica la filosofia goreana come stile di vita la applica 24/7, come già preannunciato dall'affermazione di essere sempre in ruolo. 
Quindi a differenza del fondatore stesso, questa regola in Gor nella vita reale è stata completamente stravolta. 

Concludendo. 

Sono slave ma sono prima di tutto persona. Non ammetto che la mia persona venga oggettivizzata. 
Non ammetto la de-personalizzazione e l'annullamento della personalità.
Non ammetto che i racconti e i deliri di uno scrittore misogino vengano messi in atto nella vita reale.

Un Master guarda l'animo della sua slave e ne carpisce le potenzialità. La prende per mano e la fa crescere, migliorandola nel suo essere. Proteggendola dalle ingiustizie ed aiutandola a proteggersi. 
Un Master accompagna la sua slave dentro il suo mondo, dal quale entrambi, (entrambi) trarranno piacere e giovamento. Insieme percorreranno un cammino, insieme raggiungeranno degli obiettivi ed ognuno dei due si troverà soddisfatto di ciò che ha vissuto. Avranno aggiunto, alla loro esistenza. Non tolto. 

Una slave guarda l'animo del suo Master e ne carpisce i tratti, ne avverte la sintonia. Si lascia prendere per mano, rendendolo orgoglioso e arricchendolo di quel qualcosa che lui non dimenticherà mai. L'esperienza. Si farà proteggere, vedendo in lui il suo porto sicuro. Si lascerà guidare per la sua via, fidandosi della sua mano, della sua presa, sfidando con lui le intemperie, dalle quali risulteranno entrambi (entrambi) vincitori. Insieme percorreranno un cammino, insieme raggiungeranno degli obiettivi ed ognuno dei due si troverà soddisfatto di ciò che ha vissuto. Avranno aggiunto, alla loro esistenza. Non tolto. 

Questo genere di legame così profondo non è un gioco di ruolo. E' qualcosa che scorre nelle vene. E' un bisogno dell'anima. 

Fonti: 
Gor VS BDSM - House Sanguine
Articolo 4 - Divieto di schiavitù - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Sindrome di Stoccolma
Attaccamento al proprio carnefice.

Un autore che amo, Hans Zimmer, insieme ad un altro autore che ho scoperto attraverso lui, Rupert Gregson-Williams, esprimono quello che provo oggi. Segna la fine di un epoca, e l'inizio di un'altra. 
Questo brano, colonna sonora del film "The Crown" accompagna le scene del decesso di Giorgio VI, Re del Regno Unito. Alla giovane età di 25 anni, Elisabetta divenne Regina del Regno Unito di Gran Bretagna, dell'Irlanda del Nord, e dei paesi appartenenti al Commonwealth. La sua giovinezza e spensieratezza sparirono in un attimo, per lasciare spazio alle responsabilità che doveva assumersi nei confronti del Regno, della Corona e di Dio. Ad ognuno, le proprie responsabilità. 


sabato 27 giugno 2020

Figging che passione!! (Anal Discipline)

Mi capita fin troppo spesso di ricevere messaggi privati dove mi si fanno diverse domande sul figging, che è la pratica in cui si inserisce la radice di zenzero (o ginger) nel retto.
Pratica che provoca un piacere intenso, se si è masochisti, anche se a volte non viene apprezzato.

Consigli per l'uso:

  1. Acquistare una radice sufficientemente grande da poterle fare assumere la forma di plug. 
  2. Spelare e inserire nel minor tempo possibile, perchè dalla spelatura l'effetto dura dai 20 ai 25 minuti, non di più.
  3. Il ginger o si ama, o si odia. Per renderlo più piacevole, dotarsi di strumenti che potenzino il piacere (es: Magic Wand)
  4. Prima di infliggerlo a quancun@, consiglio di provarlo in prima persona, perchè le sensazioni sono talmente personali e travolgenti che spesso sono difficili da spiegare. 
  5. La prima volta eviterei di infliggerlo in sessione, perchè se non dovesse piacere potrebbe influire sulla buona riuscita della sessione stessa. Consiglio quindi una prova preventiva al di fuori della sessione. 
Ulteriori informazioni:
  • Non va lavato ne sterilizzato perchè altrimenti si affievolisce l'effetto. 
  • Nella vagina comporta un lieve pizzicore, molto diverso dall'effetto provocato analmente. 
  • E' un antinfiammatorio naturale, quindi non ci sono particolari precauzioni da prendere, salvo astenersi dall'utilizzo in caso di ragadi e/o emorroidi (come si dovrebbe evitare, in tal caso, qualsiasi pratica anale).
  • Se si realizza la forma di plug, non c'è pericolo che entri ne che si spezzi. Ma se dovesse capitare, si recupera come si recupererebbe qualsiasi altro oggetto (anche in modo naturale). 
  • L'effetto si esaurisce dopo pochi minuti (max 25) quindi non serve nulla per alleviarlo. Si "spegne" da solo. 
Ora vi espongo le mie impressioni a seguito della mia "prima volta" con il ginger! 😁


Il mio nuovo amico Ginger

Ne avevo sentito parlare diverse volte, come qualcosa di strabiliante, meglio del mio temutissimo peperoncino, meglio del omissis, meglio del dentifricio ed ancora del pepe nero..

Il più delle volte detto da uomini che lo avevano fatto provare alle loro slave, il che non mi dava tanta affidabilità, non avendolo provato su loro stessi.

Al che mi venne in mente quando mia mamma, tempo fa, mi regalò un sacchettino di zenzero essiccato e zuccherato, ed io per quanto golosa possa essere dopo averne assaggiato un pezzettino, lo sputai prontamente, visto quello strano sapore speziato misto a zucchero.

Ma ritorniamo a noi.

Andai dal fruttivendolo che mi diede 2 radici.

Tornata a casa ne provai un po' nel sugo di maccheroncini al torchio e fu delizioso. Sapore intenso e speziato, riconoscibilissimo. 

Nel pomeriggio mi preparai per goderne diversamente!

Arrivai in camera e mi accovacciai per infilarmelo. Guardai l'ora. 
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La prima sensazione è un lieve bruciore al culo, nulla di trascendentale. 
Pizzica un po' .. brucia lievemente, qualcosa di sopportabile comunque. 

Mi giro a pancia in giù e mi accorgo di avere la figa già bagnata.
Mi piace l'idea..

Il bruciore sembra abbandonare l'ano e irradiarsi nel culo... ma non localmente, dove il ginger tocca, sembra amplificato all'interno dello sfintere. 

Inizio a sfregare la figa sulle lenzuola, quasi a voler stuzzicare il clito.

Cazzo ora brucia si!! Sembra sentire sulla punta del ginger qualcosa che faccia eco dentro a tutto il culo e sale una voglia assassina di godere. Lo devo spingere con un dito perchè tende ad uscire e mi sento, allargando le cosce, di essere completamente fradicia e colante. 

Cazzo che voglia, mi sento cagna, lo sono cazzo, colo senza ritegno. 
Parte la figa, parte la testa.. prende come se vorresti fossero fatte in quell'istante le peggio cose. 

Infilo la mano tra il mio ventre e il materasso e mi rovino il clitoride con le unghie, perchè troppo bagnata. 
La saliva mi cola sul cuscino mista al sudore, fa un caldo assurdo. 

Vengo e vengo e vengo ancora non so quante volte e mi sento trasportata dagli orgasmi, ormai il bruciore si sta repentinamente affievolendo ma non mi importa, continuo a stropicciare violentemente il clitoride.
Sfocio in un orgasmo talmente intenso che mi assale un potente mal di testa. 
Respiro, affannosamente, ma ad ampie boccate. 
Controllo l'orario. 
21 minuti. 

E riprendo "conoscenza".. con il mio nuovo compagno di giochi. 💖







giovedì 4 giugno 2020

Ciò che pretendo

Man mano che avanzo con gli anni mi attacco sempre di più alla mia pellaccia, quindi mi preme informare che chiunque desideri avere a che fare con me, con penetrazioni sessuali e/o contatti sessuali, deve presentare preventivamente le analisi negative delle MST spedite in copia originale all'indirizzo mail che sarà fornito.
Ovviamente anche io fornirò gli stessi referti.

Premesse:
• non mi importa doniate il sangue, il midollo o qualsiasi altra cosa. Mi importano analisi quanto più recenti possibili (di meno di un mese dal contatto).
se avete una vita sessuale promiscua, fatta di rapporti poliamorosi e/o plurimi, statemi lontano a priori. 

Screening di: 
- Epatite A (facoltativa)
- Epatite B (obbligatoria)
- Epatite C (obbligatoria)
- Sifilide (obbligatoria)
- HIV (obbligatoria)
- HPV (obbligatoria per le donne)

Nel caso in cui le persone dovessero rifiutare di presentare il referto delle analisi, allora io potrò rifiutare di avere qualsiasi contatto con loro.

Richiedo inoltre che suddette analisi vengano ripetute e presentate a tutti i soggetti coinvolti nella relazione con periodicità annuale.



martedì 26 maggio 2020

PILLOLE: Masochismo nel BDSM

I rapporti BDSM e più in particolare i rapporti Master-Mistress/slave si fondano sul Masochismo (e nel suo corrispettivo Sadismo).

Clinicamente, il masochismo è stato per lungo tempo considerato una devianza, una patologia da "correggere" a livello psichiatrico. Nel tempo le cose sono cambiate e sono state definite in quello che viene indicato come DSM-5. Per approfondimenti leggere in calce. 

In questa sede desidero solamente spiegare in cosa consiste il Masochismo nel BDSM.
Esso è composto da due categorie:
• Masochismo fisico
• Masochismo emotivo

Masochismo fisico
Facile a dirsi: l@ slave riceve piacere/gode attraverso il dolore fisico (non autolesionistico). Per farla breve se ci si chiude il dito in un cassetto non si prova piacere, anzi al contrario magari il tutto viene colorito da qualche imprecazione. Nel caso invece in cui un Top sadico impartisca il dolore all@ slave, allora non solo questo crea eccitazione, ma spesso è anche il veicolo per raggiungere l'orgasmo.

Masochismo emotivo
E' caratterizzato dalle umiliazioni. Nel mondo vanilla molte espressioni verbali (cagna, troia, ecc.) così come alcune pratiche vengono considerate umilianti. Nel BDSM, l@ slave non ha la stessa percezione. Comprende che nel mondo vanilla siano pratiche/espressioni umilianti ma non le vive (nel suo rapporto M/s) come tali. Ecco quindi che essere chiamata "cagna" dal proprio Top, o ricevere sputi, o pissing, o essere esibita in pubblico in quelle che si potrebbero considerare situazioni imbarazzanti vengono vissute con piacere ed orgoglio, causando anch'esse eccitazione.

Per approfondimenti su DSM-5:
Parafilia: Definizione e Differenze con il disturbo parafilico
Lista delle parafilie
American Psychiatric Association: DSM-5
Facebook DSM-5 Pagina Italiana
DSM-5 In rete


mercoledì 26 febbraio 2020

DifferenzE tra sub e slave

Sebbene io abbia già fatto un post sulle principali differenze tra i vari ruoli qui sembra che il popolo BDSM attuale non conosca affatto i principi base, facendo un minestrone di termini e concetti, solo perchè forse li hanno letti da qualcuno e li ripetono a pappagallo, senza ragionarci autonomamente.

Una teoria che recentemente ho risentito dopo tanto tempo (e sinceramente speravo di non sentire più) è che "il/la sub è tale perchè senza Padrone, mentre quando lo trova diventa slave". E per validare la sciocchezza appena detta è stato aggiunto:
  "Un laureato in legge non è un avvocato"

Ma per davvero?? Vogliamo paragonare uno stato del carattere con l'istruzione acquisita?

L'essere slave, è una qualità caratteriale. Un bisogno dell'anima. Non si impara, lo si è. Così come si nasce con gli occhi azzurri e quelli rimarranno per tutto il corso dell'esistenza.

Una persona che decide di iscriversi alla facoltà di legge, si laurea e attraverso lo studio acquisito e gli esami sostenuti e superati diventa avvocato, acquisisce un livello di istruzione. Non è un bisogno dell'anima, è cultura. Qualcosa che si apprende.




Detta questa premessa e posto che:
- la schiavitù è stata abolita;
- tutti i soggetti coinvolti nei rapporti BDSM hanno limiti che devono essere rispettati;
ecco le principali differenze.


SUB SLAVE
Chi è il suo corrispettivo? Dom/Domme Master/Mistress
Cosa vuole soddisfare? Il suo piacere Il piacere del/la Master/Mistress
Il soddisfacimento del piacere è prevalentemente: Fisico Mentale, poi fisico
Cosa gli interessa? Le pratiche Il legame
Qual è lo scopo del rapporto? Giocare con quello che pensa
che gli/le piaccia
Esplorare se stessi, crescere, seguire il/la Master/Mistress
Ha limiti? SI SI
Molti? SI NO
Pone restrizioni alle pratiche accettate? SI NO
Cede il potere? SI SI
In modo totale (nel rispetto dei limiti)? SI SI
E' masochista? SI, ma con restrizioni SI
Ha un carattere strutturalmente forte? non necessariamente SI
E' di indole remissiva? SI (eccezione per le brat) NO
E' un player? SI NO
Si mette in discussione per superare i propri tabù? NO SI
Segue un percorso con il corrispettivo? NO SI
E' uno stato che si impara? SI NO
Può smettere di essere tale? SI NO








venerdì 17 gennaio 2020

PILLOLE: Essere troia e fare la troia

Dopo parecchio tempo di silenzio, ho deciso di inaugurare una sorta di Rubrica. Uno spazio per sviscerare argomenti importanti, ma che non necessitano di una analisi completa: Pillole, per l'appunto.

Inizio oggi con un argomento che mi sta "colpendo" in questi giorni, a seguito di una persona che sto imparando a conoscere e dalla quale presto mi allontanerò.
Buona lettura!

Partendo dal presupposto che ogni slave è fondamentalmente troia (altrimenti l'appellativo "cagna" non avrebbe senso) c'è una sostanziale differenza tra l'esserlo e farlo.

Essere troia o cagna significa essere una persona disinibita, alla quale piace vivere il proprio essere per e con una persona che lei ritiene il destinatario della sua troiaggine. Essere troia/cagna per un Master significa non aver timore di lasciarsi andare, anche nelle porcaggini più estreme, di seguirlo e di condividere insieme a lui fantasie e pratiche, sorridendo di esse e delle soddisfazioni con lui ottenute.
Non c'è malizia, non ci sono step studiati a tavolino da seguire, è semplicemente parte del proprio essere.
Essere troia si esprime quindi solo e soltanto nei confronti di quella determinata persona.

Fare la troia, al contrario, è un mezzo per ottenere qualcosa dall@ person@ alla quale l'attenzione è rivolta, solo come strumento di scambio.
E' una sorta di transazione, si fa la troia per ottenere un risultato. Non c'è nulla di emotivo, nessuna connessione specifica, se non un obiettivo da raggiungere.
Allora si fa la troia per ricevere soldi, sesso, attenzioni e compensare le proprie voglie.
Non è qualcosa di condiviso, è mero raggiungimento dei propri bisogni egocentrici.
Fare la troia è un atteggiamento che si impara, si affina e di solito è rivolto a più persone, perchè le voglie e i desideri egocentrici sono di varia natura (come detto prima soldi, sesso, attenzioni, ecc ecc).
Tutto il procedimento malizioso nel quale fare la troia si esplica è studiato con step precisi, a partire dal provocare senza mai fare (o facendo pochi) passi verso le "vittime" alimentando così il loro desiderio e facendoli cadere nella trappola del "corteggiamento". In parole povere significa fare la difficile (sempre continuando a maliziare) o fingere di non riuscire a fare una cosa (che potrebbe far benissimo) per ingannare la vittima, in modo che nel momento in cui la vittima riceve una briciola la interpreti come un tesoro e si comporti di conseguenza. E' pura manipolazione. 

Essere troia è una caratteristica delle/degli slave. Fare la troia no. 

venerdì 24 maggio 2019

La scuola di Luigi

Chi caspita è Luigi?

Bella domanda!! Beh che io sappia questo è l'unico documento che qualcuno troverà online riguardo Luigi e i suoi insegnamenti.

Occorre però che io faccia una breve premessa:
un po' di tempo fa ho conosciuto una tizia (che da ora in poi chiamerò Tizia) molto presente su Facebook, con un gruppo segreto e una pagina piuttosto seguita, presente con 3 profili diversi che le servono probabilmente per mostrarsi in Facebook attraverso contatti "reali" e contatti relativi al BDSM.

Inizialmente Tizia mi sembrava con un po' di sale in zucca (anche se di tanto in tanto alternava con comportamenti inusuali) e quindi ho deciso di fare domanda per entrare nel suo gruppo segreto. A poco a poco ci siamo conosciute più approfonditamente e mi ha raccontato di essere stata "allieva" di Luigi, il suo mentore, 21 anni prima, quando lei era appena 18enne, insieme al suo ragazzo di allora.

Ebbene, da quanto afferma Tizia, Luigi era un uomo di 58 anni italo-americano titolare di un'azienda per la quale viaggiava molto ed aveva appreso dalle varie culture i diversi tipi di sottomissione, facendosi un'idea personale di come sarebbe dovuto essere il rapporto BDSM e decise quindi, ben 21 anni fa, di iniziare ad insegnarlo proclamandosi (o facendosi proclamare) "mentore".
Sempre a detta di Tizia gli adepti contavano circa 60.000 in tutto il mondo anche se attualmente se ne contano solo una decina a Roma, perchè gli altri 59.990 si sono persi seguendo altre scuole di pensiero.
La scuola non venne mai "battezzata" con un nome, quindi tra loro decisero di chiamarla "La scuola di Luigi".

Pochi giorni dopo invitai il mio Master nel gruppo e in un post, a seguito di un rispettoso scambio di opinioni dove Mastro chiedeva maggiori informazioni riguardo Luigi, Tizia si è chiusa a riccio e ci ha espulsi dal gruppo.

Fatta questa premessa, è il momento di scoprire le regole che Tizia si è sentita di esprimere:

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? Il Dom.

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

7) Altre, di cui non ci è dato sapere.

Questo è quanto. Ah dimenticavo la cosa più importante: E' TUTTO UNA GRAN CRETINATA!!

Qualcuno forse si chiederà il motivo per cui ho deciso di scrivere un post come questo, dando forse (l'unica) visibilità a questa enorme cagata.

Perchè Tizia sta tentando di indottrinare persone meno esperte, difendendo a spada tratta la sua versione, o per lo meno, quella che ha imparato da Luigi, attraverso il suo gruppo di Facebook.
Per altruismo, perchè anche io sono stata novizia e per fortuna essendo cauta, ho sempre diffidato da chi voleva imporre il suo modo di vedere le cose.

A titolo informativo ho chiesto a diverse persone (romani e non, giovani e meno giovani, più o meno inserite nell'ambiente) su diversi siti, se abbiano mai sentito parlare di Luigi e della sua scuola. La risposta è stata NO su tutti i siti e da tutte le persone coinvolte.
Ipotizzando che questa scuola sia realmente esistita e che non siano le fantasie di Tizia per darsi tono e/o per destare curiosità, ci sono diversi aspetti che sono totalmente errati e su cui è necessario fare chiarezza.

Prima cagata: non esistono scuole di BDSM o corsi o lauree o master in cui una persona possa insegnare il "giusto" BDSM. 
Perchè?
Perchè il BDSM è uno stile di vita, che è insito in chi lo vive ed è SEMPRE soggettivo. Quello che può piacere a me, può non piacere a te e viceversa.
Le uniche regole esistenti sono quelle dettate dal buon senso, e dal rispetto della legge vigente.
Nessuno può arrogarsi il diritto di detenere le regole del BDSM, nè di stabilire cosa debba essere fatto e cosa no (sempre nel limite del rispetto del/i partner e della legge). Nessuno.
Conseguentemente, non possono esistere mentori, insegnanti o guru di una pluralità di persone.
L'unica eccezione consiste nei corsi per alcune pratiche, dalla verberazione al bondage per consentire di mettere in atto suddette pratiche in sicurezza e senza ledere al bottom. Ma non sono corsi di BDSM, sono corsi di pratiche.

Ma vediamo un po' di analizzare le regole di Luigi..

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? 

Secondo Tizia, citandola: "Esclusivamente il Dom.
La slave decide a chi appartenere, pone i limiti, blocca il gioco se necessario e se dice no e' no, non esiste Dom che tenga, ma sono solo 3 anni che ripeto la stessa cosa, e mi meraviglio ancora a leggere certe risposte.
Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa e puntualmente c'è ancora gente che mi risponde la Sleeve o entrambi il rapporto bilaterale Quello è sicuro perché per quanto ci sia un rapporto verticale il rapporto è bilaterale ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno."
Ed ancora:
"il rapporto ruota intorno alla necessità della Sleeve non del master è inutile che continuate a dire leggiamo libri su libri entrambi il rapporto è bilaterale No non è così."

Per prima la cosa, la domanda, così formulata è errata. 
Tutti coloro che si avvicinano al BDSM sanno (o dovrebbero sapere) che:

  • A Dom/Domme corrisponde sub
  • A Master/Mistress corrisponde slave
  • A DomDaddy corrispondono Little Girl e Baby Girl
  • A sadico corrisponde masochista. 
Chiedere chi tra Dom e slave è lo schiavo del rapporto è fare un miscuglio di una cosa non mischiabile. 
A domanda errata la risposta non può essere che errata. Eppure Luigi era un mentore!! 😂

A seconda, invece, della domanda corretta si avranno risposte differenti. 

Se fosse stata:
- Tra Dom e sub, la risposta corretta sarebbe stata nessuno dei due.
- Tra Master e slave, la risposta corretta sarebbe stata entrambi.

Esplico.
Dom e sub sono persone che possono esprimere la loro natura indipendentemente dall'ambito BDSM, possono essere dominanti o subordinati caratterialmente, con gli amici, con i colleghi e con i parenti. Se si incontrano in un rapporto BDSM entrambi hanno limiti oltre i quali non andranno, entrambi possono vivere il BDSM con o senza appartenenza, possono "limitarsi a giocare" con la consapevolezza che ognuno dei due non si metterà in discussione. L'unico interesse condiviso è quello di "giocare".
Il discorso riguardante i limiti poi ne è il fulcro. Il sub generalmente non è masochista, proprio perchè pone limiti sia sul dove si possa arrivare in una determinata pratica, sia sulla pratiche in sè. Non è disposto a superare se stesso, a mettersi in discussione, quindi l'essere masochista è nettamente in contrasto con questa figura.
Fondamentalmente potrebbero essere schiavi del loro personale interesse, quindi nel rapporto tra due, la risposta corretta è nessuno.

Master e slave al contrario non possono fare a meno dell'esistenza del loro corrispettivo. Entrambi generalmente hanno un carattere forte, non si potrebbe essere slave senza un carattere ben strutturato.
Sia il Master sia la slave rifiutano pratiche a loro non gradevoli, ma non pongono limiti nell'esecuzione delle altre, proprio perchè è caratteristica della slave quella di mettersi alla prova e tentare di superare i propri ostacoli. Per questo motivo la slave è generalmente anche masochista.
Ognuno dei due gode nel dare piacere all'altro (o non gode, nel caso di punizioni), entrambi perderebbero senso se non condividessero un rapporto con la controparte. Responsabilità e controllo sono principalmente nelle mani (e soprattutto nella testa) del Master, ma è grazie proprio a questo enorme potere ceduto dalla slave che il Master prova godimento, sia a livello mentale che fisico.
La slave si offre per appartenere al proprio Master, ma sarà quest'ultimo a decidere se accettare o meno l'offerta.
Per altro, è nella natura della slave quella di assecondare, o meglio cambiare opinione su determinate pratiche a lei ostiche, quindi se per esempio alla slave non piace una determinata pratica, il compito del Master è quello di riuscire a farle varcare quell'ostacolo (sempre che la pratica sia di gradimento al Master), e pian piano a farle desiderare e superare e successivamente apprezzare quello che non pensava di fare.
Quindi per rispondere alla domanda iniziale, chi è il vero schiavo del rapporto è entrambi, proprio grazie alla loro reciprocità.

Per quanto riguarda DD e LG/BG il discorso è molto simile a quello di Dom e sub, in questo ambito poi sono molto presenti le brat (ribelli) con l'unico scopo di ricercare la punizione che in questo caso è puro godimento sia per il Dom che per la LG/BG.

Per quanto riguarda sadici e masochisti puri il discorso si avvicina un po' di più a quello tra Master e slave. Il sadico senza il masochista non avrebbe ragion di esistere, quindi anche qui la risposta alla domanda sarebbe entrambi.

A questo punto mi stupisco di Luigi, che in tutta la sua "grandezza" abbia fatto un bel minestrone. O è anche possibile che la schiava prediletta, Tizia, non abbia ben compreso i suoi insegnamenti. 😊

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

A quanto pare Luigi era un gran furbacchione!!
Poteva essere carismatico, si, lo posso comprendere.
"Arruolare" teen ager con nessuna o minima conoscenza della materia, con la curiosità sessuale imperante soprattutto in un periodo in cui non c'era la diffusione mediatica di ora, ed indurre questi "ometti" a cedergli le rispettive "morose" per consentirgli di interagire.... beh.. astuto eh!! 😂

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

Da che mi risulti, come ho fatto anche notare a Tizia, il rito del the ha origini giapponesi.
In realtà, dovendomi documentare, ho scoperto che l'origine primaria fu cinese, poi adottata nel corso del XVI secolo ufficialmente anche in Giappone, in quella che viene chiamata Cha No Yu tradotta come Cerimonia del The.

Quello che distingue la Cha No Yu originale dal rito del the di Luigi (secondo quello che mi è stato spiegato da Tizia) è che la prima si svolge tra due o più persone, la seconda invece è riservata alla coppia D/s.
Dubito fortemente che tutto lo svolgimento, a partire da 5 giorni prima, per arrivare alle tre fasi del rito (pasto leggero, the denso e the leggero) venisse attuata anche dagli adepti di Luigi, ma Tizia non è entrata nello specifico.

Clicca qui per maggiori informazioni sulla Cerimonia del The.

Per altro, sarebbe opportuno presentarsi ad una sessione a stomaco vuoto (per ovvi motivi), quindi anche il pasto leggero previsto dalla cerimonia sarebbe fuori luogo.

Per quanto concerne invece il rito dell'accoglienza (escludendo quello cristiano cattolico) in ambito BDSM ho trovato solo tre accezioni diverse nel sito di Gabbia: la prima riguarda i clisteri, la seconda l'ospitalità e la terza la predisposizione della sub ad un rapporto orale.

Quindi mi immagino una scenetta nella quale la sub accoglie il proprio Dom nella sua casa, a culo esposto e bocca spalancata. Ecco! 😂😂😂

Accogliere secondo Gabbia

Ipotizzando che Luigi si riferisse per lo più all'ospitalità, beh dov'è la novità?

Credo che ognuno di noi, quando ospita qualcuno a casa propria (amici, parenti, colleghi, Dom), riordini casa e si renda presentabile.
Ma ripeto, non è stato spiegato questo rito quindi ipotizzare diventa inutile.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

Questa usanza in genere fa parte dei protocolli. E i protocolli in genere sono o impartiti unilateralmente dal Top, oppure concordati assieme alla bottom.
Non c'è ovviamente una regola precisa. E', come già detto, soggettivo.

Nel mio caso, ad esempio, in accordo con il mio precedente Master dovevo rivolgermi a tutti (Top o vanilla), in privato e in pubblico con il "Lei", fatta esclusione per gli altri bottom ai quali potevo rivolgermi con il "tu".
Con Mastro invece sin da subito mi è stato chiesto il "tu". Nel pormi con gli altri ho deciso autonomamente: in privato con il "Lei" (solo a Top), in pubblico con il "tu".

Alcuni ci tengono di più, altri meno, altri ancora per nulla.

In ogni caso Luigi non aveva inventato nulla nemmeno in questo senso, solo aveva obbligato i suoi adepti ad accettare ed agire come lui preferiva facessero.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.


Daemon Danes
Anche in questo caso, lasciar segni o portare segni è assolutamente soggettivo. Un buon fustigatore/spanker non si misura da questo. Ci sono persone a cui piace essere segnate e segnare e viceversa.
Personalmente per me il segno rappresenta il "suo" marchio. Guardare "la firma" del mio Master anche nei giorni a seguire è motivo di gioia, di orgoglio nel portarla. Se non riuscissi a sedermi per alcuni giorni, o a provare dolore nel farlo, sarebbe come riportarmi immediatamente e in modo molto potente al tempo trascorso con Lui, e sicuramente mi ecciterei al sol pensiero.

Poi ci sono bottom che non possono essere segnati, e questo è un altro discorso. Bottom con un'altra vita, un compagno, o un marito all'oscuro di tutto non possono portare segni, quindi il fatto di non lasciarli è come tentativo di non farsi scoprire.
Equivale a dire: aggirare il problema. Essere sinceri con il proprio partner no eh?? Troppa fifa??

Mi viene da pensare che Luigi frequentasse per lo più donne impegnate, sposate o accompagnate, in modo da "legittimare", con questa regola, il suo rapporto D/s.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

Cazzata pazzesca!! Non può esistere una votazione sulla bravura, per il semplice fatto che è l'affinità tra persone che la determina.
Per esempio: una persona che non può o non vuole essere legata per un rigger sarebbe da scartare in quanto incompatibile con lui. Non significa però che non sia una brava bottom, semplicemente sono incompatibili.

Chi cazzo era Luigi per determinare la bravura assoluta di un bottom?? Il genio del BDSM?? Un guru??

Se così fosse stato allora perchè nessuno nella comunità romana (esclusa Tizia) e nazionale lo conosce?
Se così fosse stato allora perchè non diffondere ad un pubblico più vasto i suoi insegnamenti, attraverso documenti scritti e/o sul web??
Se lo fosse stato allora perche i presunti 59.990 lo avrebbero abbandonato??

A me tutta sta storia fa pensare ad alcune ipotesi.

  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia abbia avuto un Dom con il quale si sia trovata tanto bene e che aveva quelle regole. Ipotizziamo che il rapporto sia terminato e che lei ora voglia un Dom che faccia lo stesso del precedente, e che si sia inventata la scuola di Luigi per trovare più facilmente il Dom a lei consono.
  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia non riesca a trovare il Dom adatto a lei e che usi questa storiella per darsi tono, per attirare l'attenzione, per mostrarsi esperta (ho fatto un corso 21 anni fa).
  • Ipotizziamo che Luigi e la sua scuola siano esistiti davvero. E qui il discorso si complica. Così formulata: la segretezza, i presunti (e irreali) 60.000, l'unico detentore della parola "giusta" nella figura di Luigi e gli alunni convinti fanno pensare a qualcosa di molto simile ad una setta. 
Le sette, molto più diffuse negli Stati Uniti rispetto all'Italia (ma in forte espansione), hanno una struttura riconoscibilissima e uguale per tutte. 
La struttura piramidale, un capo, un guru, un mentore carismatico, una catena di comando subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica. 

L'adepto, l'alunno, il seguace, è una persona che non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà del capo. 
E' per questo che è più semplice avvicinare persone giovani, o giovanissime, di un ceto medio, con poche conoscenze in materia, senza una struttura caratteriale formata e incapaci del pensiero logico e critico, persone che in genere hanno una carenza affettiva importante (spesso paterna), persone deboli o insoddisfatte o ancora persone in cerca di nuove emozioni. 

Il mentore, come già accennato, è una persona carismatica, egocentrica, eccelle nel lavoro (o riferisce di eccellere), è autoproclamante e persuasivo, dicendosi conoscitore della materia. Afferma di aver assimilato conoscenze nel corso della sua vita e aver scoperto la via ottimale per vivere quella determinata realtà (religiosa, culturale, sociale), per condurre poi i seguaci verso "nuovi orizzonti" di consapevolezza. Infine accentra su di sè la totale devozione, in termini di attenzione, amore, fedeltà. 
In questa ottica il capo, il leader può dare libero sfogo alla sua personalità dominante, manipolativa e attuare quello che è un vero e proprio abuso psicologico: il plagio. 

Per plagiare ovviamente si seguono degli schemi precisi, primo fra tutti far sentire importante, speciale, amata, la persona da plagiare. L'accoglienza, le attenzioni verso la persona sono fortissime, spesso atte a farla allontanare dalle frequentazioni esterne al gruppo settario. L'integrazione al gruppo e la conformità ad esso e alle sue regole farà in modo che in tempi abbastanza brevi il plagiato cambi il proprio atteggiamento nei confronti di chi è all'esterno del gruppo (frequentazioni di vecchi amici e parenti) e diventerà progressivamente sempre meno padrone delle proprie scelte e volontà. 
Una volta completata la metamorfosi, l'individuo è pronto a credere ciecamente agli insegnamenti impartiti dal leader, fino a compiere, talvolta, anche gesti estremi. 

Generalmente, al leader viene riconosciuta la piena autorità dai suoi seguaci ed egli può delegare alcuni compiti alle persone di sua fiducia, rendendole ancor più dipendenti e onorate di tale riconoscimento. All'interno del gruppo non vi sono segreti, ogni seguace deve rivelare tutto, mentre nei confronti degli estranei viene mantenuta la segretezza. 
Questo comporta nel seguace un duplice senso: l'appartenenza a qualcosa di esclusivo, e il contrasto con il mondo esterno, in contrapposizione con gli ideali e le regole "innovative" del gruppo settario. 
Detta in parole povere: il "giusto" all'interno del gruppo e lo "sbagliato" all'esterno. 

Secondo Steven Alan Hassan (consulente statunitense della salute mentale) "Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo - comportamento, pensieri, emozioni - e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualunque cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante." (Fonte: Steve Hassan, “Mentalmente liberi – come uscire da una setta”).


Definito tutto ciò e rileggendo le parole di Tizia, non trovate qualche (o troppe) similitudini?

"Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa ... ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno"


E se la pensi diversamente? O se fai troppe domande?? Fuori dal gruppo!! Non vogliamo gente pensante qui!! 😂😂😂