Oggi stavo cercando un testo che ahimè non trovo più che trattava di "alto protocollo" e mi sono imbattuta in una pagina Facebook che si occupa di "educazione di schiave". Tra i vari post pubblicati ve ne era uno con un testo gira da anni sul web, come Bibbia per la "vera schiava devota". Ve lo propongo interamente:
(p.s. Esprimo il tutto, per praticità, riferendomi a rapporti Master/schiava, ma almeno per quanto riguarda il BDSM, è esteso a tutte le forme di genere)
Prima Regola:
"Quando ci si rivolge al proprio Padrone lo si chiama solo ed esclusivamente PADRONE"
Seconda Regola:
"Servire il Padrone come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerlo perché è così"
Terza Regola:
"Anche se il Padrone può non avere ragione, esso per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono “Si Padrone”.
Quarta Regola:
"Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza."
Quinta Regola:
"Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava".
Sesta Regola:
"La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata".
Settima Regola:
"Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna".
Ottava Regola:
"Se non c’è il Padrone a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare".
Nona Regola:
"Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato".
Decima Regola:
"Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito".
Questa la mia reazione: 😂😂😂😂😂😂😂
Desidero entrare nel dettaglio.
Anzitutto, vi è da fare un distinzione tra coloro che giocano e chi, invece, considera il BDSM come parte integrante della propria vita. In secondo luogo, una distinzione tra rapporto D/s e M/s.
Negli ultimi anni, da quando il BDSM è stato sdoganato, grazie a libri e movie a tema e ad una moda dilagante il numero di persone che gioca "a fare il BDSM" è decisamente aumentato. Sono persone che ne possono fare a meno, la loro è espressione di trasgressione, o noia, o altro ancora ma non è uno stile di vita. E' gioco. In questo contesto allora si può fingere di essere chi non si è. I risultati spesso sono di goduria estemporanea, ma di insoddisfazione successiva. Tanto più che capita spessissimo che chi oggi gioca a "fare la slave" trovando troppo pesante il ruolo, domani possa provare a "giocare a fare la Mistress". Non è realmente switchare, è cambiare ruolo per poter continuare a godere della trasgressione.
Questo gioco si esplica più facilmente nei rapporti Dom-Domme/sub, dove fondamentalmente vi è un soggetto ordinante e uno esecutore. Entrambi godono del momento, fine a se stesso.
Nei rapporti Master-Mistress/slave invece, è più difficile che queste persone si trovino a loro agio perché quello che caratterizza questo rapporto è il percorso di crescita. Una persona parte da uno status e cambia, con l'intensificarsi del rapporto e del percorso insieme. Chi non è qualcosa, non può nemmeno crescere in quell'ambito. E' come chiedere al leone di diventare giraffa. Non può.
Ritornando alle regole dell'Accademia delle Schiave salta subito all'occhio che qualcosa non torna.
Si parla di schiave (e non di sub) e quindi si ha la presunzione che debba essere così, pur trattandosi di gioco.
Qualsiasi rapporto M/s è fatto prima da persone, non da ruoli. Sono due (o più) persone che si incontrano, si annusano, si scelgono e decidono di camminare insieme per il loro percorso. Solo successivamente una si offrirà per appartenere all'altra persona.
Qui invece si parla esclusivamente di ruoli, tralasciando la "Persona" come focus.
Inoltre poi si parla di "educazione delle schiave devote".
La devozione è un sentimento cristiano dove una persona venera Dio e si sottomette ad esso.
Nell'antica Roma si esplicava in determinate situazioni di pericolo, dove vittime o proprietà venivano donate agli Dei per evitare il pericolo stesso.
Ora mi dite cosa c'entra la devozione nel BDSM?
Nulla!
Il Master non è Dio!!
Anche solo partendo dallo scopo di queste regole, sarebbe più opportuno, a mio avviso, parlare di "educazione delle schiave rispettose". Anche se "devote", fa certamente più scena.
Prima Regola:
"Quando ci si rivolge al proprio Padrone lo si chiama solo ed esclusivamente PADRONE"
E chi lo dice? Quando ci si rivolge al proprio Padrone, o al Master, o al Dom (e relativi femminili) lo si chiama come due persone hanno stabilito di essere chiamato.
Personalmente preferisco chiamare Master, ma se il mio Master lo permettesse potrei chiamarlo anche Pippo. E' veramente un nome che fa di quella persona la Persona, o è la persona a fare il nome e quindi il ruolo?
Potrei anche chiamarlo con il suo nome reale, sarebbe meno Master? Affatto.
Seconda Regola:
"Servire il Padrone come se la vostra esistenza dipendesse dal fatto di essere in grado di compiacerlo perché è così"
Se il Padrone, per essere compiaciuto, chiede alla propria schiava di buttarsi in un fosso, lei è obbligata a farlo?
Secondo questa regola si.
Secondo il BDSM no.
Perché la base dei precetti del BDSM è che le cose vengano fatte nel rispetto di tutte le parti, dei loro limiti, e del buon senso.
Qui invece non vengono menzionati minimamente il buon senso e il consenso.
Il Padrone ha un capriccio? La schiava deve compiacerlo, sempre.
Bene, schiave rispettose, sappiate che non è cosi!
Sappiate che se avete un malore e non ve la sentite di fare una certa cosa potete comunicarlo al vostro Master ed esimervi dal farlo.
Questo porterà probabilmente a conseguenze, ma voi avete la piena libertà di esprimere qualsiasi dubbio!
Il vostro Master vi protegge, se vi mette in difficoltà è per raggiungere uno scopo più alto, non certo per soddisfare un proprio capriccio o per aumentare il suo ego!
Ricordatevi di essere persone prima di ruoli. E non macchine esecutrici!
Ricordatevi che il Master potenzia la slave, non è atto ad annullarle la personalità!
Terza Regola:
"Anche se il Padrone può non avere ragione, esso per definizione non ha mai torto. Le schiave hanno sempre le ultime parole in una discussione, e queste parole sono “Si Padrone”.
Se il Padrone non ha ragione, non ha ragione.
Un Master non è meno Master se chiede scusa. O se ammette i propri errori.
Al contrario. E' una persona umile e coscienziosa che rispetta chi ha di fronte: la sua slave.
Inutile aggiungere altro.
"Gelosia e Possessività hanno ucciso più schiave che la disobbedienza."
Questa regola ha una base di verità. Ogni persona può essere gelosa, anche quel minimo di indisposizione che dimostra che teniamo ad un'altra persona. La gelosia ossessionante invece è esclusivamente manifestazione di insicurezza (diretta o indiretta).
La possessività al contrario è un sentimento che non dovrebbe coesistere in un rapporto equilibrato. Le persone non sono cose. Non si posseggono.
E questo vale per tutti i rapporti interpersonali.
Una slave invece, qualora accetti la presenza di più slave nel rapporto o qualora accetti un Master poli, deve essere pienamente consapevole che il suo ruolo le impone di trattenersi da esprimere la sua gelosia, impone di auto-controllarsi.
E' quindi una questione spinosa, perché come Persona spesso si vorrebbe essere l'unica, ma come slave si deve accettare benevolmente la presenza di altre.
L'unica speranza (che spesso è disattesa) è che il Master si renda conto di non aver bisogno di più slave per sentirsi completamente appagato.
Quinta Regola:
"Le schiave non parlano mai di se stesse in prima persona. Non c’è un “Io” o “Mio” nel vocabolario della schiava".
Anche questa è una fandonia. Sempre rimanendo nel concetto che un rapporto M/s è costituito da persone, le stesse detengono un primo pronome personale e posseggono cose.
La regola, così come è posta, è molto vicina al pensiero Goreano, dove la schiava deve cedere tutto il patrimonio mobiliare e immobiliare al proprio Padrone: ecco quindi che questa regola in questo ambito viene validata.
Sesta Regola:
"La perfezione nel Servire e Sottomettersi è l’obiettivo. Semplice eccellenza sarà tollerata".
La perfezione non esiste. Non esiste un Master (guida) perfetto e quindi non può nemmeno esistere una slave perfetto (guidat).
Poi che ognuno ambisca a dare il meglio di se in un rapporto è comprensibile. Ma il meglio non sarà mai la perfezione.
"Il tuo collare porta l’onore del tuo Padrone. Il tuo comportamento lo può rendere leggero come una piuma o pesante come una montagna".
Il comportamento di una slave è strettamente correlato al comportamento del proprio Master.
Un tempo mi si diceva che la slave non è altro che lo specchio del proprio Master: il che significa che una slave ben educata farà fare bella figura al suo Master. Ma per diventare ed essere una slave ben educata è necessario un Master capace di educarla. L'obiettivo si raggiunge lavorando a doppio senso. Se si pensa che sia solo onere e dovere della schiava quello di rendere il collare leggero o pesante si sbaglia totalmente.
A tal proposito mi viene in mente una scena a cui ho assistito diversi anni fa.
Ero al supermercato e davanti a me alla cassa c'erano una mamma e un bambino che faceva i capricci.
La mamma lo tirò per un braccio e lo aggredì verbalmente dicendogli "che maleducato che sei!!".
Forse la mamma non si rese conto che con quella frase lei stava sgridando se stessa, perché la responsabile (con la collaborazione dell'altro genitore) della buona educazione del figlio era proprio lei!
Per lo stesso motivo, la buona educazione della slave è responsabilità del suo Master, che deve provvedere a spiegare, insegnare ed eventualmente correggere se necessario.
Ottava Regola:
"Se non c’è il Padrone a richiedere il vostro servizio usate il tempo libero per pulire, cucinare".
Ehm... è proprio il caso di commentare??
Non è già palese l'assurdità di questa regola??
Serve una colf? Una badante?? Bene, la si assume!
Una schiava non è né l'uno né l'altro, a meno che non sia stabilito in sessione. Al termine della stessa torna ad essere persona di pari diritti e doveri.
Nona Regola:
"Una schiava non possiede altro che ciò che il suo Padrone le concede. Ciò che è concesso può venire tolto. Se vieni scelta per portare un nome da un Padrone, o sete o gioielli, ricorda che tutto ciò può venire tolto così come viene dato".
Anche questa regola è molto vicina al mondo Gor.
In ambito BDSM non ha fondatezza. Il legame M/s non si fonda su questi principi.
Decima Regola:
"Il più futile dei capricci del vostro Padrone è la più alta delle vostre leggi. E chi infrange la legge verrà sempre punito".
Anche in questo caso si avvicina al modo di pensiero Goreano. Nel BDSM questa regola non ha senso di esistere perché nel momento in cui un Master dovesse impartire un insegnamento, questo deve essere eseguito come è stato insegnato. Se un giorno il Master dovesse decidere di cambiare le carte in tavola (senza metterne al corrente la slave) solo per un capriccio, allora ingannerebbe la slave mettendola nella normale condizione di sbagliare. Secondo questa regola verrebbe quindi punita.
Questo è un atto manipolatorio che porta la slave a non essere più sicura di nulla e ad avere timore nell'agire per evitare di deludere il Master o di ricevere la punizione.
Comunemente, questo concetto è ben chiarito dalla metafora del "camminare sulle uova".
E' attuabile con persone psicologicamente fragili, che probabilmente non dovrebbero nemmeno praticare BDSM, solo per indurle di proposito allo sbaglio.
Analizzando le singole regole spesso mi sono riferita al mondo Gor.
Ma cos'è Gor?
E' l'ambientazione immaginaria fantasy (contro-terra) di una serie di romanzi (34) di John Norman (scrittore sessista ed omofobo).
La serie descrive ripetutamente uomini che rapiscono e brutalizzano fisicamente e sessualmente le donne, che sono a loro completamente sottomesse in uno stato di totale schiavitù.
In base a questi testi è nata la filosofia goreana che, basandosi su rapporti D/s, ne esplica l'applicazione nella vita reale.
In pratica è come se io, amante di Stephen King e della saga di Castle Rock, da un giorno all'altro diventassi una serial killer, e mi sentissi legittimata a farlo grazie ai racconti della saga.
Assurdo no?
Questo è il motivo per il quale personalmente non ritengo che Gor sia un modo per vivere un rapporto di dominazione/sottomissione. Non riesco a considerarlo come stile di vita, né tantomeno ne concepisco un rapporto a lungo termine (viste le conseguenze - psicologiche, sessuali e fisiche - a cui incorre la donna portata allo stato di schiavitù).
Può essere considerato un gioco di ruolo? Assolutamente si, basta che abbia un inizio ed un termine entro un breve periodo.
Chi invece non la pensa come me in genere tende a voler sottolineare la filosofia stessa, e il relativo stile di vita che ne consegue, esponendo le principali differenze tra Gor e BDSM.
A tal proposito ho trovato un'utile tabella nel sito BDSM House Sanguine, che ne sintetizza le diversità. Sebbene la stessa sia abbastanza precisa, ritrovo comunque diverse inesattezze ed alcuni approfondimenti necessari, che indicherò nel dettaglio.
Possesso/Proprietà:
Goreani - La kajira non possiede nulla.
Bdsm - La schiava generalmente possiede e condivide tutto ciò che viene negoziato.
Tempo libero:
Goreani - La kajira non ne ha se non ha incarichi. Deve essere completamente a disposizione.
Bdsm - Pre-negoziato, e in gran misura strutturato e diretto dal Master.
Safe Words:
Goreani - Nessuna. Limiti basati sulla fiducia, che sono decisi dal Master.
Bdsm - Fondamentale in addestramento e nelle pratiche, ma spesso non usata dal momento che il Master conosce la slave attraverso l’esperienza.
In BDSM è indispensabile sapere che può essere pronunciata dalla slave in qualsiasi momento, in caso di malore, o in tutte quelle situazioni che non possano garantire il corretto svolgimento della pratica in essere.
Determinazione di Genere:
Goreani - Forte. Uomini=Master, Donne=kajira
Bdsm - Rilassato. Switches, omosessualità, scambi di genere accettati e spesso incoraggiati.
Goreani - Fondamentale, si deve vivere in cooperazione con la Natura e non danneggiare la terra o le risorse naturali.
Bdsm - Può essere preso in considerazione, non fondamentale e può essere oggetto di negoziazione.
Durata del rapporto:
Goreani - Infinito per la kajira perfetta. Spesso termina per perdita di interesse da parte del Master.
Bdsm - Pre-negoziato. Può variare a seconda dell'intenzione dei termini di servizio.
La kajira perfetta non può esistere così come è inesistente la perfezione nelle persone. Quindi l'affermazione in se per se è ingannevole.
Nel BDSM i rapporti M/s non hanno una durata prestabilita né negoziata. In genere terminano quando il rapporto stesso si esaurisce per le più svariate motivazioni. Può essere negoziato e prestabilito in caso di sessioni tra play partners, ma queste non identificano un rapporto tra M/s.
Contratto:
Goreani - Non negoziato reciprocamente. Piuttosto è una dichiarazione di aspettative del Master sulla kajira.
Bdsm - Fondamentale, pre-negoziato e con intervalli regolari di verifica.
Attualmente, il contratto BDSM non ha alcun valore legale. E' statico in quanto le parti del rapporto M/s sono in continua evoluzione. L'accordo è per lo più verbale, con lo scambio reciproco degli intenti tra due (o più) persone consenzienti che pongono limiti alle pratiche. Può essere redatto a scopo ludico, ma non è obbligatorio.
Consenso:
Goreani - Non preso in considerazione. Ci si aspetta che la vera schiava/kajira non voglia altro che soddisfare il Master.
Bdsm - Fondamentale. All'inizio casuale, seguito da SSC (Safe Sane Consensual), che può svilupparsi in RACK (Risk Aware Consensual Kink), Edge o B.E.S.T.
Se nel mondo Gor non viene preso in considerazione, allora tutto ciò che ne deriva è abuso. L'abuso è un reato. Questo implica che non vi potrebbe essere, a livello legale e morale, una attuazione nella vita reale. Questo aspetto più di tutti gli altri denota manipolazione da parte del Master Gor, nei confronti della kajira.
La riduzione in schiavitù è illegale.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani cita quanto segue:
"Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma."
Il divieto di schiavitù è tra i più antichi del diritto internazionale consuetudinario. Risale al 1815 una Dichiarazione riguardante l’abolizione della tratta degli schiavi e venne susseguita da tutta una serie di Trattati Internazionali a garanzia della persona in quanto tale e che ne aboliscono lo stato di schiavitù.
Nel mondo BDSM, la slave di un Master inizia consensualmente un percorso con lui, esprime quindi la sua volontà a seguirlo. Ma se lui volesse obbligare la slave ad una pratica a lei non consona o facente parte dei limiti assoluti, la slave potrebbe in qualsiasi momento negargli il consenso per quella determinata pratica, e il Master deve astenersi dal metterla in atto.
Nel mondo Gor, una slave si dona volontariamente al proprio Padrone, ma non ha la stessa possibilità della sua rispettiva BDSMer.
Se nel primo caso non è presente alcun abuso, nel secondo è palesemente abuso e reato.
Assomiglia, per certi versi, a quella che in psicologia viene definita Sindrome di Stoccolma, ovvero compiere atti contrari alla propria persona perché si è in una condizione di abuso da parte del proprio carnefice e per istinto di sopravvivenza si accetta tutto.
Non voglio inoltrarmi nei risvolti psicologici di questo delicato argomento, per maggiori approfondimenti fare riferimento alle fonti.
Per quanto riguarda le fondamenta del consenso nel BDSM, nello tabella si fa riferimento a SSC, RACK, Edge o B.E.S.T.
Personalmente, non conosco gli ultimi due (sarà mia cura, vista la mia curiosità, informarmi in merito), ma attualmente si sono aggiunti altri due framework degni di nota: il PRICK e il 4C. In tutti il concetto di consenso ne è il fondamento.
Collare:
Goreani - Comune. Un modo per indicare la proprietà di una schiava.
Bdsm - Comune. Un modo per indicare la proprietà di una schiava. Alcune potrebbero avere un collare "quotidiano" o permanente.
Appartenenza:
Goreani - Assoluta. Corpo, mente, cuore e anima per tutto il tempo che il Master desidera.
Bdsm - Assoluta ma condizionale. Corpo, mente, cuore e anima per tutto il tempo che si desidera da entrambe le parti.
Richiesta di liberazione:
Goreani - Il Master è il solo che ha voce in capitolo. La schiava può supplicare, ma è una decisione assoluta da parte del Master.
Bdsm - Spesso pre-negoziata. Le condizioni scritte nel contratto vengono seguite.
Non è solo il contratto in ambito BDSM che ne determina gli aspetti. Contratto che, come già affermato, spesso non viene stilato a causa della sua inutilità.
La richiesta di liberazione può essere imposta, da parte della slave, in qualsiasi momento decada (per i motivi più disparati) la fiducia nei confronti del Master.
Sesso:
Goreani - Il Master impone le aspettative . Spesso è solo una parte dell'essere schiava.
Bdsm - Opzionale. Pre-negoziato.
Scenari/pratiche:
Goreani - Non prese in considerazione. Il gioco di ruolo non è possibile. Sei o non sei Master/schiava
Bdsm - Il punto focale. La sessione/le scene diventano uno stile di vita attivo 24 ore su 24, funzionale e reciprocamente gratificante.
Questo punto a mio avviso non è chiaro.
Perché se si afferma che in Gor si è sempre in ruolo, allo stesso modo si afferma che in BDSM si vive un 24/7, di conseguenza anche qui si sarebbe sempre in ruolo.
Nella realtà dei fatti vivere un 24/7 sul lungo periodo è decisamente pesante, per entrambi i ruoli ma soprattutto per il Master che deve controllare l'esatto svolgimento della giornata della slave.
Un 24/7 può essere applicato per brevi periodi, oppure come spesso accade, possono coesistere momenti di sessione e quindi di rapporto verticale con momenti di rapporto paritario al di fuori della sessione. Tranne alcune eccezioni, quest'ultima è la formula più utilizzata, anche a causa delle esigenze quotidiane di tutte le parti (famiglia, lavoro, rapporti interpersonali, ecc).
Goreani - I colpi sono solo per punizione. Quando i Master sono scontenti della kajira. Si punta però sulla educazione morale della kajira.
Bdsm - L'impatto è riservato esclusivamente alla sessione. Le punizioni sono raramente focalizzate sull'impatto, sono più radicate nel dispiacere grave non fisico, ma sono pre-negoziate nel contratto.
Bondage:
Goreani - Solo per applicazioni pratiche. Per imprigionare o punire la kajira.
Bdsm - Principalmente come strumenti nella sessione che sono reciprocamente gratificanti. Può essere anche per applicazioni pratiche o punizioni.
Responsabilità principali:
Goreani - Prendersi cura di nient'altro che dei bisogni e della felicità del Master, incondizionatamente.
Bdsm - Attraverso la cura dei bisogni del Master e seguendo i suoi insegnamenti, la schiava tende a prendersi cura della sua propria salute a lungo termine.
Letta così il punto di vista Gor potrebbe anche apparire come qualcosa di estremamente romantico. Quello che nasconde però, e che a mio avviso non è da sottovalutare, è il termine "incondizionatamente".
Questo implica schiacciare se stessi per il bene del Padrone. Annullarsi per lui. Agire anche a discapito di se stessi per appagarlo. De-personalizzarsi. Diventare unico "oggetto" del piacere del Padrone. Oggetto, non soggetto.
Tutto questo è un atteggiamento manipolatorio atto a inibire la personalità della kajira. E' anch'esso un sopruso.
Aspettative personali:
Goreani - Non tenute in considerazione. La kajira deve solo desiderare di compiacere il Master in ogni momento senza domande o altre considerazioni.
Bdsm - Fondamentali. Il Master usa spesso lo scambio di potere come strumento per aiutare la schiava a realizzare i suoi obiettivi di vita.
Come per le "Responsabilità principali" anche qui la kajira non ha nessuna voce in capitolo, di conseguenza è attuato un sopruso al suo essere inteso come persona.
Sicurezza:
Goreani - Qualunque cosa sia ragionevole per il Master. Può variare a seconda di quanto il Master desidera mantenere la kajira.
Bdsm - Fondamentale. Se pre-negoziata può estendersi a qualsiasi cosa il Master ritenga di applicarla.
Nel mondo Gor il Master ha anche il diritto di vita o di morte della kajira.
Questo aspetto, da molti non preso in considerazione, la dice lunga su come la "ragionevolezza" del Master significhi tutto e nulla. Per esempio, le pratiche di Snuff, nel mondo Gor sarebbero legittimate. Nel mondo reale sono reati penali.
Ma senza voler parlare necessariamente di morte, se per il Master goreano è accettabile o ragionevole buttarsi giù da un tetto, la kajira è tenuta a farlo. Non ha diritto di opporsi e di contrariarsi.
E se il Master goreano è uno psicolabile sadico sociopatico?
Nel BDSM invece non deve essere solo pre-negoziata, si deve accettare l'esistenza di una forma di rischio (nulla è sicuro al 100%), ma in base a questa consapevolezza ci si deve attenere al buon senso e usare tutti i mezzi possibili per garantire la corretta esecuzione delle pratiche.
Un Master BDSM non chiederebbe mai di lanciarsi da un tetto.
Un Master BDSM non sottoporrebbe mai la slave ad una pratica alla quale lei non ha dato esplicitamente consenso.
Compiacere i “Liberi”:
Goreani - I “Liberi” è un concetto prettamente goreano. Ci si aspetta che la kajira soddisfi tutte le "persone libere" senza domande. Previsto dal Master.
Bdsm - Le "Persone libere" o l'equivalente devono essere autorizzati dal Master e sono spesso oggetto di pre-negoziato.
Anche questo punto non mi è del tutto chiaro. Cosa significa "compiacere" in questo contesto?
Se significa essere educati o rivolgersi agli altri con riverenza allora posso comprendere faccia parte dell'educazione della slave.
Ma se invece significasse essere usata da altri?
Dietro compenso sarebbe l'equivalente della prostituzione, considerato poi che la kajira non possiede nulla i proventi andrebbero al Master goreano, che si macchierebbe, in questo modo, di sfruttamento della prostituzione.
Senza compenso sarebbe invece equivalente al prestito di un oggetto e come tale si porterebbe alla luce, nuovamente, la de-personalizzazione della kajira.
In ambito BDSM il prestito temporaneo ad un altro Master è previsto e prende il nome di cessione della slave. Non è decisione unilaterale del Master ma è invece concordata con la slave, il Master inoltre è tenuto a porre limiti e restrizioni nei confronti del Master ricevente e a controllare che tutto stia andando secondo disposizioni. Non è pratica molto diffusa, sia per una reale difficoltà della slave ad affidarsi ad un Master diverso dal proprio, sia a causa di perplessità del Master nei confronti di eventuali riceventi. Poi vi è anche un'altra questione, delicata, che riguarda un po' la gelosia del Master cedente. In genere, un Master che abbia trovato la sua slave se la tiene ben stretta.
Legami familiari:
Goreani - Non necessario. La schiava è proprietà e non le viene data considerazione personale se non concesso.
Bdsm - Fondamentale. I legami familiari e familiari allargati sono tenuti spesso in considerazione per il benessere emotivo della schiava.
Com'è possibile privare una persona dei suoi affetti?
Com'è possibile che una persona lasci che un'altra la usi come essere inferiore o peggio come un oggetto, privandola addirittura dei suoi affetti?
In Gor sembra naturale.
Per me è manipolazione di un animo fragile.
Origini:
Goreani - Una serie di romanzi di fantascienza scritti da John Norman. Piuttosto seguito da comunità online, più raramente praticato nella vita reale.
Bdsm - Per lo più intuitivo, ma spesso scaturito da opere di finzione e saggistica come quelle di John Norman, Robert Heinlein ecc.
Asserito che Gor si ispira ai romanzi di fantascienza di Norman, non si può dire lo stesso del BDSM attuale. L'SM si è ispirato alle esperienze del Marchese de Sade e agli scritti di Leopold von Sacher-Masoch, da cui sono derivati i termini sadismo e masochismo.
Ma il BDSM attuale nasce da un esigenza sociale di distinguere la propria sfera erotica da un SM patologico. Le basi della demarcazione tra SM patologico e BDSM erano fondate sul concetto di consenso (assente nel sadomasochismo).
Quindi nessuna opera di finzione nelle origini del BDSM, tanto più che lo stesso ambiente è sempre in continua evoluzione, fondandosi su esigenze reali della società che lo vive.
Al contrario, Gor è statico, perché si fonda su scritti e filosofia ben definiti che non hanno la possibilità di essere né ampliati, né tantomeno possono assecondare le esigenze di chi li vive. Ecco un altro motivo per cui l'applicazione nella vita reale di Gor risulta identificabile ad un GDR.
Applicazione nella vita reale 24/7:
Goreani - Non sicuro ne raccomandato dal Fondatore.
Bdsm - Può essere fatto se pre-negoziato e se vengono effettuati i corretti controlli e bilanci.
Verissimo. Ma di fatto chi applica la filosofia goreana come stile di vita la applica 24/7, come già preannunciato dall'affermazione di essere sempre in ruolo.
Quindi a differenza del fondatore stesso, questa regola in Gor nella vita reale è stata completamente stravolta.
Concludendo.
Sono slave ma sono prima di tutto persona. Non ammetto che la mia persona venga oggettivizzata.
Non ammetto la de-personalizzazione e l'annullamento della personalità.
Non ammetto che i racconti e i deliri di uno scrittore misogino vengano messi in atto nella vita reale.
Un Master guarda l'animo della sua slave e ne carpisce le potenzialità. La prende per mano e la fa crescere, migliorandola nel suo essere. Proteggendola dalle ingiustizie ed aiutandola a proteggersi.
Un Master accompagna la sua slave dentro il suo mondo, dal quale entrambi, (entrambi) trarranno piacere e giovamento. Insieme percorreranno un cammino, insieme raggiungeranno degli obiettivi ed ognuno dei due si troverà soddisfatto di ciò che ha vissuto. Avranno aggiunto, alla loro esistenza. Non tolto.
Una slave guarda l'animo del suo Master e ne carpisce i tratti, ne avverte la sintonia. Si lascia prendere per mano, rendendolo orgoglioso e arricchendolo di quel qualcosa che lui non dimenticherà mai. L'esperienza. Si farà proteggere, vedendo in lui il suo porto sicuro. Si lascerà guidare per la sua via, fidandosi della sua mano, della sua presa, sfidando con lui le intemperie, dalle quali risulteranno entrambi (entrambi) vincitori. Insieme percorreranno un cammino, insieme raggiungeranno degli obiettivi ed ognuno dei due si troverà soddisfatto di ciò che ha vissuto. Avranno aggiunto, alla loro esistenza. Non tolto.
Questo genere di legame così profondo non è un gioco di ruolo. E' qualcosa che scorre nelle vene. E' un bisogno dell'anima.
Fonti:
Articolo 4 - Divieto di schiavitù - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Sindrome di Stoccolma
Attaccamento al proprio carnefice.
Un autore che amo, Hans Zimmer, insieme ad un altro autore che ho scoperto attraverso lui, Rupert Gregson-Williams, esprimono quello che provo oggi. Segna la fine di un epoca, e l'inizio di un'altra.
Questo brano, colonna sonora del film "The Crown" accompagna le scene del decesso di Giorgio VI, Re del Regno Unito. Alla giovane età di 25 anni, Elisabetta divenne Regina del Regno Unito di Gran Bretagna, dell'Irlanda del Nord, e dei paesi appartenenti al Commonwealth. La sua giovinezza e spensieratezza sparirono in un attimo, per lasciare spazio alle responsabilità che doveva assumersi nei confronti del Regno, della Corona e di Dio. Ad ognuno, le proprie responsabilità.





























