sabato 27 giugno 2020

Figging che passione!! (Anal Discipline)

Mi capita fin troppo spesso di ricevere messaggi privati dove mi si fanno diverse domande sul figging, che è la pratica in cui si inserisce la radice di zenzero (o ginger) nel retto.
Pratica che provoca un piacere intenso, se si è masochisti, anche se a volte non viene apprezzato.

Consigli per l'uso:

  1. Acquistare una radice sufficientemente grande da poterle fare assumere la forma di plug. 
  2. Spelare e inserire nel minor tempo possibile, perchè dalla spelatura l'effetto dura dai 20 ai 25 minuti, non di più.
  3. Il ginger o si ama, o si odia. Per renderlo più piacevole, dotarsi di strumenti che potenzino il piacere (es: Magic Wand)
  4. Prima di infliggerlo a quancun@, consiglio di provarlo in prima persona, perchè le sensazioni sono talmente personali e travolgenti che spesso sono difficili da spiegare. 
  5. La prima volta eviterei di infliggerlo in sessione, perchè se non dovesse piacere potrebbe influire sulla buona riuscita della sessione stessa. Consiglio quindi una prova preventiva al di fuori della sessione. 
Ulteriori informazioni:
  • Non va lavato ne sterilizzato perchè altrimenti si affievolisce l'effetto. 
  • Nella vagina comporta un lieve pizzicore, molto diverso dall'effetto provocato analmente. 
  • E' un antinfiammatorio naturale, quindi non ci sono particolari precauzioni da prendere, salvo astenersi dall'utilizzo in caso di ragadi e/o emorroidi (come si dovrebbe evitare, in tal caso, qualsiasi pratica anale).
  • Se si realizza la forma di plug, non c'è pericolo che entri ne che si spezzi. Ma se dovesse capitare, si recupera come si recupererebbe qualsiasi altro oggetto (anche in modo naturale). 
  • L'effetto si esaurisce dopo pochi minuti (max 25) quindi non serve nulla per alleviarlo. Si "spegne" da solo. 
Ora vi espongo le mie impressioni a seguito della mia "prima volta" con il ginger! 😁


Il mio nuovo amico Ginger

Ne avevo sentito parlare diverse volte, come qualcosa di strabiliante, meglio del mio temutissimo peperoncino, meglio del omissis, meglio del dentifricio ed ancora del pepe nero..

Il più delle volte detto da uomini che lo avevano fatto provare alle loro slave, il che non mi dava tanta affidabilità, non avendolo provato su loro stessi.

Al che mi venne in mente quando mia mamma, tempo fa, mi regalò un sacchettino di zenzero essiccato e zuccherato, ed io per quanto golosa possa essere dopo averne assaggiato un pezzettino, lo sputai prontamente, visto quello strano sapore speziato misto a zucchero.

Ma ritorniamo a noi.

Andai dal fruttivendolo che mi diede 2 radici.

Tornata a casa ne provai un po' nel sugo di maccheroncini al torchio e fu delizioso. Sapore intenso e speziato, riconoscibilissimo. 

Nel pomeriggio mi preparai per goderne diversamente!

Arrivai in camera e mi accovacciai per infilarmelo. Guardai l'ora. 
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La prima sensazione è un lieve bruciore al culo, nulla di trascendentale. 
Pizzica un po' .. brucia lievemente, qualcosa di sopportabile comunque. 

Mi giro a pancia in giù e mi accorgo di avere la figa già bagnata.
Mi piace l'idea..

Il bruciore sembra abbandonare l'ano e irradiarsi nel culo... ma non localmente, dove il ginger tocca, sembra amplificato all'interno dello sfintere. 

Inizio a sfregare la figa sulle lenzuola, quasi a voler stuzzicare il clito.

Cazzo ora brucia si!! Sembra sentire sulla punta del ginger qualcosa che faccia eco dentro a tutto il culo e sale una voglia assassina di godere. Lo devo spingere con un dito perchè tende ad uscire e mi sento, allargando le cosce, di essere completamente fradicia e colante. 

Cazzo che voglia, mi sento cagna, lo sono cazzo, colo senza ritegno. 
Parte la figa, parte la testa.. prende come se vorresti fossero fatte in quell'istante le peggio cose. 

Infilo la mano tra il mio ventre e il materasso e mi rovino il clitoride con le unghie, perchè troppo bagnata. 
La saliva mi cola sul cuscino mista al sudore, fa un caldo assurdo. 

Vengo e vengo e vengo ancora non so quante volte e mi sento trasportata dagli orgasmi, ormai il bruciore si sta repentinamente affievolendo ma non mi importa, continuo a stropicciare violentemente il clitoride.
Sfocio in un orgasmo talmente intenso che mi assale un potente mal di testa. 
Respiro, affannosamente, ma ad ampie boccate. 
Controllo l'orario. 
21 minuti. 

E riprendo "conoscenza".. con il mio nuovo compagno di giochi. 💖







giovedì 4 giugno 2020

Ciò che pretendo

Man mano che avanzo con gli anni mi attacco sempre di più alla mia pellaccia, quindi mi preme informare che chiunque desideri avere a che fare con me, con penetrazioni sessuali e/o contatti sessuali, deve presentare preventivamente le analisi negative delle MST spedite in copia originale all'indirizzo mail che sarà fornito.
Ovviamente anche io fornirò gli stessi referti.

Premesse:
• non mi importa doniate il sangue, il midollo o qualsiasi altra cosa. Mi importano analisi quanto più recenti possibili (di meno di un mese dal contatto).
se avete una vita sessuale promiscua, fatta di rapporti poliamorosi e/o plurimi, statemi lontano a priori. 

Screening di: 
- Epatite A (facoltativa)
- Epatite B (obbligatoria)
- Epatite C (obbligatoria)
- Sifilide (obbligatoria)
- HIV (obbligatoria)
- HPV (obbligatoria per le donne)

Nel caso in cui le persone dovessero rifiutare di presentare il referto delle analisi, allora io potrò rifiutare di avere qualsiasi contatto con loro.

Richiedo inoltre che suddette analisi vengano ripetute e presentate a tutti i soggetti coinvolti nella relazione con periodicità annuale.



domenica 31 maggio 2020

PILLOLE: Consiglio per i/le novizi/e

Sento spesso parlare di gente che si butta nella mischia, quasi in modo incosciente, per poi rimanerne scottato o shockato. Altri che si affidano al primo che capita, con gli stessi risultati. Sia che il vostro BDSM sia solo un gioco o sia che ve lo sentiate dentro scorrere nelle vene, il mio personale consiglio è il seguente.

Informati, leggi tantissimo, senti pareri contrapposti e mixa tutto iniziando a fartene uno tuo. Frequenta Munch se puoi, dopo che hai già acquisito un'infarinatura di base. Leggi, leggi, leggi tantissimo. E scrivi di te. Nelle tue parole puoi trovare segreti inestimabili. Se ti va e se ti piacciono frequenta anche party, dove magari incontrerai chi hai conosciuto solo online. Prova ad immedesimarti in quello che vedi, ed osserva come il tuo corpo e la tua mente reagiscono.

Sii coscienzioso e rispettoso di te stesso e della tua salute.

Solo dopo, inizia a frequentare il tuo corrispettivo (Top o bottom che sia). Avrai modo, attraverso le conoscenze e le opinioni che ti sarai fatto, di scoprire se è la persona giusta per te. Ascolta anche cosa dicono di lui/lei coloro che ti hanno preceduto.
In caso contrario, sarai un po' come un coniglio in mezzo ad un branco di lupi.
Buona fortuna!!


martedì 26 maggio 2020

PILLOLE: Masochismo nel BDSM

I rapporti BDSM e più in particolare i rapporti Master-Mistress/slave si fondano sul Masochismo (e nel suo corrispettivo Sadismo).

Clinicamente, il masochismo è stato per lungo tempo considerato una devianza, una patologia da "correggere" a livello psichiatrico. Nel tempo le cose sono cambiate e sono state definite in quello che viene indicato come DSM-5. Per approfondimenti leggere in calce. 

In questa sede desidero solamente spiegare in cosa consiste il Masochismo nel BDSM.
Esso è composto da due categorie:
• Masochismo fisico
• Masochismo emotivo

Masochismo fisico
Facile a dirsi: l@ slave riceve piacere/gode attraverso il dolore fisico (non autolesionistico). Per farla breve se ci si chiude il dito in un cassetto non si prova piacere, anzi al contrario magari il tutto viene colorito da qualche imprecazione. Nel caso invece in cui un Top sadico impartisca il dolore all@ slave, allora non solo questo crea eccitazione, ma spesso è anche il veicolo per raggiungere l'orgasmo.

Masochismo emotivo
E' caratterizzato dalle umiliazioni. Nel mondo vanilla molte espressioni verbali (cagna, troia, ecc.) così come alcune pratiche vengono considerate umilianti. Nel BDSM, l@ slave non ha la stessa percezione. Comprende che nel mondo vanilla siano pratiche/espressioni umilianti ma non le vive (nel suo rapporto M/s) come tali. Ecco quindi che essere chiamata "cagna" dal proprio Top, o ricevere sputi, o pissing, o essere esibita in pubblico in quelle che si potrebbero considerare situazioni imbarazzanti vengono vissute con piacere ed orgoglio, causando anch'esse eccitazione.

Per approfondimenti su DSM-5:
Parafilia: Definizione e Differenze con il disturbo parafilico
Lista delle parafilie
American Psychiatric Association: DSM-5
Facebook DSM-5 Pagina Italiana
DSM-5 In rete


domenica 1 marzo 2020

Piacere, sono un Narcisista Patologico maligno

E' un testo tratto da web, quindi non ha nessun mio contributo se non, forse, un minimo di formattazione.

Ci sono cascata di nuovo. Ma la consapevolezza aiuta. E ci si rialza. Grazie a tutte le amiche che mi stanno supportando (e sopportando) in questo periodo. Un bacio a tutte voi! 😘

Attenzione a tutte, perchè i narcisisti patologici si mischiano facilmente in mezzo ai Master, la cessione del potere, il controllo, la dominanza. E' quello che ricercano e noi slave gliele offriamo su un piatto d'argento. Un narcisista patologico non è un Master, è solo un abile attore.

ECCO COSA TI ASPETTA.

1. Ti farò sentire la persona più fortunata di questo mondo. Ti farò toccare il cielo con un dito, ti farò volare così in alto che ti sembrerà di essere finita dentro una favola. Grazie a me proverai emozioni mai provate, ti farò battere il cuore così forte come non ti è mai successo prima di me, ti farò sognare e sperare con le lacrime agli occhi, ti farò provare un'euforia di tale intensità che ti sembrerà di essere pazza. Quello che ancora non sai è che arriverai a maledire il giorno in cui mi hai conosciuto, che ti farò cadere così in basso e così rovinosamente che non vorrai più vivere. Quello sarà il prezzo da pagare per il tempo e le cure che mi avrai dedicato.

2. Tutto quello che mi dirai, prima o poi verrà usato contro di te. Raccoglierò attentamente tutti i tuoi dati sensibili, studierò le tue debolezze, i tuoi valori morali, la tua capacità di sacrificio e, ogni volta che mi farà comodo, userò tutto quello che so su di te per farti sentire in colpa, manipolarti, minacciarti e distruggerti.

3. Ti farò fare cose mai fatte prima nella tua vita. Se non sai cosa significa gelosia e sei sempre stata per la fiducia totale e rispetto della privacy, ti trasformerò in una pazza paranoica che frugherà nelle mie tasche, passerà giornate intere in lacrime in attesa di un messaggio o una chiamata, controllando ossessivamente i miei accessi su Facebook, Messenger, WhatsApp etc. Ti farò sentire una persona insicura, brutta, inferiore, inadeguata, pazza, non degna di me, ti farò patire le pene d'inferno e vivere nel dubbio di avere delle rivali ad ogni angolo, ti farò perdere tempo, soldi, sonno, serenità e, infine, stima di te stessa.

4. Ti farò impazzire con il mio eloquio polemico e inconcludente, con i miei equilibrismi verbali, con i miei silenzi calcolati, con la mia freddezza e umiliazioni, che si alterneranno ai sempre più rari momenti di pace. Mentirò sempre e comunque, racconterò versioni ribaltate sulle mie ex, di cui parlerò male all'inizio (psicopatiche, stalker, isteriche, ossessive, soffocanti, ingiuste, fallite etc.) per farti sentire unica e speciale e poi ne parlerò bene alla fine (pazienti, tolleranti, ricche, buone, capaci, generose etc) per farti sentire una nullità.

5. Ti farò tremare, piangere e vivere nell'ansia costante, ti farò credere ogni giorno di aver sbagliato qualcosa, ti porterò a fingere, a tacere, a stare attenta a ogni tuo gesto e ogni tua parola rivolti a me; ti farò arrivare a chiedermi scusa anche perché respiri, mentre mi terrò il diritto di prenderti in giro, mentirti, tradirti, umiliarti ed insultarti e mai ti chiederò scusa per tutto ciò. Minimizzerò ogni mio errore (anzi, io di errori non ne faccio) e ne esagererò ogni tuo, negherò anche davanti all'evidenza i fatti avvenuti e le parole dette; quando ne avrò bisogno distorcerò la realtà con tale virtuosismo, che tu non sarai più sicura dei tuoi stessi sensi e dei tuoi ricordi.

6. Ti farò sentire sbagliata in qualunque caso: che tu mi ami o rispetti troppo o poco, che tu sia aperta, estroversa, impulsiva o chiusa, introversa e riflessiva. Ti farò vivere sulle spine e, con il tempo, ti farò cadere in depressione e malessere fisico.

7. Mentre sarò occupato a disintegrare la tua personalità, arruolerò parallelamente le nuove leve di vittime con cui ripeterò tutte le fasi perverse del mio rapporto con te e con cui tramerò contro di te quando sarai prossima a essere scaricata.

8. Ti farò sentire colpevole della rottura e di ogni cosa andata male nel nostro rapporto. Ti farò sentire responsabile delle mie bugie e dei miei tradimenti, ti farò provare l'orrore del sentirti morta dentro (in pratica la condizione in cui io vivo perennemente). Ti porterò via ogni cosa che non posso avere io (valori morali, positività, stabilità, affetti familiari e amicizie sincere) e che non sono in grado di provare (amore, gioia di vivere, rispetto, fiducia nel prossimo etc). Distruggerò tutto ciò che possiedi di bello, e in cambio ti darò solo cose brutte: sofferenza, negatività, cinismo, dolore, risentimento, amarezza, apatia, rabbia, dubbi, sensi di colpa e voglia di morire.

9. Quando ti avrò prosciugata e non avrai più nulla da offrire, ti butterò fuori dalla mia vita come un oggetto vecchio, rotto e inutile e ti sostituirò con un'altra vittima, più interessante in quel momento perché ancora piena di vita, di gioia e di speranza.

10. Ti infliggerò dolore, sarà questa la punizione più dura per esserti permessa di aver conosciuto il vero me.

11. Se ti vedrò tornare a sorridere alla vita ed essere di nuovo felice, lo prenderò come un affronto personale perché significherà che non mi pensi più, quindi tornerò sui miei passi e cercherò di annientarti di nuovo.

12. Quello che dovresti sapere è che qualunque cosa io dica o faccia, è valida solo ed esclusivamente in quel preciso momento. Non ho tutte le tue seghe mentali (valori morali, sentimenti, profonde convinzioni e idee radicate su qualcosa), dentro di me ho tutto e il contrario di tutto, e non mi faccio problemi a contraddirmi, a cambiare versione su qualunque cosa in caso di necessità. Dunque tu parti svantaggiata.

13. Dopo l'esperienza con me imparerai che le parole non valgono niente, che i sentimenti possono essere recitati, che per fare del male a qualcuno non è necessario avere un motivo. Proverai sulla tua pelle il male gratuito e perverso.

14. Se riuscirai a sopravvivere alla devastazione della tua vita e del tuo essere che avrò prodotto, un giorno mi ringrazierai per averti resa più forte e per averti insegnato ESATTAMENTE CIÒ CHE NON VUOI ESSERE: UN MORTO VIVENTE.

IO SONO UN MORTO VIVENTE.







mercoledì 26 febbraio 2020

DifferenzE tra sub e slave

Sebbene io abbia già fatto un post sulle principali differenze tra i vari ruoli qui sembra che il popolo BDSM attuale non conosca affatto i principi base, facendo un minestrone di termini e concetti, solo perchè forse li hanno letti da qualcuno e li ripetono a pappagallo, senza ragionarci autonomamente.

Una teoria che recentemente ho risentito dopo tanto tempo (e sinceramente speravo di non sentire più) è che "il/la sub è tale perchè senza Padrone, mentre quando lo trova diventa slave". E per validare la sciocchezza appena detta è stato aggiunto:
  "Un laureato in legge non è un avvocato"

Ma per davvero?? Vogliamo paragonare uno stato del carattere con l'istruzione acquisita?

L'essere slave, è una qualità caratteriale. Un bisogno dell'anima. Non si impara, lo si è. Così come si nasce con gli occhi azzurri e quelli rimarranno per tutto il corso dell'esistenza.

Una persona che decide di iscriversi alla facoltà di legge, si laurea e attraverso lo studio acquisito e gli esami sostenuti e superati diventa avvocato, acquisisce un livello di istruzione. Non è un bisogno dell'anima, è cultura. Qualcosa che si apprende.




Detta questa premessa e posto che:
- la schiavitù è stata abolita;
- tutti i soggetti coinvolti nei rapporti BDSM hanno limiti che devono essere rispettati;
ecco le principali differenze.


SUB SLAVE
Chi è il suo corrispettivo? Dom/Domme Master/Mistress
Cosa vuole soddisfare? Il suo piacere Il piacere del/la Master/Mistress
Il soddisfacimento del piacere è prevalentemente: Fisico Mentale, poi fisico
Cosa gli interessa? Le pratiche Il legame
Qual è lo scopo del rapporto? Giocare con quello che pensa
che gli/le piaccia
Esplorare se stessi, crescere, seguire il/la Master/Mistress
Ha limiti? SI SI
Molti? SI NO
Pone restrizioni alle pratiche accettate? SI NO
Cede il potere? SI SI
In modo totale (nel rispetto dei limiti)? SI SI
E' masochista? SI, ma con restrizioni SI
Ha un carattere strutturalmente forte? non necessariamente SI
E' di indole remissiva? SI (eccezione per le brat) NO
E' un player? SI NO
Si mette in discussione per superare i propri tabù? NO SI
Segue un percorso con il corrispettivo? NO SI
E' uno stato che si impara? SI NO
Può smettere di essere tale? SI NO








venerdì 17 gennaio 2020

PILLOLE: Essere troia e fare la troia

Dopo parecchio tempo di silenzio, ho deciso di inaugurare una sorta di Rubrica. Uno spazio per sviscerare argomenti importanti, ma che non necessitano di una analisi completa: Pillole, per l'appunto.

Inizio oggi con un argomento che mi sta "colpendo" in questi giorni, a seguito di una persona che sto imparando a conoscere e dalla quale presto mi allontanerò.
Buona lettura!

Partendo dal presupposto che ogni slave è fondamentalmente troia (altrimenti l'appellativo "cagna" non avrebbe senso) c'è una sostanziale differenza tra l'esserlo e farlo.

Essere troia o cagna significa essere una persona disinibita, alla quale piace vivere il proprio essere per e con una persona che lei ritiene il destinatario della sua troiaggine. Essere troia/cagna per un Master significa non aver timore di lasciarsi andare, anche nelle porcaggini più estreme, di seguirlo e di condividere insieme a lui fantasie e pratiche, sorridendo di esse e delle soddisfazioni con lui ottenute.
Non c'è malizia, non ci sono step studiati a tavolino da seguire, è semplicemente parte del proprio essere.
Essere troia si esprime quindi solo e soltanto nei confronti di quella determinata persona.

Fare la troia, al contrario, è un mezzo per ottenere qualcosa dall@ person@ alla quale l'attenzione è rivolta, solo come strumento di scambio.
E' una sorta di transazione, si fa la troia per ottenere un risultato. Non c'è nulla di emotivo, nessuna connessione specifica, se non un obiettivo da raggiungere.
Allora si fa la troia per ricevere soldi, sesso, attenzioni e compensare le proprie voglie.
Non è qualcosa di condiviso, è mero raggiungimento dei propri bisogni egocentrici.
Fare la troia è un atteggiamento che si impara, si affina e di solito è rivolto a più persone, perchè le voglie e i desideri egocentrici sono di varia natura (come detto prima soldi, sesso, attenzioni, ecc ecc).
Tutto il procedimento malizioso nel quale fare la troia si esplica è studiato con step precisi, a partire dal provocare senza mai fare (o facendo pochi) passi verso le "vittime" alimentando così il loro desiderio e facendoli cadere nella trappola del "corteggiamento". In parole povere significa fare la difficile (sempre continuando a maliziare) o fingere di non riuscire a fare una cosa (che potrebbe far benissimo) per ingannare la vittima, in modo che nel momento in cui la vittima riceve una briciola la interpreti come un tesoro e si comporti di conseguenza. E' pura manipolazione. 

Essere troia è una caratteristica delle/degli slave. Fare la troia no. 

venerdì 24 maggio 2019

La scuola di Luigi

Chi caspita è Luigi?

Bella domanda!! Beh che io sappia questo è l'unico documento che qualcuno troverà online riguardo Luigi e i suoi insegnamenti.

Occorre però che io faccia una breve premessa:
un po' di tempo fa ho conosciuto una tizia (che da ora in poi chiamerò Tizia) molto presente su Facebook, con un gruppo segreto e una pagina piuttosto seguita, presente con 3 profili diversi che le servono probabilmente per mostrarsi in Facebook attraverso contatti "reali" e contatti relativi al BDSM.

Inizialmente Tizia mi sembrava con un po' di sale in zucca (anche se di tanto in tanto alternava con comportamenti inusuali) e quindi ho deciso di fare domanda per entrare nel suo gruppo segreto. A poco a poco ci siamo conosciute più approfonditamente e mi ha raccontato di essere stata "allieva" di Luigi, il suo mentore, 21 anni prima, quando lei era appena 18enne, insieme al suo ragazzo di allora.

Ebbene, da quanto afferma Tizia, Luigi era un uomo di 58 anni italo-americano titolare di un'azienda per la quale viaggiava molto ed aveva appreso dalle varie culture i diversi tipi di sottomissione, facendosi un'idea personale di come sarebbe dovuto essere il rapporto BDSM e decise quindi, ben 21 anni fa, di iniziare ad insegnarlo proclamandosi (o facendosi proclamare) "mentore".
Sempre a detta di Tizia gli adepti contavano circa 60.000 in tutto il mondo anche se attualmente se ne contano solo una decina a Roma, perchè gli altri 59.990 si sono persi seguendo altre scuole di pensiero.
La scuola non venne mai "battezzata" con un nome, quindi tra loro decisero di chiamarla "La scuola di Luigi".

Pochi giorni dopo invitai il mio Master nel gruppo e in un post, a seguito di un rispettoso scambio di opinioni dove Mastro chiedeva maggiori informazioni riguardo Luigi, Tizia si è chiusa a riccio e ci ha espulsi dal gruppo.

Fatta questa premessa, è il momento di scoprire le regole che Tizia si è sentita di esprimere:

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? Il Dom.

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

7) Altre, di cui non ci è dato sapere.

Questo è quanto. Ah dimenticavo la cosa più importante: E' TUTTO UNA GRAN CRETINATA!!

Qualcuno forse si chiederà il motivo per cui ho deciso di scrivere un post come questo, dando forse (l'unica) visibilità a questa enorme cagata.

Perchè Tizia sta tentando di indottrinare persone meno esperte, difendendo a spada tratta la sua versione, o per lo meno, quella che ha imparato da Luigi, attraverso il suo gruppo di Facebook.
Per altruismo, perchè anche io sono stata novizia e per fortuna essendo cauta, ho sempre diffidato da chi voleva imporre il suo modo di vedere le cose.

A titolo informativo ho chiesto a diverse persone (romani e non, giovani e meno giovani, più o meno inserite nell'ambiente) su diversi siti, se abbiano mai sentito parlare di Luigi e della sua scuola. La risposta è stata NO su tutti i siti e da tutte le persone coinvolte.
Ipotizzando che questa scuola sia realmente esistita e che non siano le fantasie di Tizia per darsi tono e/o per destare curiosità, ci sono diversi aspetti che sono totalmente errati e su cui è necessario fare chiarezza.

Prima cagata: non esistono scuole di BDSM o corsi o lauree o master in cui una persona possa insegnare il "giusto" BDSM. 
Perchè?
Perchè il BDSM è uno stile di vita, che è insito in chi lo vive ed è SEMPRE soggettivo. Quello che può piacere a me, può non piacere a te e viceversa.
Le uniche regole esistenti sono quelle dettate dal buon senso, e dal rispetto della legge vigente.
Nessuno può arrogarsi il diritto di detenere le regole del BDSM, nè di stabilire cosa debba essere fatto e cosa no (sempre nel limite del rispetto del/i partner e della legge). Nessuno.
Conseguentemente, non possono esistere mentori, insegnanti o guru di una pluralità di persone.
L'unica eccezione consiste nei corsi per alcune pratiche, dalla verberazione al bondage per consentire di mettere in atto suddette pratiche in sicurezza e senza ledere al bottom. Ma non sono corsi di BDSM, sono corsi di pratiche.

Ma vediamo un po' di analizzare le regole di Luigi..

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? 

Secondo Tizia, citandola: "Esclusivamente il Dom.
La slave decide a chi appartenere, pone i limiti, blocca il gioco se necessario e se dice no e' no, non esiste Dom che tenga, ma sono solo 3 anni che ripeto la stessa cosa, e mi meraviglio ancora a leggere certe risposte.
Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa e puntualmente c'è ancora gente che mi risponde la Sleeve o entrambi il rapporto bilaterale Quello è sicuro perché per quanto ci sia un rapporto verticale il rapporto è bilaterale ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno."
Ed ancora:
"il rapporto ruota intorno alla necessità della Sleeve non del master è inutile che continuate a dire leggiamo libri su libri entrambi il rapporto è bilaterale No non è così."

Per prima la cosa, la domanda, così formulata è errata. 
Tutti coloro che si avvicinano al BDSM sanno (o dovrebbero sapere) che:

  • A Dom/Domme corrisponde sub
  • A Master/Mistress corrisponde slave
  • A DomDaddy corrispondono Little Girl e Baby Girl
  • A sadico corrisponde masochista. 
Chiedere chi tra Dom e slave è lo schiavo del rapporto è fare un miscuglio di una cosa non mischiabile. 
A domanda errata la risposta non può essere che errata. Eppure Luigi era un mentore!! 😂

A seconda, invece, della domanda corretta si avranno risposte differenti. 

Se fosse stata:
- Tra Dom e sub, la risposta corretta sarebbe stata nessuno dei due.
- Tra Master e slave, la risposta corretta sarebbe stata entrambi.

Esplico.
Dom e sub sono persone che possono esprimere la loro natura indipendentemente dall'ambito BDSM, possono essere dominanti o subordinati caratterialmente, con gli amici, con i colleghi e con i parenti. Se si incontrano in un rapporto BDSM entrambi hanno limiti oltre i quali non andranno, entrambi possono vivere il BDSM con o senza appartenenza, possono "limitarsi a giocare" con la consapevolezza che ognuno dei due non si metterà in discussione. L'unico interesse condiviso è quello di "giocare".
Il discorso riguardante i limiti poi ne è il fulcro. Il sub generalmente non è masochista, proprio perchè pone limiti sia sul dove si possa arrivare in una determinata pratica, sia sulla pratiche in sè. Non è disposto a superare se stesso, a mettersi in discussione, quindi l'essere masochista è nettamente in contrasto con questa figura.
Fondamentalmente potrebbero essere schiavi del loro personale interesse, quindi nel rapporto tra due, la risposta corretta è nessuno.

Master e slave al contrario non possono fare a meno dell'esistenza del loro corrispettivo. Entrambi generalmente hanno un carattere forte, non si potrebbe essere slave senza un carattere ben strutturato.
Sia il Master sia la slave rifiutano pratiche a loro non gradevoli, ma non pongono limiti nell'esecuzione delle altre, proprio perchè è caratteristica della slave quella di mettersi alla prova e tentare di superare i propri ostacoli. Per questo motivo la slave è generalmente anche masochista.
Ognuno dei due gode nel dare piacere all'altro (o non gode, nel caso di punizioni), entrambi perderebbero senso se non condividessero un rapporto con la controparte. Responsabilità e controllo sono principalmente nelle mani (e soprattutto nella testa) del Master, ma è grazie proprio a questo enorme potere ceduto dalla slave che il Master prova godimento, sia a livello mentale che fisico.
La slave si offre per appartenere al proprio Master, ma sarà quest'ultimo a decidere se accettare o meno l'offerta.
Per altro, è nella natura della slave quella di assecondare, o meglio cambiare opinione su determinate pratiche a lei ostiche, quindi se per esempio alla slave non piace una determinata pratica, il compito del Master è quello di riuscire a farle varcare quell'ostacolo (sempre che la pratica sia di gradimento al Master), e pian piano a farle desiderare e superare e successivamente apprezzare quello che non pensava di fare.
Quindi per rispondere alla domanda iniziale, chi è il vero schiavo del rapporto è entrambi, proprio grazie alla loro reciprocità.

Per quanto riguarda DD e LG/BG il discorso è molto simile a quello di Dom e sub, in questo ambito poi sono molto presenti le brat (ribelli) con l'unico scopo di ricercare la punizione che in questo caso è puro godimento sia per il Dom che per la LG/BG.

Per quanto riguarda sadici e masochisti puri il discorso si avvicina un po' di più a quello tra Master e slave. Il sadico senza il masochista non avrebbe ragion di esistere, quindi anche qui la risposta alla domanda sarebbe entrambi.

A questo punto mi stupisco di Luigi, che in tutta la sua "grandezza" abbia fatto un bel minestrone. O è anche possibile che la schiava prediletta, Tizia, non abbia ben compreso i suoi insegnamenti. 😊

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

A quanto pare Luigi era un gran furbacchione!!
Poteva essere carismatico, si, lo posso comprendere.
"Arruolare" teen ager con nessuna o minima conoscenza della materia, con la curiosità sessuale imperante soprattutto in un periodo in cui non c'era la diffusione mediatica di ora, ed indurre questi "ometti" a cedergli le rispettive "morose" per consentirgli di interagire.... beh.. astuto eh!! 😂

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

Da che mi risulti, come ho fatto anche notare a Tizia, il rito del the ha origini giapponesi.
In realtà, dovendomi documentare, ho scoperto che l'origine primaria fu cinese, poi adottata nel corso del XVI secolo ufficialmente anche in Giappone, in quella che viene chiamata Cha No Yu tradotta come Cerimonia del The.

Quello che distingue la Cha No Yu originale dal rito del the di Luigi (secondo quello che mi è stato spiegato da Tizia) è che la prima si svolge tra due o più persone, la seconda invece è riservata alla coppia D/s.
Dubito fortemente che tutto lo svolgimento, a partire da 5 giorni prima, per arrivare alle tre fasi del rito (pasto leggero, the denso e the leggero) venisse attuata anche dagli adepti di Luigi, ma Tizia non è entrata nello specifico.

Clicca qui per maggiori informazioni sulla Cerimonia del The.

Per altro, sarebbe opportuno presentarsi ad una sessione a stomaco vuoto (per ovvi motivi), quindi anche il pasto leggero previsto dalla cerimonia sarebbe fuori luogo.

Per quanto concerne invece il rito dell'accoglienza (escludendo quello cristiano cattolico) in ambito BDSM ho trovato solo tre accezioni diverse nel sito di Gabbia: la prima riguarda i clisteri, la seconda l'ospitalità e la terza la predisposizione della sub ad un rapporto orale.

Quindi mi immagino una scenetta nella quale la sub accoglie il proprio Dom nella sua casa, a culo esposto e bocca spalancata. Ecco! 😂😂😂

Accogliere secondo Gabbia

Ipotizzando che Luigi si riferisse per lo più all'ospitalità, beh dov'è la novità?

Credo che ognuno di noi, quando ospita qualcuno a casa propria (amici, parenti, colleghi, Dom), riordini casa e si renda presentabile.
Ma ripeto, non è stato spiegato questo rito quindi ipotizzare diventa inutile.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

Questa usanza in genere fa parte dei protocolli. E i protocolli in genere sono o impartiti unilateralmente dal Top, oppure concordati assieme alla bottom.
Non c'è ovviamente una regola precisa. E', come già detto, soggettivo.

Nel mio caso, ad esempio, in accordo con il mio precedente Master dovevo rivolgermi a tutti (Top o vanilla), in privato e in pubblico con il "Lei", fatta esclusione per gli altri bottom ai quali potevo rivolgermi con il "tu".
Con Mastro invece sin da subito mi è stato chiesto il "tu". Nel pormi con gli altri ho deciso autonomamente: in privato con il "Lei" (solo a Top), in pubblico con il "tu".

Alcuni ci tengono di più, altri meno, altri ancora per nulla.

In ogni caso Luigi non aveva inventato nulla nemmeno in questo senso, solo aveva obbligato i suoi adepti ad accettare ed agire come lui preferiva facessero.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.


Daemon Danes
Anche in questo caso, lasciar segni o portare segni è assolutamente soggettivo. Un buon fustigatore/spanker non si misura da questo. Ci sono persone a cui piace essere segnate e segnare e viceversa.
Personalmente per me il segno rappresenta il "suo" marchio. Guardare "la firma" del mio Master anche nei giorni a seguire è motivo di gioia, di orgoglio nel portarla. Se non riuscissi a sedermi per alcuni giorni, o a provare dolore nel farlo, sarebbe come riportarmi immediatamente e in modo molto potente al tempo trascorso con Lui, e sicuramente mi ecciterei al sol pensiero.

Poi ci sono bottom che non possono essere segnati, e questo è un altro discorso. Bottom con un'altra vita, un compagno, o un marito all'oscuro di tutto non possono portare segni, quindi il fatto di non lasciarli è come tentativo di non farsi scoprire.
Equivale a dire: aggirare il problema. Essere sinceri con il proprio partner no eh?? Troppa fifa??

Mi viene da pensare che Luigi frequentasse per lo più donne impegnate, sposate o accompagnate, in modo da "legittimare", con questa regola, il suo rapporto D/s.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

Cazzata pazzesca!! Non può esistere una votazione sulla bravura, per il semplice fatto che è l'affinità tra persone che la determina.
Per esempio: una persona che non può o non vuole essere legata per un rigger sarebbe da scartare in quanto incompatibile con lui. Non significa però che non sia una brava bottom, semplicemente sono incompatibili.

Chi cazzo era Luigi per determinare la bravura assoluta di un bottom?? Il genio del BDSM?? Un guru??

Se così fosse stato allora perchè nessuno nella comunità romana (esclusa Tizia) e nazionale lo conosce?
Se così fosse stato allora perchè non diffondere ad un pubblico più vasto i suoi insegnamenti, attraverso documenti scritti e/o sul web??
Se lo fosse stato allora perche i presunti 59.990 lo avrebbero abbandonato??

A me tutta sta storia fa pensare ad alcune ipotesi.

  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia abbia avuto un Dom con il quale si sia trovata tanto bene e che aveva quelle regole. Ipotizziamo che il rapporto sia terminato e che lei ora voglia un Dom che faccia lo stesso del precedente, e che si sia inventata la scuola di Luigi per trovare più facilmente il Dom a lei consono.
  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia non riesca a trovare il Dom adatto a lei e che usi questa storiella per darsi tono, per attirare l'attenzione, per mostrarsi esperta (ho fatto un corso 21 anni fa).
  • Ipotizziamo che Luigi e la sua scuola siano esistiti davvero. E qui il discorso si complica. Così formulata: la segretezza, i presunti (e irreali) 60.000, l'unico detentore della parola "giusta" nella figura di Luigi e gli alunni convinti fanno pensare a qualcosa di molto simile ad una setta. 
Le sette, molto più diffuse negli Stati Uniti rispetto all'Italia (ma in forte espansione), hanno una struttura riconoscibilissima e uguale per tutte. 
La struttura piramidale, un capo, un guru, un mentore carismatico, una catena di comando subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica. 

L'adepto, l'alunno, il seguace, è una persona che non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà del capo. 
E' per questo che è più semplice avvicinare persone giovani, o giovanissime, di un ceto medio, con poche conoscenze in materia, senza una struttura caratteriale formata e incapaci del pensiero logico e critico, persone che in genere hanno una carenza affettiva importante (spesso paterna), persone deboli o insoddisfatte o ancora persone in cerca di nuove emozioni. 

Il mentore, come già accennato, è una persona carismatica, egocentrica, eccelle nel lavoro (o riferisce di eccellere), è autoproclamante e persuasivo, dicendosi conoscitore della materia. Afferma di aver assimilato conoscenze nel corso della sua vita e aver scoperto la via ottimale per vivere quella determinata realtà (religiosa, culturale, sociale), per condurre poi i seguaci verso "nuovi orizzonti" di consapevolezza. Infine accentra su di sè la totale devozione, in termini di attenzione, amore, fedeltà. 
In questa ottica il capo, il leader può dare libero sfogo alla sua personalità dominante, manipolativa e attuare quello che è un vero e proprio abuso psicologico: il plagio. 

Per plagiare ovviamente si seguono degli schemi precisi, primo fra tutti far sentire importante, speciale, amata, la persona da plagiare. L'accoglienza, le attenzioni verso la persona sono fortissime, spesso atte a farla allontanare dalle frequentazioni esterne al gruppo settario. L'integrazione al gruppo e la conformità ad esso e alle sue regole farà in modo che in tempi abbastanza brevi il plagiato cambi il proprio atteggiamento nei confronti di chi è all'esterno del gruppo (frequentazioni di vecchi amici e parenti) e diventerà progressivamente sempre meno padrone delle proprie scelte e volontà. 
Una volta completata la metamorfosi, l'individuo è pronto a credere ciecamente agli insegnamenti impartiti dal leader, fino a compiere, talvolta, anche gesti estremi. 

Generalmente, al leader viene riconosciuta la piena autorità dai suoi seguaci ed egli può delegare alcuni compiti alle persone di sua fiducia, rendendole ancor più dipendenti e onorate di tale riconoscimento. All'interno del gruppo non vi sono segreti, ogni seguace deve rivelare tutto, mentre nei confronti degli estranei viene mantenuta la segretezza. 
Questo comporta nel seguace un duplice senso: l'appartenenza a qualcosa di esclusivo, e il contrasto con il mondo esterno, in contrapposizione con gli ideali e le regole "innovative" del gruppo settario. 
Detta in parole povere: il "giusto" all'interno del gruppo e lo "sbagliato" all'esterno. 

Secondo Steven Alan Hassan (consulente statunitense della salute mentale) "Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo - comportamento, pensieri, emozioni - e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualunque cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante." (Fonte: Steve Hassan, “Mentalmente liberi – come uscire da una setta”).


Definito tutto ciò e rileggendo le parole di Tizia, non trovate qualche (o troppe) similitudini?

"Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa ... ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno"


E se la pensi diversamente? O se fai troppe domande?? Fuori dal gruppo!! Non vogliamo gente pensante qui!! 😂😂😂



venerdì 8 marzo 2019

GRAZIE!!

Sono solo agli inzi ma...

GRAZIE A TUTTI per le vostre prime 5000 visite!!

E un grazie di cuore anche a M. che mi sta aiutando negli aspetti informatici a me un po' più ostici!

martedì 9 ottobre 2018

R-I-S-P-E-T-T-O

Sono una fottutissima sognatrice. 
Ho sempre pensato che, nel mondo, esistesse la Persona Perfetta per me.. la classica mezza mela. 
Forse l'ho sempre sperato, ma poi arriva il giorno in cui è necessario fare i conti con la realtà delle cose e ci si rende conto che la perfezione difficilmente esiste. 
A quel punto la cosa più sensata da fare è conoscere una persona, osservare quante e QUALI caratteristiche di lui sono corrispondenti alle nostre esigenze e valutarlo.
Come? 
Con una bilancia: da un lato quello che ci offre, dall'altro quello che manca. Una volta tolto il perno, la scelta è fatta. Si sceglie dove la bilancia pesa di più.

Tra tutte le caratteristiche che vado cercando, una delle più "pesanti" è il rispetto. Non si tratta solo di BDSM, si tratta di rispetto per la persona che abbiamo di fronte. Un detto dice: "non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi stessi". 

from Tumblr
Ebbene, quando qualcuno vi interrompe, e voi perdete la pazienza, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno vi ignora, e a voi dà fastidio, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando esprimete un concetto e l'altro vi contraddice senza nemmeno ascoltarvi, e vi infuriate, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno frequenta altre persone (anche in modo intimo), e a voi fa uscire dai gangheri, assicuratevi di non fare lo stesso. 
Potrei continuare all'infinito. Le casistiche/situazioni sono innumerevoli. 

Rispetto non significa avere un opinione, una credenza, ed imporla come NORMALE. E tutto ciò che contrasta la vostra opinione ANORMALE. Quella si chiama chiusura mentale. Si chiama, imposizione di sè. 



Nell'arco di 4 mesi mi è capitato con 3 persone. 
Quello che hanno in comune queste tre persone sono l'età (su per giù), la loro provenienza territoriale (su per giù) e il fatto che si considerano tutti Master.

Ebbene, a mio avviso un Master deve anche essere in grado, dimostrandolo, di ascoltare ed assecondare i desideri della propria slave. 
E' vero che prima di tutto chi si mette in gioco per intraprendere un cammino dietro la guida del proprio Master è la slave, ma è vero anche che se vengono esauditi solo ed esclusivamente le preferenze del Master allora non si considera la slave come una persona, degna di rispetto, ma come il proprio giocattolino, un oggetto insomma. 

E allora chiudiamo la slave in una stanza... guai farla usare da altri (per assecondare una sua fantasia), guai farla vedere in pubblico (come lei vorrebbe) ... guai farle fare quella cosa che a lei piace tanto e che io Master considero ANORMALE.... è rispetto questo? 
Io credo di no. 

In un rapporto interpersonale, chi si mette in gioco, per crescere insieme, a mio avviso, sono tutte le parti. Tutte. Non c'è un elemento che cammina da solo e gli altri fermi ad aspettare. Sono tutti gli elementi che si incontrano nelle loro reciproche metà strada. A metà strada ci si incontra e si cammina insieme. Se cammina solo uno, qualcosa non va. 

Ecco quindi, sedicenti Master, è vero che ad ogni Master corrisponde un tipo di slave (e viceversa) ma se questa/o non dovesse essere perfetta per voi... iniziate a metterla sulla bilancia e chiarirvi se per voi ne vale la pena. 
Se ne vale, iniziate a portarla a voi, ad assecondarvi e seguirvi, ma ricordatevi anche di rispettarla, perchè la vostra slave è l'unica che vi metterà SEMPRE in una posizione prioritaria, sia nei confronti della vostra Persona, sia nei confronti del vostro piacere. 

Ah e dimenticavo: di preferenze NORMALI, ANORMALI, o ESTREME esiste nulla. 
Esistono delle preferenze tutte rispettabili e soggettive. 
Non finirò mai di dirlo, quello che è estremo per me, può non esserlo per qualcun altro o viceversa. 

Di anormale, secondo me, c'è che alcuni "Master" credano ancora che basti impartire un ordine, avere una marionetta tra le mani, o fare solo quello che gli pare, per essere Master. 
Per questo ci sono le prostitute, o le escort. Le slave sono altro.