Mi trovo in difficoltà a pubblicare qualcosa di me, magari anche ironico, senza porre un pensiero alla tragedia che ha coinvolto Genova in questi giorni.
Sono diventata, con gli anni e forse la vecchiaia (chiamiamola maturità) particolarmente empatica con il dolore altrui. Fa star male anche me, forse anche troppo.
E non vuole essere una "paraculata" che sia ben chiaro.
Sono estranea e voglio rimanere tale a tutte le polemiche in corso sulle responsabilità e le rispettive "colpe". Dovrebbe essere la Magistratura ad occuparsene.
Ma sono invece vicina, con il cuore, alle 39 vittime accertate, ai loro famigliari, ai dispersi e ai 664 sfollati fuori casa.
Non è una tragedia solamente genovese, è una tragedia che riguarda l'intero popolo italiano.
A loro vanno le mie parole, il mio pensiero, e qualche fatto, seppur piccolo.
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